14/05/15
07/05/15
CON IL “JOBS ACT, NUOVO MERCATO DEL LAVORO” ATTIVATO DAL GOVERNO RENZI, 59.000 DISOCCUPATI IN PIU’ NEL MESE DI MARZO 2015!!
L’attivazione da parte
del governo Renzi del cosiddetto “Jobs Act”, ha ricevuto “una illuminante
risposta” dai dati dell’I.S.T.A.T. in termini ufficiali: nel solo mese di marzo
i disoccupati sono aumentati di ben 59.000 unità!! Il P.C.L. sez. di Ancona
denuncia “l’assordante silenzio” dei mas-media e di tutti i presunti organi
d’informazione, davanti al più vergognoso fallimento delle strategie
economiche-sociali del governo Renzi e dei suoi “progetti” volti ad ingannare
tutti i cittadini italiani, facendo credere falsamente che la totale
precarizzazione di tutti i lavoratori, avrebbe creato più occupazione! Nei
successivi mesi, malgrado la censura anti-democratica che il “Premier” Renzi ha
fatto calare su quasi tutti gli organi d’informazione, il numero vertiginoso
dei “non occupati” è continuato a crescere, assumendo la dimensione di un vero
e proprio cataclisma sociale. Le imprese italiane, prive di qualsiasi “progetto
di riconversione industriale” e ostili a quasi tutti i percorsi formativi ed
innovativi che permetta alle stesse di divenire “competitive” nei mercati
mondiali, vincolati a una “globalizzazione selvaggia”, continuano a registrare
drammatiche chiusure, aumentando il numero dei disoccupati. Il “capitalismo
straccione”, monopolista e monosettoriale, tanto esaltato dal peggior governo
della repubblica italiana, presieduto dal “sig.” Renzi, sta producendo solo
povertà e desertificazione occupazionale, confermando che l’eliminazione di
diritti di civiltà come lo statuto dei lavoratori e l’art. 18, non generano più
lavoro e commesse, solo l’estinzione di centinaia di fabbriche nel nostro
martoriato paese. Il P.C.L. sez. di Ancona, rilancia la necessità della ripresa
di un vasto fronte di lotta e mobilitazione generale, con forme selvagge e
totali che consegua l’obbiettivo della caduta del governo Renzi.
Partito Comunista dei Lavoratori
sez. Ancona
28/04/15
POSIZIONE DEL PCL MARCHE SULLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI!!
ASSENTI
DALLE ELEZIONI, PRESENTI NELLE LOTTE!
Il prossimo 31 maggio
si terranno nelle Marche le elezioni regionali; elezioni alle quali il Partito
Comunista dei Lavoratori non parteciperà, per via di una legge elettorale
iniqua che subordina la partecipazione ad un numero esorbitante di firme da
raccogliere, chiaro atto antidemocratico volto ad escludere le formazioni
scomode, come la nostra, che non si riconoscono in quelle consorterie che,
tanto a destra quanto a sinistra, si spartiscono i posti di potere. Tutte
spartizioni volte ad un unico obiettivo: continuare a perseguire le medesime
politiche antioperaie che stanno trovando la loro massima espressione con
l’attuale governo Renzi.
In uno scenario di
questo tipo, il PCL non esprime nessuna forma di appoggio alle altre formazioni
che partecipano alla tornata elettorale, poiché nessuna presenta nel proprio
programma un segno di chiara opposizione di classe che metta al centro le
ragioni del mondo del lavoro e l’opposizione alle burocrazie delle classi
dominanti: infatti, di fronte ad un attacco frontale nei confronti dei
lavoratori perpetrato con la massima intensità ad ogni livello politico
(riforma pensionistica, Jobs Act,
abolizione dell’articolo 18, tagli lineari a sanità e istruzione per sanare il
debito pubblico contratto nei confronti delle banche…) è necessario reagire con
una risposta di uguale intensità, ma di verso opposto. A nulla servono le
elemosine dei redditi di cittadinanza (proposte dai grillini o da Altre Marche)
o le battaglie su bilanci partecipati e diritti civili se non si va a mettere
in discussione la questione fondamentale: l’opposizione al capitalismo e la
battaglia per costruire una società nuova. Non vi sono mezze misure: o un
programma va in questa direzione, o è destinato alla sconfitta. Un programma
che rivendichi il rifiuto di subordinarsi al patto di stabilità che immobilizza
risorse per gli enti locali a discapito dei servizi di prima necessità, che
rivendichi la nazionalizzazione immediata, senza indennizzo e sotto controllo
dei lavoratori per le aziende che licenziano, che chiudono o che delocalizzano,
la ripubblicizzazione di tutti i servizi privatizzati nel corso degli anni
(anch’essa senza indennizzo), il rifiuto del pagamento del debito pubblico
contratto nei confronti delle banche e il riutilizzo delle risorse così
liberate per un piano che metta al centro le esigenze dei lavoratori, la
sanità, l’istruzione e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Tutte queste non sono
vane rivendicazioni propagandistiche… O meglio, lo divengono, se non si pone
alla base il rifiuto di subordinarsi alle logiche del capitalismo! Le risorse
per applicare un programma del genere ci sono, basta saperle andarle a cercare
rompendo apertamente con un sistema che non ha più nulla da offrire alla grande
massa dei lavoratori. Peccato che nessuna delle forze presenti alle prossime
regionali marchigiane consideri tale necessità: non vi sono spazi di progresso
sociale all’interno delle compatibilità di questo sistema, che pone le politiche
antioperaie e di compressione dei diritti come condizione necessaria per
salvaguardare la propria sopravvivenza in una situazione di crisi endemica. Non
vi è spazio per il “riformismo di sinistra”: o ci si contrappone frontalmente
con un programma rivoluzionario, o si soccombe.
Il Partito Comunista
dei Lavoratori, pur non essendo presente a queste elezioni per via di una legge
antidemocratica, parteciperà alla campagna elettorale diffondendo il proprio
programma di rottura, e partecipando attivamente ad ogni vertenza di lotta in
cui sia necessario rivendicare la propria posizione di costruzione di
un’alternativa di società, in cui siano autenticamente messe al centro le
ragioni dei lavoratori, senza compromissione alcuna con le forze della politica
borghese, siano esse di centrodestra o di centrosinistra.
Partito Comunista dei
Lavoratori- Regione Marche
19/04/15
COMUNICATO ELEZIONI COMUNALI CERRETO d' ESI
ELEZIONI COMUNALI CERRETO d’ ESI: IL PCL ANCORA PRESENTE CON L’UNICA
PROPOSTA POLITICA E PROGRAMMATICA DALLA PARTE DEI LAVORATORI E DELLA
GENTE COMUNE
“Ancora una volta
presenti con la stessa determinazione e voglia di tutelare le condizioni
dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati e di
tutte le fasce più deboli della popolazione, in un comune ormai
collassato e sull’orlo del fallimento”. Queste sono le prime
dichiarazioni di Marco Zamparini, giovane operaio nel settore del
commercio, candidato a sindaco del Partito Comunista dei Lavoratori,
che si presenta come unica forza di opposizione e di rottura, con
quella classe politica che in un ventennio, ha portato il nostro comune
sull’orlo del baratro. La necessità di fare emergere anche le vicende
passate, che hanno portato poi al commissariamento del comune, spingono
ancora una volta il PCL , a prendere una dura ed intransigente posizione
nei confronti di amministratori e politici locali, di ogni schieramento
e colore politico. Loro sono i veri colpevoli del buco economico e
dell’incredibile indebitamento per mezzo di mutui insanabili e troppo
onerosi per le casse di un piccolo comune come il nostro . Il candidato
sindaco del PCL dichiara: “La reale e grave situazione, ormai è sotto
gli occhi di tutti, come sono chiare ed inconfutabili le responsabilità.
Per troppo tempo la nostra comunità, è stata amministrata da “piccoli”
uomini politici, tutt’altro che capaci, politicamente parlando. Hanno
sempre privilegiato politiche a favore degli interessi privati e non a
quelli della collettività, per lo più volte a favorire noti industriali,
burocrati e professionisti del parassitismo politico. Hanno scaricato a
loro volta, tutta la loro incompetenza e “mala fede”, sulle spalle dei
lavoratori e pensionati, vere vittime della crisi economica e sociale
che attanaglia il nostro territorio. La nostra proposta politica è
chiara e ben delineata da anni. Con la differenza che questa volta
promesse da fare non ce ne sono per nessuno. Vista la situazione,
abbiamo il dovere di mantenere vivo il nostro paesello, ed i primi
traguardi sono,il lavoro,l’ambiente,la rivalutazione del territorio ed
il mantenimento dei pochi servizi rimasti, rivedendone tutte le
gestioni. Poi sulle proposte politiche, ne riparleremo in seguito. La
nostra linea è espressione di onestà e trasparenza politica, ed è legata
ad un principio di fondo. Secondo noi per migliorare le condizioni dei
nostri cittadini, c’è bisogno che vadano fuori dal consiglio comunale
ogni interesse economico e di potere. C’è bisogno di creare una giunta
comunale formata da lavoratori e da persone comuni , ovviamente
preparate e attive nella vita politica cittadina, e che sanno cosa
significhi sostenere situazioni estreme, anche in alcuni casi vicine
alla soglia della povertà.” Il candidato sindaco conclude: “Ancora una
volta ci presenteremo indipendenti e fuori da ogni forma di alleanza,
soprattutto con chi consapevolmente è complice del fallimento sociale ed
economico del nostro comune. Cambiano i candidati sindaci , ma il fine
politico di queste persone e di chi li manovra non cambia. Hanno avuto
la loro possibilità di amministrare, chi più e chi meno per vent’anni,
tra finte liste civiche e partiti, ma hanno dimostrato di essere “forse”
bravi nel loro lavoro abituale che però è ben lontano dal saper fare
politica , e questa volta i fatti sono inconfutabili. C’è bisogno di un
cambiamento per Cerreto, vero , serio e coraggioso . C’è bisogno di
gente come noi, che da dieci anni nonostante non siamo mai riusciti
ne a governare con una lista del Pcl né a prendere un consigliere
comunale, siamo lo stesso stati sempre attivi e sempre presenti con le
nostre proposte in ogni momento dell’anno e non solo a ridosso
dell’elezioni comunali, anche con il nostro giornalino e i banchetti in
piazza. I cittadini non devono votare il candidato sindaco in base ai
titoli , alle proprietà ,o ad altro, ma devono votare il programma e
cosa si vuole fare realmente per questo paese. Un voto a noi non è
sprecato, è un voto che non tradirà mai le aspettative reali dei
cittadini. Votare per noi è scegliere di ridare dignità al nostro
paese.”
PCL Nucleo Montano
sez. Ancona
18/04/15
CHIUSURE E LICENZIAMENTI INDESIT: CONTRO IL GRAVE ATTACCO DELLA NUOVA DIRIGENZA UNITA’ DEI LAVORATORI E RISPOSTE RADICALI
Comunicato stampa:
Purtroppo
lo avevamo predetto: nonostante i proclami del Governo e le promesse dei
vertici della multinazionale Whirpool, oggi si chiudono gli stabilimenti
indesit e si licenziano centinaia di lavoratori.
I vertici
sindacali hanno creduto (o fatto finta di credere) al vago e fumoso piano
industriale presentato a suo tempo ed hanno “disinnescato” la mobilitazione
generale, nel silenzio di quasi tutta la presunta sinistra radicale.
Ora che si
sono svelati i veri piani della multinazionale serve la più totale unità di
tutti i lavoratori per una mobilitazione di massa e radicale in tutti gli
stabilimenti ed uffici Indesit d’Italia. Bisogna costruire scioperi ad oltranza
ed occupazioni per ribadire il:
1)No
incondizionato alla riduzione dei posti di lavoro, licenziamenti, mobilità etc.
2)No alla
chiusura degli impianti presenti sul territorio ed alla delocalizzazione
3)Divisione
del lavoro esistente tra tutti i lavoratori a parità di salario
Se non si
riuscirà ad ottenere tali richieste, i lavoratori devono occupare l’azienda e
pretendere la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio
dell’intera azienda, solo così potranno difendere il proprio posto di lavoro.
Partito Comunista dei
Lavoratori
Coordinamento Provinciale Ancona
10/04/15
DE GENNARO E L'IPOCRISIA DELLA SINISTRA
Colpisce l'ipocrisia dei
sepolcri imbiancati della democrazia borghese sulla figura di De
Gennaro. “ Vergognoso che sia Presidente di Finmeccanica” grida Orfini.
Ma” voi dove eravate ?” rispondono SEL e PRC. Già dove eravate.. Ma il
“dove eravate” deve valere per tutti. La carriera di De Gennaro dopo la
macelleria di Genova è stata assicurata e sospinta da TUTTI i governi
che si sono susseguiti dopo il 2001. Non solo dai governi Berlusconi,
Monti, Letta, Renzi. Ma anche dal governo di Romano Prodi, in cui
sedevano gioiosi gli attuali dirigenti di SEL e PRC. La nomina di De
Gennaro a capo gabinetto del ministro Amato risale infatti al 2007
durante il governo dell'Ulivo, sotto la Presidenza della Camera
Bertinotti, all'ombra del ministro Paolo Ferrero. Quando il PRC che
aveva raccolto i voti del “movimento No Global” nel nome della “non
violenza” e di Carlo Giuliani votò le missioni di guerra e tacque sulla
promozione del responsabile della tortura di Stato. Il PCL nacque
allora, anche in risposta a quel crimine politico. Per questo siamo gli
unici a sinistra a poter chiedere senza vergogna: “Ma voi dove
eravate?”
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
09/04/15
SOLIDARIETÀ ALLA RESPONSABILE DELL'ASSOCIAZIONE 'INCONTRI PER LA DEMOCRAZIA', DOTT.SSA CRISTINA CECCHINI.
La notizia, apparsa nel quotidiano "Corriere Adriatico", nella cronaca
della città di Fano, il giorno 30/03/2015, conferma l'esistenza della
volontà, totalmente etico-morale, attraverso la quale personaggi di
straordinaria statura civica e solidaristica continuano a compiere la
propria funzione, volta a tutelare e rappresentare gli strati sociali
più poveri, emarginati e sfruttati, in questa nostra martoriata nazione.
Il PCL sez. di Ancona, appresa la notizia dell'assistenza e della
tutela prestata dalla dott.ssa Cecchini, in qualità di responsabile
dell'associazione "Incontri per la democrazia", esprime la più fraterna
solidarietà e totale sostegno a tale iniziativa, che è servita ad
evitare lo scempio xenofobo con il quale si voleva espellere dal
territorio italiano 40 profughi, giovani immigrati, tutti tra i 18 e 28
anni di età.
Non vi è dubbio che , in una fase storica decisamente oscurantista che
sta vivendo il nostro paese, il gesto e l'impegno dell'indimenticabile
Cristina Cecchini, rappresenta un importante segnale di controtendenza
nell'Italia, dominata dai poteri forti e dalla micidiale dittatura
antidemocratica che il Sig. Renzi sta imponendo, contro tutta la società
civile del nostro paese.
Il PCL sez. di Ancona non dimentica di certo il prezioso ruolo
esercitato in passato dalla dott.ssa Cecchini nella Reg. Marche, con il
quale, contrapponendosi a certi potentati economico-politici, nei primi
anni duemila, si oppose, nel suo ruolo di assessore prima, e consigliera
regionale poi, alla drammatica crisi del distretto industriale
fabrianese e alle delocalizzazioni delle imprese fabrianesi, finanziate
illegalmente dalla Regione Marche!
Oggi, conclude la nota del PCL sez. di Ancona, è necessario iniziare
un nuovo percorso di lotta e impegno democratico, con tutti questi
preziosi soggetti sociali, come la dott.ssa Cecchini e la sua
associazione, per sconfiggere i progetti "plebiscitari ed eversivi" che
il renzismo sta sviluppando, anche per alimentare la classica "guerra
tra poveri", rappresentata dalla divisione tra lavoratori italiani ed i
migranti, prime vittime dello pseudo modello neo-liberista che sta
annientando l'intero contesto mondiale.
Fabriano, 09/04/2015
Partito Comunista dei Lavoratori
sezione Ancona
08/04/15
MATTEO RENZI, UN BUGIARDO AL SERVIZIO DEI CAPITALISTI
E'
finita l'era dei sacrifici” ha esclamato Matteo Renzi quando ha
presentato il nuovo piano economico. Mente, come sempre, a fini
elettorali.
La verità è esattamente opposta.
Intanto aver liberalizzato i licenziamenti arbitrari per i nuovi assunti è il peggiore dei sacrifici: è privare le giovani generazioni di un diritto conquistato dai loro padri. Altro che contratto “a tempo indeterminato”. Il tempo del contratto è affidato al libero arbitrio del padrone, che per di più riceve in premio lo sgravio dei contributi, scaricato sulla fiscalità generale. Sacrifici per tutti a vantaggio dei padroni! Gli stessi che dichiarano al fisco meno dei loro dipendenti! Se poi il nuovo assunto va in banca a chiedere il mutuo si sentirà rispondere ( nel migliore dei casi) che il mutuo è più caro perchè la banca si deve tutelare dal suo futuro licenziamento. Mentre i vecchi contratti precari restano intatti. Tutto come prima e peggio di prima!
Ma non basta. Renzi annuncia altri 10 miliardi di tagli. Siccome vuole nascondere la mano della rapina, li scarica su comuni e regioni. Con sindaci e governatori, in larga parte PD, che fingono disappunto ma gestiranno la rapina per conto del governo. Come sempre è avvenuto. Nuovi tagli alla sanità pubblica. Privatizzazione delle municipalizzate a partire dall'acqua. Nuovi aumenti IRPEF comunali e regionali sul portafoglio dei lavoratori. Già colpiti dall'aumento delle tasse sulla prima abitazione, dal blocco dei contratti, dalla disoccupazione, dalla precarietà. E perchè la nuova rapina? Perchè il governo vuole finanziare la continuità dei tagli delle tasse per i capitalisti, e mantenere i patti col capitale finanziario europeo in fatto di debito pubblico. A garanzia delle banche italiane ed europee, grandi acquirenti dei titoli pubblici.. Le stesse che in questi anni di crisi distribuiscono dividendi da favola ai propri azionisti grazie alla montagna di soldi ricevuti dalla BCE e dallo Stato.
Questa società capitalista è interamente costruita sulla rapina del lavoro. Occorre capovolgerla. Occorre un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e sulla loro forza, che restituisca al lavoro i suoi diritti, nazionalizzi le banche senza indennizzo per i grandi azionisti, espropri i capitalisti che licenziano gli operai, ripartisca il lavoro fra tutti a parità di paga in modo che tutti abbiano un lavoro.
Questa è l'unica alternativa possibile. Ma richiede l'unità e la forza dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati. Grillo e Salvini cercano di dividere gli sfruttati . Chi dicendo che tanto “il lavoro non c'è più”, “non ha senso lottare per il lavoro”, “i sindacati in quanto tali vanno aboliti”, il tutto al modico prezzo di 780 euro di sopravvivenza ( Grillo). Chi agitando dal mattino alla sera lo spauracchio dei migranti per distogliere la rabbia sociale dai capitalisti (Salvini). Gli stessi con cui le amministrazioni leghiste e grilline ( Parma) fanno affari.
Mentono tutti . Il nemico non è l'”euro”, o il migrante”. Il nemico è il capitalismo, chi lo governa, chi lo difende. Solo una rivoluzione può cambiare le cose.
Ci vuole una sinistra che finalmente dica la verità ai lavoratori, sviluppi la loro coscienza, sbugiardi tutti i loro avversari. SEL e PRC hanno fatto per anni le ruote di scorta del PD, per mendicare ministeri o assessorati. Oggi sono vittime della loro stessa politica. Occorre dare ai lavoratori il partito che non hanno mai avuto. Il partito che non li venda. Un partito rivoluzionario.
Il Partito Comunista dei Lavoratori, l'unico che non ha mai tradito gli operai, costruisce questo partito ogni giorno. In ogni lotta. In ogni movimento. In ogni sindacato classista.
E' l'unico partito di cui i lavoratori hanno bisogno. L'unico di cui si possano fidare.
La verità è esattamente opposta.
Intanto aver liberalizzato i licenziamenti arbitrari per i nuovi assunti è il peggiore dei sacrifici: è privare le giovani generazioni di un diritto conquistato dai loro padri. Altro che contratto “a tempo indeterminato”. Il tempo del contratto è affidato al libero arbitrio del padrone, che per di più riceve in premio lo sgravio dei contributi, scaricato sulla fiscalità generale. Sacrifici per tutti a vantaggio dei padroni! Gli stessi che dichiarano al fisco meno dei loro dipendenti! Se poi il nuovo assunto va in banca a chiedere il mutuo si sentirà rispondere ( nel migliore dei casi) che il mutuo è più caro perchè la banca si deve tutelare dal suo futuro licenziamento. Mentre i vecchi contratti precari restano intatti. Tutto come prima e peggio di prima!
Ma non basta. Renzi annuncia altri 10 miliardi di tagli. Siccome vuole nascondere la mano della rapina, li scarica su comuni e regioni. Con sindaci e governatori, in larga parte PD, che fingono disappunto ma gestiranno la rapina per conto del governo. Come sempre è avvenuto. Nuovi tagli alla sanità pubblica. Privatizzazione delle municipalizzate a partire dall'acqua. Nuovi aumenti IRPEF comunali e regionali sul portafoglio dei lavoratori. Già colpiti dall'aumento delle tasse sulla prima abitazione, dal blocco dei contratti, dalla disoccupazione, dalla precarietà. E perchè la nuova rapina? Perchè il governo vuole finanziare la continuità dei tagli delle tasse per i capitalisti, e mantenere i patti col capitale finanziario europeo in fatto di debito pubblico. A garanzia delle banche italiane ed europee, grandi acquirenti dei titoli pubblici.. Le stesse che in questi anni di crisi distribuiscono dividendi da favola ai propri azionisti grazie alla montagna di soldi ricevuti dalla BCE e dallo Stato.
Questa società capitalista è interamente costruita sulla rapina del lavoro. Occorre capovolgerla. Occorre un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e sulla loro forza, che restituisca al lavoro i suoi diritti, nazionalizzi le banche senza indennizzo per i grandi azionisti, espropri i capitalisti che licenziano gli operai, ripartisca il lavoro fra tutti a parità di paga in modo che tutti abbiano un lavoro.
Questa è l'unica alternativa possibile. Ma richiede l'unità e la forza dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati. Grillo e Salvini cercano di dividere gli sfruttati . Chi dicendo che tanto “il lavoro non c'è più”, “non ha senso lottare per il lavoro”, “i sindacati in quanto tali vanno aboliti”, il tutto al modico prezzo di 780 euro di sopravvivenza ( Grillo). Chi agitando dal mattino alla sera lo spauracchio dei migranti per distogliere la rabbia sociale dai capitalisti (Salvini). Gli stessi con cui le amministrazioni leghiste e grilline ( Parma) fanno affari.
Mentono tutti . Il nemico non è l'”euro”, o il migrante”. Il nemico è il capitalismo, chi lo governa, chi lo difende. Solo una rivoluzione può cambiare le cose.
Ci vuole una sinistra che finalmente dica la verità ai lavoratori, sviluppi la loro coscienza, sbugiardi tutti i loro avversari. SEL e PRC hanno fatto per anni le ruote di scorta del PD, per mendicare ministeri o assessorati. Oggi sono vittime della loro stessa politica. Occorre dare ai lavoratori il partito che non hanno mai avuto. Il partito che non li venda. Un partito rivoluzionario.
Il Partito Comunista dei Lavoratori, l'unico che non ha mai tradito gli operai, costruisce questo partito ogni giorno. In ogni lotta. In ogni movimento. In ogni sindacato classista.
E' l'unico partito di cui i lavoratori hanno bisogno. L'unico di cui si possano fidare.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
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