17/11/15

COMUNICATO DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI SUI FATTI DI PARIGI

Contro reazionari e terroristi, contro l'imperialismo ed il fascismo islamico, per un nuovo internazionalismo
Ieri a Parigi sono stati uccisi indiscriminatamente più di 130 civili. Centinaia i feriti
La guerra è arrivata nelle strade, nelle piazze e nei teatri d’Europa. La guerra vigliacca di questi giorni e di questi anni. La guerra che colpisce civili e innocenti: a caso, senza fronti e senza confini. La guerra che da troppo tempo si combatte in Siria, in Iraq, in Afghanistan, in Libia ed in Egitto, in molti paesi africani ed asiatici. Una guerra che travolge città, famiglie e popolazioni.
Questa guerra l'ha iniziata l'Occidente capitalista e imperialista. IS e fondamentalismo islamico sono stati rilanciati, se non prodotti, dai ripetuti interventi militari in Medioriente: dai bombardamenti e delle missioni “di pace”. Americane. Francesi. E italiane. Interventi che negli anni hanno sostenuto dittatori e repressioni sanguinarie, hanno abbattuto resistenze popolari e forze progressiste, hanno distrutto paesi e tessuti sociali, hanno aperto la strada alla crescita dell’integralismo religioso. La competizione per la conquista dell'egemonia all'interno del campo integralista ha sospinto la corsa al rialzo verso le barbarie. Ha creato un nuovo “fascismo islamico”, un movimento reazionario armato che si è dotato di un suo progetto totalitario fondamentalista (il grande Califfato), con pratiche sanguinarie di terrore che pratica verso ogni opposizione e resistenza (interna ed esterna).
In questa guerra, le linee del fronte si frammentano e si confondono. IS e fondamentalisti sono stati supportati e protetti dalle monarchie del Golfo e servizi occidentali. Perché reazionari, fondamentalisti, dittatori e terroristi combattono da entrambe la parti. Al centro di questa guerra non c’è alcun principio, alcuna civiltà, alcuna religione. Ci sono solo interessi economici e politiche di potenza, che polarizzano identità ed appartenenze per utilizzarle come strumenti dei loro giochi d’interesse.
In questa guerra, invece, gli interessi e le identità della classe lavoratrice e di quelle popolari sono travolti. Da tutti. Schiacciati dalla militarizzazione, dall’imbarbarimento crescente, dalle miserie della guerra, dalla distruzione delle strutture economiche e dall’esplosione dei fanatismi identitari. Annullati anche dalla confusione dei fronti: dalla costruzione di larghe alleanze, a base etnica o religiosa o nazionale. Fronti popolari o nazionali nei quali gli interessi e le identità dei lavoratori e delle lavoratrici sono sempre retrocesse, scolorite e poi annullate. In nome di altre priorità, immaginari e progetti politici. Quelli delle proprie borghesie, dei propri apparati militari, o delle potenze imperialiste.
Per questo siamo a fianco dei morti e delle famiglie. A Parigi. Come a Beirut, a Sinjar, ad Aleppo o a Kobane. In Africa ed in Asia. Le centinaia di migliaia di morti di questa lunga guerra.
Come non siamo indifferenti, ma sosteniamo quella resistenza democratica siriana e kurda, come negli altri paesi, che combatte l’avanzata del fascismo islamico ed il regime dittatoriale di Assad.
Per questo NON siamo nelle piazze di queste ore. Quelle piazze unitarie e tricolori, in solidarietà dei “fratelli francesi”. Il silenzio, la commozione e l’unità di queste ore, come quella dopo l’attentato di Charlie Hebdo, permette solo alla canea reazione di crescere ed imporsi anche nei nostri territori. Proponendo ancora identità e polarizzazioni, cristiane ed europee, umane o civili. Appartenenze utili solo a continuare questa guerra, a rilanciare gli interessi imperialisti di questa o quella potenza.
Per fermare la guerra, invece, dobbiamo colpirne gli interessi che la muovono. Dobbiamo opporci agli interventi imperialisti. Di pace e di guerra. Anche quelli italiani. Dobbiamo denunciare gli interessi particolari, come quello della nostra ENI che non casualmente è presente in tutti questi fronti di guerra. Dobbiamo combattere le politiche di grande e di piccola potenza, sorrette dalla competizione capitalista e dalla necessità di rafforzare i propri apparati produttivi capitalisti.
La sola risposta alle guerre e al terrorismo è l’unità dei lavoratori e dei popoli. Al di là delle rispettive origini, del colore della pelle, della religione, delle frontiere. Ritrovare i propri interessi e le proprie identità di classe, per battersi insieme contro chi li sfrutta e li sottomette. Per farla finita con questo sistema capitalista, che crea la barbarie. Per una rivoluzione socialista, che superi confini e conflitti nazionali.

Partito Comunista dei Lavoratori

15/11/15

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FABRIANO,sIG. PARIANO SI DEVE DIMETTERE!!!!

Le rinnovate e deliranti dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio Comunale di Fabriano,per i suoi "contenuti" dal profilo razzistico e "forcaiolo", non possono che provocare profonda repulsione morale.Il PCL sez Ancona nel confermare il proprio risoluto sdegno per la condotta strumentale ai fini elettoralistici e politici da parte del Presidente del Consiglio Comunale Fabrianese,ritiene doveroso rivendicare da subito le dimissioni del sig. Pariano dal suo incarico.
E' indiscutibile,prosegue la nota del PCL sez Ancona,l'obbiettivo politico di questo  individuo che non si circoscrive alla sola preparazione per una sua candidatura per le elezioni comunali,previste a Fabriano per l'anno 2017,ma si estende per la subdola ricerca di una ignobile "guerra tra i poveri"!Fermo restando il normale corso della magistratura,si ritiene  intollerabile,conclude la nota del PCL sez Ancona,la richiesta di impiccagione per i due soggetti,autori dell'efferato delitto,solo perchè,forse, i due criminali sono cittadini extra-comunitari.

                                                                                                     PCL sez Ancona

20/10/15

CONTINUANO AD AUMENTARE LE MORTI DI OPERAI NEI LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA, “GRAZIE” AL JOBS ACT DEL GOVERNO RENZI.

Le nuove, agghiaccianti statistiche diffuse dall'ANML, in occasione della giornata delle vittime di incidenti sul lavoro, rappresentano l'indiscutibile atto di accusa contro il governo italiano che, con il suo “nuovo mercato del lavoro”, oltre a non produrre occupazione, è riuscito nell'impresa di aumentare le morti di operai nei propri luoghi di lavoro.
Il PCL sez. di Ancona, con infinita commozione e solidarietà per i tanti lavoratori che hanno perso la propria vita per un lavoro sempre più precario e realmente insostenibile, ritiene direttamente responsabile il governo Renzi di questa continua e orribile strage.
Non è una fortuita coincidenza che proprio il governo Renzi, con i suoi “organi d'informazione”, abbiano volutamente e ripetutamente calato una pesante e antidemocratica coltre di silenzionei confronti delle tragiche morti sul lavoro.
A tale proposito, prosegue la nota del PCL sez. di Ancona, risulta sufficiente visionare le apposite statistiche ufficializzate proprio dall'ANML, per scoprire la crescita impetuosa delle morti bianche.
Nei primi otto mesi del 2015le vittime operaie sono state 752, contro le 652 del 2014, pari ad un 15% in più rispetto all'anno precedente.
Il PCL sez. di Ancona ritiene doveroso evidenziare come il jobs act del governo Renzi sia riuscito ad autorizzare i suoi “imprenditori eroi” a ridurre incredibilmente gli investimenti economici per la sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro, favorendo così, in termini diretti “questa orribile strage”.
Dulcis in fundo, conclude la nota del PCL sez. di Ancona, sempre per merito del jobs act renziano, sono in aumento vertiginoso, del 2,5%, anche le malattie professionali, tra cui le patologie tumorali (2999 denunciati), +2,7% rispetto al 2013.
Di fatto, se non si accettano queste condizioni per lavorare, la Confindustria e il suo governo Renzi, grazie alla eliminazione dello Statuto dei lavoratori, ti licenziano!


                                                                                                   PCL sez Ancona


17/10/15

INIZIATIVA DIBATTITO






SABATO 24 OTTOBRE
PRESSO LA “CASA DEL MUTILATO”
(ALL’INTERNO DEI GIARDINI B. GIGLI)
RECANATI, ORE 16.30

ASSEMBLEA PUBBLICA
“QUALE SINDACATO NELL’ERA DEL JOBS ACT?”

INTERVERRA’ IL PORTAVOCE NAZIONALE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
MARCO FERRANDO


     PCL sez MACERATA