06/10/15

COMUNICATO:CONTRO LA XENOFOBIA NEL CONSIGLIO COMUNALE DI FABRIANO




Le dichiarazioni rilasciate recentemente alla stampa da parte del Presidente del Consiglio Comunale di Fabriano, Sig. Pariano sono intollerabili e intrise di xenofobia.
Le incredibili dichiarazioni del Presidente Pariano per i suoi contenuti decisamente strumentali e demagogici, sono da ritenersi immorali e infondate.
Il P.C.L. sez. di Ancona si chiede, a fronte di una politica innescata proprio da chi, come il sig. Pariano che nel suo importante ruolo istituzionale assolto nel Comune di Fabriano, invece di occuparsi  delle catastrofiche problematiche che investono il tessuto sociale  di Fabriano, forse ricerca la più rivoltante” guerra tra i poveri”, tra i cittadini fabrianesi (disoccupati) e i cittadini extracomunitari!
In questa grave ma significativa vicenda, si percepisce drammaticamente non solo la lontananza dai problemi che affliggonomigliaia di cittadini  fabrianesi, ma l’inizio della più vergognosa “ campagna elettorale” per il rinnovo del Consiglio Comunale di Fabriano, previsto per l’anno 2017.
Il P.C.L. sez. di Ancona denuncia che quest’ultima presa di posizione  del Presidente Pariano rappresenta solo l’ultima “ciliegina sulla torta” di una sequenza di “iniziative”volte a  ingannare l’opinione pubblica fabrianese.  Perché  il Presidente del Consiglio Comunale Fabrianese invece di occuparsi dei 35 euro giornalieri concessi dalla U.E. ai migranti i quali naturalmente non utilizzano neppure un euro , grazie a “certe cooperative”, non si occupa delle responsabilità di un certo potentato economico-politico  che con il suo modello mono- settorialeha generato un vero e proprio terremoto sociale in tutto il distretto industriale di Fabriano ?
Perché il sig. Pariano non dice nulla sugli eventi di natura “autocelebrativa”con i quali “una grande famiglia marchigiana” si è riciclata  nella “cultura”dopo aver annientato l’industria locale, grazie al loro mono-settore” favorendo circa 6000 disoccupati in più rispetto a10 anni fa??
E’ proprio vero, conclude la nota del P.C.L. sez. di  Ancona, che l’ipocrisia e il trasformismo per certi “poteri forti” legati al “renzismo”, sono senza alcun ritegno morale.

PCL sez Ancona
                                                                                    

03/10/15

contro sblocca Italia e grandi opere

 








Il Partito Comunista dei Lavoratori Marche accoglie l’appello fatto dall’insieme dei Comitati, Associazioni e Movimenti che nella nostra regione daranno vita ad un’assemblea ad Ancona per confrontarsi sullo Sblocca Italia e Grandi Opere il 4 ottobre alle ore 9.30 presso Forte dei Pirati, in via Forte Scrina.  Leggiamo con attenzione, sul testo che accompagna la locandina dell’iniziativa pubblica, il passaggio importante sulla necessità di unire le gravi problematiche che attraversano il nostro paese (ambiente, scuola, lavoro, sanità ecc..). Noi pensiamo che la deriva autoritaria da parte dei poteri forti che utilizza il governo Renzi e il Pd  stia definendo in maniera pericolosa il futuro di molte generazioni. Non vi è solo un pericolo grave sul rapporto che una società intelligente dovrebbe avere con l’ambiente, ma sono in pericolo tutti quei diritti base per raggiungere il minimo della democrazia. L’attacco è forte e forte deve essere la risposta, le lotte che si formano su specifiche problematiche sono l’humus per la costruzione di un’opposizione sociale che dovrà ridefinire un mondo diverso da quello capitalistico. Questo è quello che pensiamo e per cui lavoriamo. Dunque, noi cercheremo di esserci con tutto il nostro sostegno e impegno,consapevoli però che l’opposizione sociale ai poteri forti locali e internazionale in generale si basi principalmente sulla ricostruzione della lotta di classe unica arma efficacie per l’abbattimento del sistema capitalistico,vero nemico della libertà dei lavoratori e dei ceti più deboli e disagiati che compongono il nostro tessuto sociale.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
COORDINAMENTO REGIONALE MARCHE

21/09/15

Il GOVERNO RENZI, DOPO L’ELIMINAZIONE DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, VUOLE CANCELLARE ANCHE IL DIRITTO DI SCIOPERO?



La strategia politica-autoritaria del governo Renzi, in decisa funzione incostituzionale e anti-operaia, attualmente ricerca la cancellazione del diritto di sciopero di tutti i lavoratori per meglio “modellare” il suo impianto plebiscitario e anti-democratico. Il P.C.L. sez. di Ancona, denuncia l’ennesimo tentativo del governo di “destra economica” del sig. Renzi che punta ad annientare uno dopo l’altro, tutti i diritti democratici del mondo del lavoro in Italia. Dalla nascita della cosiddetta “Leopolda”, vera e propria lobby politico-affaristica ideata dall’on. Renzi, allora sindaco di Firenze, si e’ innescata una spirale anti-democratica, con la quale, non solo si vogliono distruggere i diritti dei lavoratori italiani, ma si vuole imporre “un modello di stato autoritario” che esalti il “concetto renziano dell’uomo solo al comando!” In questa ultima fase politica, utilizzando il pretesto di una assemblea sindacale dei lavoratori che operano nella struttura storica del Colosseo di Roma, il Presidente del Consiglio Renzi, con tutto, o quasi, il mondo politico e non solo, si sono “proiettati” in una nuova crociata contro il diritto di sciopero di tutti i lavoratori. Se verrà attuata questa ennesima, controriforma volta a cancellare il diritto di sciopero di tutti i lavoratori italiani, gli stessi si ridurranno al ruolo disumano di semplici numeri da “gestire” e licenziare quando i cosiddetti “imprenditori eroi” vorranno a loro “comodo e divertimento”! Il P.C.L. sez. di Ancona ribadisce la necessità, anche a fronte della drammatica crescita della povertà, solo per i ceti meno abbienti della società italiana e l’aumento delle morti di operai nel proprio luogo di lavoro, sulle quali il governo Renzi continua nella più immorale censura di questa autentica strage, di una urgente ripresa di una stagione di mobilitazione che conduca alla caduta del peggior governo anti-operaio che abbia guidato il nostro paese.


PCL sez Ancona

ARTICOLO DEL PCL SULLA SITUAZIONE SCOLASTICA DI SERRS DE' CONTI


18/09/15

Il fenomeno Corbyn

Corbyn 2   


                  

Una nuova stella compare nel firmamento dell'immaginario riformista. Dopo Tsipras arriva Jeremy Corbyn. I gruppi dirigenti della sinistra riformista italiana ( e non solo) si aggrappano a un nuovo mito per cercare di risollevare le proprie fortune. Ma, come sempre, alimentano illusioni senza futuro.
La vittoria di Corbyn nelle primarie del Labour Party inglese ha un indubbio significato politico. Registra la disfatta del blairismo e una chiara pressione a sinistra di larga parte della base del partito. Le burocrazie sindacali delle Trade Unions, anch'esse colpite dal lungo corso di Blair, ed oggi sotto l'attacco di Cameron, si sono schierate a fianco di Corbyn per risollevare il proprio peso politico e sociale all'interno del laburismo. Ma a sostegno di Corbyn si è mobilitata tanta parte della base operaia del partito, e soprattutto una nuova leva di giovani, vero nucleo portante della sua campagna elettorale. Un popolo della sinistra inglese, da molti anni senza rappresentanza, ha cercato e cerca in Corbyn una propria voce. La campagna isterica anti-Corbyn di tutti i leader blariani ha favorito il suo richiamo a sinistra e il suo straordinario successo. La terribile crisi sociale che ha devastato la Gran Bretagna negli ultimi decenni ha trovato un proprio parziale riflesso indiretto nella radicalizzazione a sinistra del corpo attivo del Labour Party.

Disgraziatamente, l'orientamento politico e programmatico di Corbyn non è in sintonia con la profondità della crisi che lo ha incoronato. Corbyn rispolvera in buona sostanza il vecchio programma riformista del Labour Party pre-Blair nel momento storico in cui il compromesso “riformatore” tra capitale e lavoro non dispone di una base materiale su cui appoggiarsi. Nè in Gran Bretagna, né altrove. Come l'esperienza greca ha una volta di più confermato. La stessa costituzione materiale diffusa dei gruppi dirigenti del Labour Party e della sua rappresentanza parlamentare, selezionati e plasmati dal blairismo, milita contro l'esperimento “riformista”. Corbyn, una volta eletto, si appella all'unità del Labour Party. Ma proprio la ricerca di un compromesso interno coi blairiani, rivela la debolezza del nuovo corso, già nel suo esordio, sul suo stesso terreno riformista.

La dinamica politica che l' affermazione di Corbyn ha aperto in Gran Bretagna presenta diverse variabili non prevedibili. Sia nel suo impatto sullo scenario politico di prospettiva. Sia nei suoi effetti sulle lotte sociali. Ma resta un dato di fondo: solo una prospettiva apertamente anticapitalista potrà dare risposta reale alla domanda di svolta di tanti lavoratori e giovani britannici. Non certo la nostalgia di un riformismo impossibile, coi coriandoli dell'ennesima illusione.
Partito Comunista dei Lavoratori





                                                                                                                                                                                                                                                  

02/09/15

BEST CERRETO D' ESI: ENNESIMO COLPO DI MANO ALLA DIGNITA DEI LAVORATORI!!


Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime la propria vicinanza e il proprio sostegno morale e politico ai 55 lavoratori della Best di Cerreto d' Esi destinati alla perdita del posto di lavoro che entranno a far parte della lunga filiera dei disoccupati senza nessuna prospettiva certa sul proprio futuro lavorativo e sociale. Ancora una volta il peso della crisi capitalista ricade tutto sulle spalle della classe lavoratrice locale che ormai segna il processo di distruzione del nostro tessuto sociale e del nostro territorio,che ormai sembra irreversibile. La continua propaganda di stile fascista del governo Renzi e del PD sui buoni risultati di ripresa del PIL,sugli effetti positivi del Jobs act,sulla ripresa più in generale dell'economia, non trovano un riscontro oggettivo e reale nel nostro territorio sempre più devastato e falcidiato dalla crisi. Per l'ennesima volta le ragioni del profitto, la sete di guadagno e di potere dei potentati locali ed internazionali prevalgono sulle reali necessità dei lavoratori ormai sempre più abbandonati a loro stessi, svenduti dal governo finto amico del popolo,abbandonati dalle burocrazie sindacali.In una situazione come questa un grande segnale di civiltà collettiva sarebbe quello di produrre sul terreno dell'opposizione una dura risposta paritaria agli attacchi della classe imprenditoriale che governa il nostro paese. Invitiamo in primo luogo i lavoratori della Best ad unirsi immediatamente sotto un unica rivendicazione che possa cambiare l'attuale stato delle cose: il blocco immediato dei licenziamenti preannunciati e l'occupazione immediata della fabbrica rigettando ogni forma di concertazione sindacale al ribasso. Ci aspettiamo ora che la giunta comunale guidata dal sindaco Giovanni Porcarelli rispetti l'impegno votato e approvato all'unanimità presentato con una mozione dal consigliere di minoranza Zamparini (PCL) sulla tutela dei posti di lavoro,contro ogni forma di delocalizzazione delle aziende in crisi che licenziano e creano povertà:il sindaco,gli assessori,e tutti i consiglieri anche quelli della restante opposizione sono chiamati a minifestare la propria solidarietà e vicinanza ai lavoratori davanti ai cancelli nelle future mobilitazioni di lotta che verranno indette. Se non verra' fatto, sarà indice di becero e vergonoso populismo politico realizzato solo per raccattare consensi politici e personali che non sono compatibili con la reale situazione dei lavoratori e delle loro famiglie affondate dal peso della crisi.


PCL sez Ancona
Nucleo Cerreto d' Esi

01/09/15

PRIVATIZZARE E’ LA SOLUZIONE? PERICOLO VENDITA E DIMISSIONE PER LE CARTIERE MILIANI!



Le ultime notizie riguardanti il martoriato distretto industriale della città di Fabriano tornano a concentrarsi sulle Cartiere Miliani, dove “lo spettro” di una nuova “cessione” dalla Fedrigoni Group, ad un altro “soggetto privato” sembra essere imminente. Il P.C.L. sez. di Ancona denuncia nuovamente il problema drammatico per l’impresa fabrianese della totale mancanza del cosiddetto “ricambio generazionale” nel management delle Cartiere Miliani che associato ad una selvaggia privatizzazione, fa presagire un futuro drammatico anche per il prestigioso complesso industriale fabrianese. Tale “privatizzazione”, prosegue la nota del P.C.L. sez. di Ancona, ha già comportato la perdita di oltre 430 unità occupazionali e la dimissione di realtà industriali cartarie, legate in passato come “controllate” alle ex Miliani che sono state letteralmente “smantellate”  con un passivo occupazionale di oltre 500 lavoratori licenziati (vedi cellulosa calabra, stab. Di Castelraimondo, Pescia e molte altre.). Non soddisfatti di certi “risultati sociali” l’attuale management delle ex Miliani, legato politicamente ai “meccanismi perversi del Renzismo”,ha favorito un sistema di precarizzazione, il quale, oltre a penalizzare i lavoratori del gruppo fabrianese, ha generato il vero e proprio annientamento dei “percorsi formativi” per i dipendenti e l’eliminazione sistematica di qualsiasi forma di organizzazione di lavoro. Infine il P.C.L. sez. di Ancona, non può esimersi dall’evidenziare il perdurante “clima di mobbing” che certi “pseudo-dirigenti” infliggono contro tutti i lavoratori delle ex Cartiere Miliani, uno dei quali, finalmente “dimissionario”!! Le “disfatte legali” collezionate dall’impresa marchigiana nelle sentenze emesse dall’uff. provinciale del lavoro, contro i licenziamenti illegittimi ed immotivati di molti lavoratori delle ex Miliani, confermano la natura “politica” della gestione del personale dell’industria fabrianese, i cui costi economici verranno riversati solo sui lavoratori.

PCL sez Ancona

27/08/15

Il tradimento di Tsipras

L'accordo siglato tra Tsipras e la Troika sancisce una nuova pesante intensificazione dello strozzinaggio finanziario della Grecia da parte del capitale internazionale. Nessun gioco di prestigio, nessuna recita ad effetto, potrà nascondere questa verità. La splendida vittoria del NO ai creditori è stata svenduta e capovolta di segno nel giro di una settimana. Tsipras ha consegnato la Grecia, mani e piedi legati, ai suoi strozzini. Le borse europee festeggiano con comprensibile entusiasmo la resa di Tsipras. I governi imperialisti celebrano la propria ritrovata (e faticosa) intesa sulla pelle del popolo greco.

Neppure la forma è stata salvata. Tsipras aveva presentato la vittoria del NO al referendum come leva di un possibile “accordo migliore” con i creditori. E' accaduto l'opposto. L'accordo siglato coi creditori strozzini, sette giorni dopo, è infinitamente più pesante della bozza d'accordo respinta dal referendum. Su ogni voce di merito: pensioni, IVA, privatizzazioni, diritti sindacali, contrattazione. Nei vincoli istituzionali: che sanciscono un più stretto commissariamento del governo greco nell'applicazione e supervisione dell'accordo. Nella imposizione ultimativa del calendario: tre giorni di tempo assegnati al Parlamento greco per votare resa e rapina. Infine nel pignoramento umiliante dei beni e tesori nazionali della Grecia quale garanzia per i creditori.

Vedremo nei prossimi giorni la dinamica politica, in Grecia e in Europa, dell'accordo siglato. Ma la pretesa di Tsipras di venderlo come un proprio “successo negoziale” è tanto imbarazzante quanto penosa. “Abbiamo difeso l'anomalia di un governo di sinistra dal tentativo politico di

rovesciarlo” dichiarano i dirigenti di Syriza fedeli al capo. Ma dove sta l'”anomalia” di un governo che gestisce la perfetta continuità dei famigerati memorandum, per di più con l'annunciato soccorso parlamentare dei vecchi screditati partiti borghesi ?

Le sinistre italiane “tsipriote” che in questi mesi hanno impugnato la bandiera di Tsipras come leva di una propria possibile resurrezione si trovano con un pugno di mosche. La verità presenta sempre il conto. Lo spazio riformistico è da tempo crollato in Europa. L'alternativa vera è tra prospettiva anticapitalista e regressione storica. Un partito riformista che accetta il quadro capitalista finisce con l'accettare e gestire la regressione. La capitolazione di Tsipras ai creditori è solo la metafora di questa realtà.
Di certo la costruzione del partito rivoluzionario, in Grecia, in Italia, in Europa, trova nei fatti di Grecia una nuova clamorosa conferma.
Partito Comunista dei Lavoratori






            

                                                                        



                                                                                                                        

09/08/15

IL GOVERNO RENZI CON IL SUO “JOBS ACT”, ALIMENTA LA DISOCCUPAZIONE DI MASSA E L’IMPOVERIMENTO DELL’INTERO PAESE.

Le ultime statistiche ufficiali temporanee diffuse dall’I.S.T.A.T., relative al mese di giugno 2015, confermano in tutta la sua drammaticità l’emergenza disoccupazione in Italia. Lo scenario più catastrofico, denuncia la nota del P.C.L. sez. di Ancona, riguarda il mondo giovanile: il 44,2% è senza lavoro, con un aumento del 1,9 rispetto al mese di maggio 2015. Tale dato, prosegue il P.C.L. sez. di Ancona, risulta essere il più alto dall’inizio delle storiche mensili e trimestrali, per l’appunto, dal primo trimestre del lontano 1977. A livello globale, grazie al governo Renzi e del suo “Jobs Act”, il tasso di disoccupazione in Italia è aumentato rispetto a maggio 2015 di 0,2 punti (circa 20.000 disoccupati in più), arrivando al 17,7%!! In presenza di uno scenario così drammatico, il cosiddetto “governo Renzi” si trincera dietro i suoi abituali spot propagandistici, intrisi dall’ottimismo più ripugnante! Addirittura, prosegue la nota del P.C.L. sez. di Ancona, il “suo ministro” del lavoro, sig. Poletti, “osserva” che tali statistiche (l’aumento della disoccupazione) costituiscono l’inversione di tendenza che segna l’inizio della “crescita economica” per il nostro paese! Davanti a dichiarazioni così vergognose, si rileva l’impressione che le uniche necessità per l’On. Renzi si circoscrivano al mantenimento del potere incostituzionale a livello politico-finanziario e allo “spostamento” dei vari Bondi, Verdini e i loro seguaci “cosentiniani” dal centro-destra al P.D. renziano, tramutandoli così in “stampelle” del suo governo, sempre di più ancorato alla “destra economica”!! Risulta inutile sottolineare, conclude la nota del P.C.L. sez. di Ancona, la solita “regia” dei potentati economici-bancari che vede nuovamente al centro dell’attenzione la figura del sig. Ennio Doris, esponente di primo piano della banca Mediolanum, autentico protagonista del rapporto di commissione tra il P.D. renziano e il “centro-destra” pronto ad “aiutare” il governo Renzi! Alla faccia dei valori democratici e della Costituzione della repubblica italiana.

                                                                         Partito Comunista dei Lavoratori
                                                                          sez. di Ancona