27/08/15

Il tradimento di Tsipras

L'accordo siglato tra Tsipras e la Troika sancisce una nuova pesante intensificazione dello strozzinaggio finanziario della Grecia da parte del capitale internazionale. Nessun gioco di prestigio, nessuna recita ad effetto, potrà nascondere questa verità. La splendida vittoria del NO ai creditori è stata svenduta e capovolta di segno nel giro di una settimana. Tsipras ha consegnato la Grecia, mani e piedi legati, ai suoi strozzini. Le borse europee festeggiano con comprensibile entusiasmo la resa di Tsipras. I governi imperialisti celebrano la propria ritrovata (e faticosa) intesa sulla pelle del popolo greco.

Neppure la forma è stata salvata. Tsipras aveva presentato la vittoria del NO al referendum come leva di un possibile “accordo migliore” con i creditori. E' accaduto l'opposto. L'accordo siglato coi creditori strozzini, sette giorni dopo, è infinitamente più pesante della bozza d'accordo respinta dal referendum. Su ogni voce di merito: pensioni, IVA, privatizzazioni, diritti sindacali, contrattazione. Nei vincoli istituzionali: che sanciscono un più stretto commissariamento del governo greco nell'applicazione e supervisione dell'accordo. Nella imposizione ultimativa del calendario: tre giorni di tempo assegnati al Parlamento greco per votare resa e rapina. Infine nel pignoramento umiliante dei beni e tesori nazionali della Grecia quale garanzia per i creditori.

Vedremo nei prossimi giorni la dinamica politica, in Grecia e in Europa, dell'accordo siglato. Ma la pretesa di Tsipras di venderlo come un proprio “successo negoziale” è tanto imbarazzante quanto penosa. “Abbiamo difeso l'anomalia di un governo di sinistra dal tentativo politico di

rovesciarlo” dichiarano i dirigenti di Syriza fedeli al capo. Ma dove sta l'”anomalia” di un governo che gestisce la perfetta continuità dei famigerati memorandum, per di più con l'annunciato soccorso parlamentare dei vecchi screditati partiti borghesi ?

Le sinistre italiane “tsipriote” che in questi mesi hanno impugnato la bandiera di Tsipras come leva di una propria possibile resurrezione si trovano con un pugno di mosche. La verità presenta sempre il conto. Lo spazio riformistico è da tempo crollato in Europa. L'alternativa vera è tra prospettiva anticapitalista e regressione storica. Un partito riformista che accetta il quadro capitalista finisce con l'accettare e gestire la regressione. La capitolazione di Tsipras ai creditori è solo la metafora di questa realtà.
Di certo la costruzione del partito rivoluzionario, in Grecia, in Italia, in Europa, trova nei fatti di Grecia una nuova clamorosa conferma.
Partito Comunista dei Lavoratori






            

                                                                        



                                                                                                                        

09/08/15

IL GOVERNO RENZI CON IL SUO “JOBS ACT”, ALIMENTA LA DISOCCUPAZIONE DI MASSA E L’IMPOVERIMENTO DELL’INTERO PAESE.

Le ultime statistiche ufficiali temporanee diffuse dall’I.S.T.A.T., relative al mese di giugno 2015, confermano in tutta la sua drammaticità l’emergenza disoccupazione in Italia. Lo scenario più catastrofico, denuncia la nota del P.C.L. sez. di Ancona, riguarda il mondo giovanile: il 44,2% è senza lavoro, con un aumento del 1,9 rispetto al mese di maggio 2015. Tale dato, prosegue il P.C.L. sez. di Ancona, risulta essere il più alto dall’inizio delle storiche mensili e trimestrali, per l’appunto, dal primo trimestre del lontano 1977. A livello globale, grazie al governo Renzi e del suo “Jobs Act”, il tasso di disoccupazione in Italia è aumentato rispetto a maggio 2015 di 0,2 punti (circa 20.000 disoccupati in più), arrivando al 17,7%!! In presenza di uno scenario così drammatico, il cosiddetto “governo Renzi” si trincera dietro i suoi abituali spot propagandistici, intrisi dall’ottimismo più ripugnante! Addirittura, prosegue la nota del P.C.L. sez. di Ancona, il “suo ministro” del lavoro, sig. Poletti, “osserva” che tali statistiche (l’aumento della disoccupazione) costituiscono l’inversione di tendenza che segna l’inizio della “crescita economica” per il nostro paese! Davanti a dichiarazioni così vergognose, si rileva l’impressione che le uniche necessità per l’On. Renzi si circoscrivano al mantenimento del potere incostituzionale a livello politico-finanziario e allo “spostamento” dei vari Bondi, Verdini e i loro seguaci “cosentiniani” dal centro-destra al P.D. renziano, tramutandoli così in “stampelle” del suo governo, sempre di più ancorato alla “destra economica”!! Risulta inutile sottolineare, conclude la nota del P.C.L. sez. di Ancona, la solita “regia” dei potentati economici-bancari che vede nuovamente al centro dell’attenzione la figura del sig. Ennio Doris, esponente di primo piano della banca Mediolanum, autentico protagonista del rapporto di commissione tra il P.D. renziano e il “centro-destra” pronto ad “aiutare” il governo Renzi! Alla faccia dei valori democratici e della Costituzione della repubblica italiana.

                                                                         Partito Comunista dei Lavoratori
                                                                          sez. di Ancona

24/07/15

BASTA STRUMENTALIZZAZIONI RAZZISTE

Ancora una volta becera propaganda che strumentalizza la vita di un ragazzo barbaramente ucciso, stavolta nella nostra provincia. Come sempre avviene quando gli assassini sono di origine straniera, parte l’ondata di razzismo che porta a colpire indistintamente tutti gli immigrati. Anche nel caso dell’omicidio di Ismaele Lulli tutto si è svolto secondo il solito, avvilente, copione. Si sprecano le parole, e tutte ovviamente a sproposito. Bertoglio, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, sostiene che la colpa stia nel fatto che “in carcere non vada più nessuno” (quando le carceri sono al collasso per il motivo opposto!), nonché nella depenalizzazione dei reati minori che sta varando questo governo, quando qualsiasi rilevazione statistica ha chiaramente dimostrato che l’inasprimento delle pene non sia in nessuna misura deterrente al compimento di reati quali l’omicidio (sfugge poi la correlazione logica tra tale depenalizzazione e un fatto di estrema gravità quale l’assassinio!). Rincara la dose Paolini, della Lega Nord, secondo il quale addirittura le modalità dell’omicidio, con la vittima legata a una croce, siano state fatte richiamando consapevolmente alle pratiche dell’ISIS (nientemeno!), con l’intento di porre una terribile provocazione nei confronti della civiltà cristiana!
Francamente, leggere tali assurdità risulta ripugnante, poiché rivela in maniera sempre più lampante quanto il razzismo sia diventato un elemento cardine del pensiero comune, in maniera inaccettabile e terribilmente pericolosa, strumentalizzando volgarmente drammi che con le nazionalità non hanno nulla a che fare. I due ragazzi colpevoli dell’omicidio erano in Italia da diversi anni, erano perfettamente integrati, non erano arrivati da poco… perché questo non viene sottolineato da nessuno? Anche se fossero arrivati da poco tempo non avrebbe avuto rilevanza, ma a maggior ragione una evidenza del genere smonta fin da subito qualsiasi porcheria razzista. Come mai inoltre di fronte a questo barbaro omicidio tutti i razzisti nostrani ripartono con la loro crociata mentre quando un poliziotto italiano massacra quattro persone per un parcheggio o un militare italianissimo stupra una giovane ragazza nessuno invoca il linciaggio?
Le strumentalizzazioni basate sul colore della pelle ci fanno orrore, perché rivelano l’essenza di una società sempre più apertamente xenofoba e senza memoria, in cui il sentimento di ostilità nei confronti dello straniero quale capro espiatorio dei mali della comunità sta divenendo ormai fuori controllo, e può trascinarci lungo una spirale d’odio e violenza potenzialmente devastanti. I presupposti ci sono tutti, ed è nostro dovere sorvegliare e agire contro questa ondata di fascismo che sta facendo sempre più proseliti nel nostro paese. Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica la propria completa opposizione, e chiama a raccolta tutte le forze che si riconoscono nei valori antirazzisti e antifascisti ad alzare le barricate contro la barbarie che sta sempre più avanzando sul nostro territorio.


Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione Pesaro

06/07/15

La battaglia per il referendum in Grecia. Sesto giorno.

VITTORIAOXI


VITTORIA OXI







Ultimo giorno. Domenica 5 luglio: il trionfo. È un grande momento per il popolo greco, per tutti gli oppressi dell'Europa e del mondo. Un ribelle, fiero, gigantesco "no" popolare ha trionfato contro l'arrogante ultimatum di una barbarica austerità permanente imposto dalle istituzioni imperialiste dell'FMI e dell'UE.
Circa il 62 per cento degli elettori si è espresso per il "no". Solo il 38 per cento circa ha votato "sì". Nei quartieri popolari il "no" ha raggiunto un incredibile 70-80 per cento! L'infame leader dell'opposizione di destra di Nuova Democrazia, Samaras, si è dovuto dimettere.

Abbiamo sperimentato una campagna mai vista prima di intimidazione del popolo greco, organizzata internazionalmente dai centri del capitale globale. La chiusura delle banche, imposta dalla decisione della BCE di tagliare la liquidità nella settimana stessa del referendum, ha prodotto un'enorme pressione e paura. Il ricatto imperialista era pienamente appoggiato da tutti i partiti dell'opposizione borghese, da tutti i media borghesi, dalla SEV (confederazione degli imprenditori greci), dai banchieri, dai burocrati sindacali del GSEE e dell'ADEDY, dai vescovi e dal reazionario "movimento della società civile" pro-Unione Europea organizzato dall'alto sul modello dell'Euro-Maidan di Kiev. Tutti i nemici della classe lavoratrice e delle masse impoverite hanno unito le loro forze per assicurare una vittoria del "sì".

A sinistra, lo stalinista Partito Comunista di Grecia (KKE) ha boicottato il "no", facendo appello al voto nullo o all'astensione.

La Diabolica Alleanza ha miseramente fallito il raggiungimento dei suoi reazionari obbiettivi. Hanno sottovalutato la forza, la rabbia, la tenacia, la capacità di lottare delle loro vittime: dei lavoratori, dei milioni di disoccupati e di impoveriti, in primo luogo delle giovani generazioni senza lavoro e senza futuro.

Il punto di svolta politico, che ha mostrato cosa stesse bollendo sotto la superficie, si è avuto l'ultimo giorno di campagna per il referendum, il 3 luglio, con la straordinaria mobilitazione popolare di piazza Syntagma, quando la vera forza sociale del cambiamento storico è scesa da protagonista nell'arena della lotta di classe. Una nuova fase di radicalizzazione rivoluzionaria è iniziata, e con essa il passaggio verso uno scontro decisivo.

Nel suo primo commento sui risultati, Vangelis Meimarakis, ex Presidente del Parlamento ed ora presidente ad interim di Nuova Democrazia, ha minacciato i vincitori del referendum in chiari termini di classe: «La borghesia che ha sostenuto il "sì" saprà dare la sua risposta, nel caso in cui un accordo con l'UE non sarà raggiunto».

Ma il pericolo viene non tanto dal campo della destra, sconfitta, quanto piuttosto dai leader della sinistra vittoriosa. Il governo ha fatto numerosi appelli all'"unità nazionale" e a "non rompere con l'UE". Tsipras ha chiesto al Presidente della Repubblica di convocare una riunione di tutti i partiti rappresentati in Parlamento per elaborare una posizione comune sui futuri negoziati al fine di un "ragionevole accordo" con l'UE. Syriza chiede la pace di classe e la collaborazione di classe in condizioni di aperta guerra di classe.

Come abbiamo insistito nel comunicato dell'Ufficio Politico dell'EEK sulla vittoria del "no", diciamo: "Nessuna concessione, nessuna ritirata davanti al nemico di classe, davanti alla troika imperialista e alla borghesia greca! Abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra di classe continua, fino alla vittoria finale del potere ai lavoratori e del socialismo in Grecia e in tutta Europa!"

Un nuovo capitolo nella storia della crisi capitalista mondiale e della rivoluzione si è aperto. In questo nuovo scenario, l'EEK si prepara ad organizzare la Terza Conferenza Euro-mediterranea dei movimenti sociali e delle organizzazioni rivoluzionarie d'Europa, dei Balcani e della regione mediterranea, che si terrà ad Atene dal 18 al 20 luglio, per elaborare insieme un'analisi della situazione attuale, una prospettiva per la lotta ed un comune piano d'azione.

Savas Michael-Matsas





























29/06/15

PERSISTONO LE DRAMMATICHE VICENDE REALATIVE ALLA CONTAMINAZIONE, IN QUESTO CASO DI “ESCHERICHIA”, RINVENUTA IN DUE PUNTI DELL’ACQUEDOTTO DI FABRIANO.



La nuova, drammatica vicenda di natura ecologica-ambiantale, con la quale novemila fabrianesi si sono visti privare dell’uso dell’acqua potabile, conferma la totale insensibilità della classe politica fabrianese nei confronti del diritto più inalienabile dei propri cittadini, rappresentato dalla tutela della salute. Il P.C.L. sez. di Ancona, da sempre vigile e sensibile a tutte le gravi contaminazioni avvenute nel territorio fabrianese, si chiede come mai solo in questi ultimi giorni di Giugno 2015, ci si sia resi coscienti di questa contaminazione da “escherichia”, dopo i tanti casi d’inquinamento delle risorse idriche avvenuti nella città di Fabriano. Le “assicurazioni” fornite dal sindaco di Fabriano, sig. Sagramola, non sono solo del tutto insufficienti, ma al contrario, per il metodo “informativo”, volto al più intollerabile “ottimismo” e paternalismo, non fanno altro che alimentare la preoccupazione tra la popolazione fabrianese. Non si possono assolutamente dimenticare le altre gravi vicende legate all’inquinamento delle risorse idriche che hanno tormentato i cittadini di Fabriano, come la nota e mai risolta contaminazione da tetracloroetilene avvenuta nel quartiere Santa Maria-vecchio campo sportivo verificatosi circa tre decenni fa (primi anni 80 del secolo scorso!) Per tutto ciò, il P.C.L. sez. di Ancona, ripropone la necessità, ormai divenuta di natura vitale, di compiere un esame epidemiologico tra la popolazione delle aree urbane del fabrianese, investite da tutte queste continue contaminazioni. Tale provvedimento risulta del tutto fondamentale, a causa delle terribile patologie tumorali molteplici che hanno generato moltissimi decessi che pongono ufficialmente, la popolazione di Fabriano con una delle più alte percentuali di decessi per patologie tumorali in tutto il territorio italiano.


PCL sez. Ancona

25/06/15

Intervento della compagna Alessandra Pierosara del PCL al direttivo provinciale Fillea cgil Ancona area "sindacatoèunaltracosa" per conferenza organizzativa

È vero che la conferenza di organizzazione non decide cosa farà la Cgil nei prossimi mesi, ma tra le righe si capisce qual'è la linea che seguirà: quella concertiva e non conflittuale. Sono contraria a quanto scritto nel documento per la conferenza di organizzazione perché di fatto smobilita tutto il potenziale di lotta messo in campo in occasione dello sciopero del 12 Dicembre, senza dare alcuna continuità di azione che abbia come primo obiettivo la cacciata del governo Renzi, il ripristino e l'estensione dell'Articolo 18, il ripudio di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro e della riforma sulle pensioni, la legge Fornero. Almeno si potrebbe iniziare a promuovere e a raccogliere le firme per il referendum abrogativo del Jobs Act, anche se lo stesso sarà possibile solo nel 2017, sarebbe già qualcosa. Trovo inoltre negativo e scarsamente democratico il fatto che le beghe tra maggioranza ed emendatari siano state scritte nero su bianco proprio nel documento, anche se non in modo esplicito, soprattutto perché dopo le elezioni RLS in FCA se c'è un modello sindacale che si è rivelato vincente questo è quello della FIOM. Ad esempio alla FCA di Termoli, dove per la prima volta è stata eletta una donna, Stefania Fantauzzi dell'area "Il sindacato è un'altra cosa". Non si parla invece dell'istituzione di una cassa di resistenza nazionale, che tanto sarebbe utile nelle lotte e nelle vertenze. Ad esempio nell'azienda nella quale lavoravo, dove molti sono stati costretti a firmare la mobilità volontaria perchè in ristrettezze, e per avere una copertura salariale nel più breve tempo possibile. Un nuovo statuto dei lavoratori? Forse peggiorativo di quello precedente? Il ripristino del vecchio Statuto dei lavoratori, questo si che ci vorrebbe per la sopravvivenza dell'organizzazione, per far si che sia di nuovo possibile fare attività sindacale, quando ormai la totale ricattabilità, la possibilità di essere spiato e demansionato non lo consentono più. Da qualche dirigente di questa categoria ci era stato detto che la battaglia si sarebbe combattuta durante la stesura dei decreti attuativi, che nelle commissioni ci sarebbero stati dei compagni, gente che avrebbe combattuto per i diritti di tutti i lavoratori, ma che di fatto ha solo ratificato i voleri di Confindustria e di tutti i potentati da Renzi rappresentati.

23/06/15

Intervento del consigliere Zamparini Marco al primo consiglio comunale del 18 giugno 2015

 

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Innanzitutto inizierei il mio intervento ringraziando le 175 persone che mi hanno dato l’opportunità di rappresentarli in questo consiglio comunale. Un risultato storico per la sinistra cerretese.Ci tengo fin da subito a precisare che sarò duro e intransigente, e non cederò a favoritismi di nessun genere, ne a ricatti,farò semplicemente una vera opposizione,volta a tutelare le fasce più deboli,i lavoratori e i disoccupati del nostro paese. I 175 voti che abbiamo preso, sono voti liberi da ogni ricatto di potere e soprattutto sono stati ottenuti senza fare cene, banchetti e promesse di ogni genere,quindi sono consensi di coscienza,consapevoli e di rottura con un ventennio di mal politica, basata solo su gli interessi privati a discapito della collettività. I fatti lo dimostrano palesemente, ad oggi ci ritroviamo con un debito di oltre 9 milioni di euro, ed è chiaro a tutti a chi sono da attribuire le responsabilità, questo non lo dico io, ma sono i dati che parlano molto chiaro. Tutto questo debito, insieme ai tagli dallo stato centrale, influiranno di sicuro negativamente sui possibili futuri investimenti da parte del comune. Il voto popolare è vero vi ha dato ragione, e noi lo rispettiamo, ma c’è da dire che se siamo arrivati ad una situazione finanziaria cosi pesante, ed a una gestione oculata del servizio pubblico, io oserei dire che gli stessi cittadini che continuano a votare le stesse persone e lo stesso modo di far politica, sono del tutto corresponsabili della situazione in cui verte oggi il nostro comune, direi che ogni popolo ha ciò che si merita. Sono stati anni di continui rimpasti tra partiti di finta sinistra e liste civiche, dove molte persone senza etica e coerenza politica si sono buttate da una parte all’altra come se niente fosse, dimenticando volutamente valori come l’onestà e la trasparenza. Di tutto ciò ne è testimone il commissariamento dello scorso anno, vi ricordo che nella tornata elettorale del 2014, i soliti noti, rimanendo dietro le quinte, crearono una lista civica , che dopo solo 74 giorni cadde. Due assessori si astennero in giunta sul bilancio e furono per questo revocati, poi dopo alcuni giorni 8 consiglieri, 4 di maggioranza e tutta la minoranza, decisero di far cadere la allora giunta Ciappelloni. Meschinamente non andarono neanche al confronto con i cittadini in consiglio comunale, facendo credere a tutti che dimettersi era l’unica soluzione possibile, mentre sapevamo bene che la sfiducia doveva essere portata in consiglio comunale, dove i tempi e le procedure sarebbero state le stesse, con la differenza che si sarebbe discusso di fronte ai cittadini, ma era chiaro che certe cose i cittadini non le potevano scoprire. Voglio vedere questa volta, poiché 4 di loro sono in questa maggioranza,come voteranno il bilancio di previsione che si dovrà approvare entro il 30 luglio, dove le scelte da prendere non saranno indolore. Avete riprovato a fare accordi segreti con il pd anche in questa competizione elettorale, ma non è andata come avevate programmato, visto che qualcuno ha avuto il coraggio di rompere gli schemi. Ad oggi ci ritroviamo con una maggioranza fatta di alcune persone completamente estranee alla vita politica locale ed altre che la volta scorsa erano sia in maggioranza che in minoranza. Alcuni che erano assessori o presidenti del consiglio con la ciappelloni, li ritroveremo anche questa volta in giunta o in altre cariche, direi che la confusione vi fa da padrona. Come possiamo noi che siamo sempre stati fuori questi giochi di potere, e che non ci riconosciamo in questo modo di concepire la politica, votare a favore del vostro presidente del consiglio,della vostra giunta e soprattutto della vostra linea programmatica? Voi tutti sapete benissimo a quanto ammonta l’enorme debito che ha il nostro comune e di chi sono le responsabilità, ma paradossalmente nel vostro programma elettorale, non avete neanche avuto il coraggio di parlarne, avete fatto finta che non esistesse, che dire!! Un programma che sembra un libro dei sogni, sappiamo bene tutti che il comune non può sostenere investimenti almeno per i prossimi 5 anni, quindi fateci sapere dove troverete i soldi per realizzare: nuovi parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili,l’abbattimento delle barriere architettoniche lungo i marciapiedi e quant’altro. Prima fate promesse a destra e a manca, poi vi giustificate col dire che farete tutto ciò, solo se riuscirete a prendere dei finanziamenti. Cosi siamo buoni tutti a fare politica. Non avete ancora capito che senza l’aiuto e l’appoggio dei cittadini e delle associazioni di volontariato, la politica non può andare da nessuna parte. Ora per ripartire la prima cosa da fare e soprattutto a costo zero, è la creazione di una vera e propria democrazia partecipativa, dove l’amministrazione comunale attraverso consigli comunali aperti e assemblee pubbliche, riavvicini e coinvolga nelle decisioni più importanti, tutte quelle persone attive nel nostro comune, ricreando quel tessuto sociale che da anni non esiste più a Cerreto. Ovviamente io farò la mia parte come opposizione e sarò anche propositivo e costruttivo, portando tutte le nostre idee in consiglio comunale,fermo restando che anche da parte vostra ci debba essere la totale disponibilità ad informarci e tenerci aggiornati costantemente. Tutto ciò che è accaduto in questi anni però, non può e non deve passare in sordina, quindi quanto prima presenterò una mozione in consiglio comunale volta a creare una commissione di indagine sul debito finanziario (come previsto dall’articolo 31,comma 4 della legge n°142/1990 e dall’articolo 25,comma 1, dello statuto comunale). Come minoranza consiliare pretendo che settimanalmente mi vengano messe a disposizione tutte le delibere di giunta e tutto il materiale inerente il vostro operato in un’ apposita cartella personale. Inoltre credo sia opportuno che ogni qual volta venga convocato un consiglio comunale, almeno 15 giorni prima dovrà essere convocata la conferenza dei capigruppo, come succede in molti altri comuni, dove maggioranza e opposizione decidono insieme gli ordini del giorno,le mozioni,le interpellanze e le interrogazioni da presentare al vaglio del consiglio comunale. Visto che entro il prossimo 30 luglio bisognerà approvare il bilancio,su quest’ultima mia richiesta, chiedo una risposta immediata, poiché ritengo che sarebbe assurdo pensare che solo voi decidiate le proposte e gli argomenti da portare alla discussione del consiglio comunale. Dato che tutti hanno predicato la partecipazione e la trasparenza, che si cominci dall’interno delle istituzioni a mettere in atto i buoni propositi sbandierati in campagna elettorale.

21/06/15

CON L’AUMENTO DRAMMATICO DEI DECESSI DI OPERAI NEI LUOGHI DI LAVORO, SI CONFERMA IL SISTEMA DISUMANO DEL “JOBS ACT”, IMPOSTO DAL GOVERNO RENZI.



La lunga scia di sangue versato dai lavoratori nelle realtà industriali italiane, conferma il vero volto immorale della politica sul lavoro attuata dal governo Renzi con il suo Jobs Act che oltre a non generare occupazione, sta gradualmente annientando la sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro. Il P.C.L. sez. di Ancona, con infinita commozione e solidarietà per le tante vittime causate dai drammatici incidenti sul lavoro “si permette” di citare le statistiche rese pubbliche dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro della Vega Engineering di Mestre, sulla base dei dati forniti dall’I.N.A.I.L.. Secondo tale “statistica”, la mortalità causata da incidenti sul lavoro, nel primo quadrimestre del 2015 ha subito un incremento del 13,8, rispetto allo stesso periodo del 2014 (233 vittime contro le 196 dell’anno 2014!) tutto questo, prosegue la nota del P.C.L. sez. di Ancona grazie alle politiche di odio atavico che il governo Renzi ha sviluppato contro tutti i lavoratori italiani. Uno degli ultimi spaventosi incidenti mortali, avvenuto nell’ILVA di Taranto che ha visto coinvolto un giovane lavoratore, Alessandro Morricella, deceduto dopo lunghe sofferenze causate dalle gravi ustioni a seguito di una colata ghisa liquida che aveva ridotto il corpo dello sventurato lavoratore in una torcia umana!! A seguito di questa agghiacciante vicenda, con aperto disprezzo per la vita umana  e tutti i valori etico-morali, il Presidente del Consiglio Renzi, non si è neppure degnato di inviare alla famiglia dello sventurato lavoratore un telegramma di condoglianze per la morte di un giovane di soli 35 anni. Questo fatto, continua la nota del P.C.L. sez. di Ancona conferma il cinismo che tale “personaggio” ha per tutti i lavoratori del nostro paese e, quindi non ci si può che rallegrare della disfatta elettorale, avvenuta nei ballottaggi per le elezioni di molti comuni italiani che, speriamo, sia l’inizio della fine del governo Renzi. Infine, il tentativo illegale volto alla istallazione delle telecamere all’interno delle imprese in chiara funzione anti-operaia, rappresenta l’isterismo filo-padronale ed incostituzionale dell’esecutivo di “destra economica” del governo Renzi.


                                                                                            PCL sez. Ancona

12/06/15

VALUTAZIONE POLITICA SULLE RECENTI ELEZIONI AMMINISTRATIVE E, GRANDE APPREZZAMENTO PER IL RIULTATO ELETORALE DEL P.C.L. NEL COMUNE DI CERRETO D’ESI NELL’ANCONETANO.



Le recenti elezioni amministrative hanno registrato in molti enti locali, sia regionali che comunali, un autentico “sparti-acque”, rappresentato dal contenimento della pericolosa “onda lunga”, con cui il renzismo ricercava una vera e propria “deriva autoritaria”. Il P.C.L. sez di Ancona, ripropone la statistica reale del risultato elettorale amministrativo del 31/05/2015 che ha sancito il “confortante” insuccesso elettorale del P.D. “renziano” che rispetto alle elezioni europee, dove aveva ottenuto il 40,5 % dei consensi, è passato al 25% circa in questa ultima tornata elettorale. Anche nella Reg. Marche per le elezioni amm.ve regionali, si è acuito un pericoloso “distacco” tra l’opinione pubblica marchigiana e la presunta classe politica regionale, a causa della umiliante sudditanza di quest’ultima ai “poteri forti” territoriali, in primis al potentato economico dei Merloni. L’immobilismo, associato alla mancanza di una reale politica industriale da parte del centro-sinistra-destra ha favorito il sostegno “silenzioso” al falso modello mono-settoriale con il quale decine di imprese “hanno chiuso i battenti” favorendo una disoccupazione di massa nel territorio marchigiano. Il neo-Presidente, l’ex sindaco di Pesaro Ceriscioli, a causa delle sue pseudo-strategie politiche, indirizzate al sistema neo-liberista e renziano, non poteva che proseguire la conduzione del suo predecessore, sig. Spacca, del quale appare sempre di più “una faccia della stessa medaglia”! Infine, “dulcis in fundo”, il P.C.L. sez di Ancona, non può esimersi dal denunciare il più immorale fallimento della lista “altre marche-sinistra unita”, la quale riproponendo i soliti personaggi, alcuni di quali legati al “potere forte merloniano”, come qualche ex parlamentare, non potevano che subire una disfatta elettorale che addirittura ha impedito, per l’esiguità dei voti ottenuti, l’ingresso di almeno un consigliere nella Reg. Marche. In aperta contro-tendenza, rispetto a questo scenario drammatico per una “sinistra alternativa” degna di questo nome, si evidenzia il risultato elettorale del P.C.L. nel comune di Cerreto d’Esi, importante località del comprensorio fabrianese. Il raggiungimento del 10,63% dei consensi elettorali per il rinnovo del consiglio comunale di Cerreto d’Esi con l’elezione di un consigliere di minoranza, costituisce il giusto premio a chi, con grande passione, coerenza e infinita onesta intellettuale, si è battuto in difesa di tutti i meno-abbienti e, contro la crisi generata da certi presunti imprenditori-politici che hanno imposto migliaia di licenziamenti su tutta la reg. Marche.


         PCL  sez. Ancona