07/04/12

PCL Fabriano ed il fiume Giano: articolo del Corriere Adriatico

Dal quotidiano Corriere Adriatico del 07/04/2012


I dubbi del Pcl

“Prioritaria la bonifica del fiume Giano”

Fabriano “Prima di scoprirlo, pensiamo a bonificarlo”. Il Partito comunista dei lavoratori interviene sulla questione della riapertura del fiume Giano nel centro storico. “Quella del Giano – fa sapere il Pcl – è una delle situazioni più critiche create dall’assenza di qualsiasi politica di tutela dell’ambiente. Un problema sempre mascherato da giunte comunali inadeguate e dalla concezione che il territorio non sia da valorizzare, ma soltanto da sfruttare. L’errore è stato fatto decenni fa, quando il torrente è stato coperto. Adesso, scoprirlo sarebbe un’operazione complicata e anche rischiosa”. Secondo il Pcl, “prima di sprecare denaro in queste fantasiose operazioni, si deve pensare alla messa in sicurezza idrogeologica del fiume alla sua bonifica. Il Giano, infatti, è gravemente inquinato e dall’inizio di quest’anno la qualità della sua acqua è stata ulteriormente declassata dalla Provincia di Ancona. Perché non si sono fatte finora operazioni di bonifica, sicuramente molto più utili e poco costose?”.

05/04/12

Elezioni comunali 2012: IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PCL


Partito Comunista
dei Lavoratori

FABRIANO - Elezioni comunali 6/7 maggio 2012





Programma per il rilancio della condizione

dei lavoratori e delle loro famiglie a Fabriano


Il pcl a fabriano

Il Partito Comunista dei Lavoratori è un partito anticapitalista di ispirazione egualitaria e libertaria, antistalinista ed ambientalista, che ripudia ogni forma di xenofobia e promuove l’emancipazione economica e culturale dei lavoratori/trici, dei disoccupati, dei giovani, dei pensionati. 

Il Partito Comunista dei Lavoratori si presenta a queste elezioni comunali con lo scopo di eleggere un suo rappresentante all’interno del Consiglio Comunale di Fabriano, che porti fuori e dentro le Istituzioni la voce dei lavoratori e delle loro famiglie e che denunci tutti gli “inciuci” che si consumano tra gli scranni consiliari.

Il Partito Comunista dei Lavoratori presenta un programma radicale di rottura con le giunte di centrosinistra precedenti che nulla hanno fatto per rispondere alla drammatica crisi del lavoro a Fabriano. In segno di discontinuità con i partiti di pseudo-sinistra che candidano gli stessi politici che ci hanno governato in questi anni, i nostri candidati non sono “politicanti di professione”, ma un gruppo di persone “vere”, che rappresenta tutte le istanze popolari della nostra città: operai, precari, disoccupati, studenti e pensionati. Una lista giovanissima e ricca di presenze femminili. Il candidato Sindaco, Youri Venturelli, è un operaio Ardo in cassa integrazione, da tempo impegnato nella lotta per la difesa del lavoro e contro la svendita dei lavoratori operata dal Padronato con la complicità di amministratori locali e sindacati.

Le proposte del Partito Comunista dei Lavoratori sono costose ma necessarie. I fondi vanno reperiti evitando gli sprechi, eliminando i privilegi della Chiesa e della Plutocrazia cittadina, ma soprattutto rompendo il Patto di Stabilità interno. Infatti questo scellerato “patto con il diavolo”, imposto dal primo Governo Prodi su dettato dell’ UE, si è rivelato un vero e proprio cappio al collo degli enti locali, che colpisce solo le classi meno abbienti: il Patto impone di risparmiare per pagare il debito pubblico alle banche, costringendo i comuni allo smantellando di tutti i servizi pubblici e gli interventi assistenziali riservati ai più “deboli”.



Lavoro

Fabriano è una realtà industriale monosettoriale, a bassa tecnologia, monopolizzata da poche ed “intoccabili” famiglie di oligarchi che hanno spremuto  i lavoratori fabrianesi per poi scaricarli appena possibile. Per questo la globalizzazione e le delocalizzazioni (spesso finanziate anche con fondi pubblici concessi dalle giunte di centrosinistra) hanno provocato una crisi senza precedenti. Migliaia di  lavoratori, già stremati da vent’anni di precarietà e perdita del potere d’acquisto, sono rimasti senza alcuno stipendio. Il Comune, i Partiti ed i Sindacati, sarebbero dovuti intervenire a spada tratta a sostegno della lotta per il lavoro. Invece hanno mantenuto sempre una vergognosa equidistanza tra chi licenzia e chi viene licenziato, prodigandosi per raffreddare gli animi e congelando di fatto il movimento operaio.

·         Rompere l’immobilismo di Partiti e Sindacati



·         Promuovere a tutti i livelli la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio delle aziende che falliscono o licenziano



·         Patrocinio ufficiale del Comune a tutte le azioni di lotta per il lavoro



·         Confisca e riutilizzo, per creare nuovi posti di lavoro, di capannoni e macchinari appartenenti alle aziende che chiudono



·         Commissione di controllo sugli infortuni di lavoro e su ogni forma di sfruttamento o abuso



·         Commissione per l’ottimizzazione dell’utilizzo di finanziamenti europei rivolti al settore agricolo, artigianale e turistico  

Casa

L’emergenza casa è, subito dopo il dramma del lavoro, la piaga più profonda della società fabrianese. Centinaia di giovani e di famiglie che non riescono più a pagare l’affitto o il mutuo,rischiano di trovarsi per strada da un momento all’altro. Per questo il PCL aderisce al Comitato Antisfratto e partecipa ai suoi presidi che hanno già evitato diversi sfratti ingiusti. Ma ciò non basta. Bisogna trovare soluzioni a lungo termine che garantiscano a tutti un tetto sotto cui dormire o impediscano alle banche di rubare la casa a chi non riesce più a pagare il mutuo.



·         Fondo di solidarietà sociale per evitare sfratti e pignoramenti a chi ha perso il lavoro



·         Nuovo impulso all’edilizia popolare: e convertire in alloggi popolari le numerose case vuote o invendute, ed i patrimoni dei grandi imprenditori edili, della Chiesa e delle banche



·         Limitare i costi degli affitti stabilendo dei massimi ragionevoli e costringendo i proprietari di terze case sfitte ad affittarle



·         Rendere l’IMU, che colpisce tutti indiscriminatamente, proporzionale al reddito ed al patrimonio

Servizi sociali

Il Primo dovere morale di una Comunità è quello dell’assistenza dei bambini, degli anziani e delle fasce più deboli della società ed i servizi pubblici sono l’unica strada da percorrere per garantire a tutti una vita serena e i propri diritti di cittadinanza. Anche l’integrazione sociale dei migranti ed i diritti civili dei cittadini di qualsiasi sesso, colore e orientamento sessuale sono una priorità assoluta e costituiscono l’unico vero antidoto a maschilismo, razzismo ed omofobia.



·         Tutti i servizi sociali devono avere un costo proporzionale al reddito ed al patrimonio



·         Potenziamento, specialmente in questo periodo di crisi, di tutti i servizi sociali



·         Riconoscimento delle coppie omosessuali e di fatto



·         Promozione, a tutti i livelli, dell’integrazione dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie



Edilizia e Ambiente

Il territorio del comune di Fabriano ha subito negli ultimi decenni una profonda modificazione tutta a vantaggio della vita industriale e della speculazione edilizia. E’ ora di fermare la cementificazione selvaggia e fermare l’inquinamento o la distruzione di fiumi e campagne, troppe volte “tollerato” per favorire gli “amici” di turno. Inoltre bisogna investire sulle nuove tecnologie e sulla raccolta differenziata per risparmiare e diminuire l’impatto ambientale: attenzione però, perché gli speculatori ed i furbetti sono presenti anche lì. Infine il Partito Comunista dei Lavoratori aderisce al Comitato per l’Acqua Pubblica, che chiede il ritorno alla gestione comunale dell’acqua a Fabriano ed in tutta Italia.



·         Stop alla cementificazione selvaggia, nessuna autorizzazione a nuove opere che non siano strettamente necessarie



·         Investimenti pubblici nella green economy e stop alle speculazioni dei privati in questo campo



·         Ritorno immediato alla gestione pubblica e con criteri solidali dell’acqua



·         Stop all’inquinamento elettromagnetico, bonifica del fiume Giano dagli scarichi idrici e del quartiere S.Maria dal Tetracloroetilene



·         Riqualificazione e ripristino ambientale delle zone più degradate del territorio comunale





Arte e Cultura

Fabriano, in particolare i suoi giovani, sembra caduta in letargo. La mancanza di interesse verso la società di larga parte della popolazione si riflette in un qualunquismo disarmante. Per rompere la catena “lavora-consuma-crepa”, dobbiamo risvegliare le coscienze di tutti e coinvolgere i ragazzi nella vita attiva della città. Per stimolare la creatività, l’arte e la cultura occorrono spazi pubblici ed autogestiti restituiti alla cittadinanza (come il C.S.A. Fabbri) ed investire in eventi meno eclatanti e costosi ma che si svolgano durante tutto l’arco dell’anno e coinvolgano tutti gli abitanti.



·         Difesa degli spazi ricreativi e culturali comuni come il C.S.A. Fabbri



·         Eventi culturali più piccoli ma meglio distribuiti sul territorio e durante l’intero arco dell’anno



·         Garantire l’accesso gratuito o a prezzi popolari agli eventi culturali, ai musei, ai concerti etc. che si svolgono in edifici pubblici (come il teatro o il palazzetto)



·         Interventi di formazione culturale coordinati tra Comune ed associazioni per le giovani generazioni



Comune e Istituzioni

In una cittadina piccola come la nostra ci dovrebbe essere una partecipazione più attiva della cittadinanza alla vita pubblica, sia con funzioni propositive e consultive, sia con attività di controllo e giudizio sull’attività degli enti pubblici. Purtroppo anni di smobilitazione politica della società, di denigrazione dei movimenti, di delega in bianco ai politicanti di turno hanno fatto si che la distanza tra il popolo e le istituzioni cittadine è paurosamente aumentata. La gente non sa cosa fanno il Comune o i politici fabrianesi e se si trova di fronte ad un sopruso o un’ingiustizia non sa come farsi ascoltare. Per “riprenderci” il Comune dobbiamo andare contro il rigido “protocollo istituzionale” dietro cui si nascondono spesso malgoverno e clientelismo e  promuovere una vera e propria “rivoluzione” democratica all’interno del Municipio.  



·         Consigli comunali sempre aperti alla partecipazione di tutti i cittadini con diritto propositivo e di parola



·         Massima trasparenza dell’attività amministrativa: tutti gli atti comunali, interni ed esterni, devono essere immediatamente resi pubblici (tramite il sito)



·         Pubblicazione di tutte le spese, del bilancio, dei rimborsi di Sindaco e Assessori, degli stipendi dei dirigenti, dei costi delle consulenze esterne e degli appalti



·         Limitare al massimo tutte le esternalizzazioni del Comune



Il 6/7 maggio 2012 a fabriano vota:
Partito Comunista dei Lavoratori
Candidato sindaco youri venturelli

contatti: pclancona@alice.it - 3341770182

04/04/12

Fabriano – inquinamento da Tetracloroetilene: inizia la bonifica


COMUNICATO STAMPA:

In questi giorni di campagna elettorale per le comunali a Fabriano, sono apparsi dei vistosi manifesti in città che preannunciano le operazioni, dopo più di 20 anni, di bonifica dal tetracloroetilene nei quartieri di Santa Maria e nella zona del campo sportivo.

Il Partito Comunista dei Lavoratori si chiede che fine hanno fatto quei personaggi politici e pseudo-amministratori che per lunghi anni hanno spudoratamente negato la grave contaminazione delle falde acquifere dei due quartieri fabrianesi e, successivamente, provato ad insabbiare l’intera drammatica vicenda.

Il diritto inalienabile alla salute di tutti i cittadini fabrianesi non dovrebbe avere nessun colore politico e pertanto non si capiscono le immorali ragioni di così tanta reticenza e immobilismo.

Pertanto, anche a fronte dell’alta percentuale di terribili patologie tumorali registrate nel territorio fabrianese, il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica da subito un esame epidemiologico su tutti i cittadini fabrianesi esposti a questa ed altre contaminazioni da lunghi anni (ad esempio sull’utilizzo di amianto in alcune industrie locali).

E’ ora, forse è troppo tardi, che la magistratura e l’ARPAM aprano una doverosa inchiesta su tutto l’accaduto!

Invitiamo inoltre i cittadini a non votare chi si è reso complice, in questi anni, con il proprio silenzio di questa riprovevole vicenda.

Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento Provinciale di Ancona

Incredibile deriva a destra del PDCI: a Parma con i Finiani

La deriva a destra dei Comunisti Ialiani e Diliberto non ha fine:
leggete qui sotto cosa succede a Parma, il PDCI accetta di presentarsi in coalizione con alcune forze ex democristiane compresi gli ex-fascisti di Futuro e Libertà!

[...]E alla fine il cerchio si è chiuso. Gianfranco Fini doveva essere il leader del centrodestra berlusconiano, poi doveva esserlo del centrodestra post-berlusconiano, poi di un nuovo soggetto chiamato Futuro & Libertà, poi di un centro, di un Terzo Polo, di un partito della nazione, poi è finito alleato di Francesco Rutelli e si è fatto mangiare da quel gran furbone di Casini.
Ora c’è una novità. Colui che doveva cambiare il mondo e doveva rivoluzionare questo Paese è arrivato ad allearsi con il Partito dei Comunisti Italiani.
Non è uno scherzo, non è una battuta. E’ tutto vero. Accade a Parma, dove il Terzo Polo è diviso e all’interno di Fli è scoppiata una vera guerra. Ma per un gruppo non indifferente di finiani, compreso il coordinatore provinciale, la scelta è scontata: appoggio al candidato sindaco del Pd Bernazzoli.
Il partito di Fini entra così nella coalizione di centrosinistra, dove è presente pure il Partito dei Comunisti Italiani. I quali, a dire il vero, si sentono un po’ in difficoltà e hanno scritto un comunicato per ribadire che “oggi più che mai c’è bisogno di sinistra”.[...]

03/04/12

IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI(PCL) ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Il PCL è presente nelle elezioni comunali di tutti i capoluoghi regionali coinvolti dalla scadenza elettorale di Maggio: Genova, Palermo, Catanzaro.
E' inoltre presente nelle elezioni comunali di alcuni capoluoghi provinciali: Parma, Carrara, Pistoia.
E' infine presente nelle elezioni comunali di numerosi centri minori ma significativi: Rapallo, Cairo, Conegliano, Castiglion Fiorentino, Fabriano, Bella..

Si conferma che il PCL è ad oggi l'unico partito, a sinistra del PRC, a disporre di un insediamento territoriale nazionale capace di sostenere una presentazione elettorale diffusa. E' un fatto.

Nel mare del dilagante trasformismo, il nostro partito si presenta ovunque come forza autonoma e alternativa al centrodestra e al centrosinistra, sulla base di un programma apertamente anticapitalista, schierato sempre e comunque dalla parte dei lavoratori. Da qui la distinzione di fondo da tutte le altre “sinistre”: da SEL, ovunque parte organica del centrosinistra; dal PRC, quasi ovunque alleato col PD, per di più nel momento in cui il PD è stampella di Monti.

Le nostre rivendicazioni caratterizzanti, anche sul piano locale, riflettono una logica di rottura con le “compatibilità” del capitale in crisi e con le regole del gioco delle sua amministrazioni tradizionali: a partire dal ripudio del patto di stabilità e del debito pubblico verso le banche, l'abolizione del finanziamento pubblico a scuole e cliniche private, la trasformazione di tutti i contratti precari della pubblica amministrazione in contratti in tempo indeterminato, il limite di un salario medio operaio per gli eletti e dirigenti comunali, l'annullamento di tutte le privatizzazioni ed esternalizzazioni effettuate nel campo dei servizi sociali col loro ritorno sotto controllo pubblico e sociale..

Più in generale la nostra campagna elettorale avrà al centro l'opposizione frontale al governo Monti, comitato d'affari di Confindustria e banche, a difesa dei diritti e delle conquiste del lavoro, a partire dall'articolo 18, contro ogni compromesso sulla pelle dei lavoratori. Per noi l'opposizione a Monti è inseparabile dall'opposizione al PD che lo sostiene. Da qui l'appello pubblico che rivolgiamo a tutte le sinistre- politiche, sindacali, associative, di movimento- perchè rompano col governo, col PD, con Napolitano, e uniscano le proprie forze attorno a un programma di mobilitazione sociale radicale per una vera alternativa.

La rivendicazione della cacciata del governo Monti, e di uno sciopero generale vero, mirato a bloccare l'Italia sino al ritiro delle misure annunciate, è e sarà ovunque uno strumento centrale di agitazione popolare del PCL: nei luoghi di lavoro, nei comizi di strada e di piazza, negli scioperi e nelle lotte, nelle organizzazioni sindacali e di massa.

Il tutto nella prospettiva di fondo della rivoluzione socialista e di un governo dei lavoratori, quale unica soluzione alternativa al fallimento storico del capitalismo.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Fabriano 14 aprile 2012: corteo NO TAV


Questo appello è rivolto a tutti gli uomini e donne che in questi mesi si sono schierati al fianco del movimento NO TAV, a tutti coloro che si battono contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite e delle nostre relazioni sociali.
Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà a vita, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa, di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun uomo, donna, bambino e bambina. Qui e ovunque. In ogni ospedale che chiude, in ogni scuola che va a pezzi, in ogni piccola stazione abbandonata, in ogni famiglia che perde la casa, in ogni fabbrica dove Monti regala ai padroni la libertà di licenziare chi lotta, ci sono le nostre ragioni.

Il prossimo mercoledì 11 aprile vogliono che l’occupazione diventi legale. 
Quel giorno hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Potranno entrare nel fortino fortificato come in guerra solo uno alla volta: se qualcuno non si presenta procederanno comunque. L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori.
Come è stato chiesto dalla valle “diffondiamo la resistenza”, per far si che la rete di solidarietà diventi ancora più forte.
Per questo sabato 14 aprile anche a Fabriano verrà organizzato un corteo/presidio NO TAV. L’appuntamento è alle ore 17 davanti lo chalet per poi muoversi in corteo fino alla piazza del Comune.
Ci auguriamo che tutte le associazioni, i sindacati, i movimenti, i partiti e singoli cittadini, che si battono contro la devastazione del territorio e per la difesa dei beni comuni, aderiscano alla nostra iniziativa.

Per adesioni mandare un’email a collettivofabriano@libero.it

Centro Sociale Autogestito Fabbri

02/04/12

Elezioni Fabriano: la sinistra non ha perso perchè divisa, ma perchè ha smesso di essere tale


Qui sopra il volantino del PCL di Fabriano per le elezioni comunali 2012 distribuito sabato 31/3/12 in tutta la città.

Milano, 31 marzo 2012: Occupy Piazza Affari - volantino del PCL e interviste a Ferrando


 

NO DEBITO, NO MONTI, NESSUNO TOCCHI L’ART 18!
VOLANTINO PER LA MANIFESTAZIONE OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI

Oggi la lotta inizia soltanto.
Essa dovrà proseguire fino alla cacciata di Monti e al ripudio del debito verso le banche.
Il vasto schieramento di opposizione sociale e politica oggi in piazza raccoglie il testimone delle decine di scioperi spontanei e mobilitazioni operaie di questi giorni in tutta Italia in difesa dell’art. 18. E lo rilancia con la potente richiesta dello sciopero generale prolungato.
IL DEBITOL'ideologia dominante presenta l'esplosione del debito pubblico come effetto di un eccesso di concessioni sociali e “privilegi” alle classi subalterne. E' vero l'opposto. Il debito pubblico è esploso come conseguenza della crisi del capitalismo, della caduta del saggio di profitto, e delle politiche antioperaie e antipopolari tese a contrastarla.
L'intera politica delle classi dominanti europee e dei loro governi si impernia attorno al pagamento degli interessi sul debito. Le stesse banche che hanno concorso alla voragine del debito pubblico diventano beneficiarie del pagamento del debito promuovendo attraverso governi di fiducia un autentico massacro sociale.
Un massacro sociale che non solo non contrasta la crisi, ma concorre a cronicizzarla, lungo una spirale senza fine: recessione, crescita del debito, tassi d'interesse usurai, nuove rapine sociali, nuove spinte recessive.
Non è il “fallimento del liberismo”. E' il fallimento di tutte le politiche borghesi di fronte alla crisi del capitalismo.
Il caso italiano è esemplare. Da un lato il governo Monti ha garantito con risorse pubbliche le banche italiane, per consentire loro di incassare l'enorme regalia di 116 miliardi dalla BCE. Dall'altro lato l'economia italiana cade in recessione, con l’immiserimento dei lavoratori e delle classi subalterne. Mentre i tassi di usura praticati dalle banche restano altissimi o addirittura crescono.
Non si può uscire da questa spirale distruttiva senza ripudiare il debito pubblico, nazionalizzare le banche senza indennizzo verso i grandi azionisti, unificarle in un'unica banca pubblica sotto controllo sociale.
La verità è che il capitalismo è fallito e non è riformabile. Non è possibile “una nuova politica economica senza affidare il potere decisionale ai lavoratori rovesciando la dittatura di industriali e banchieri.
Per questo rivendichiamo:
• il debito non va pagato: lo paghi chi l’ha creato (banche, finanza, CONFINDUSTRIA e chiesa);
• la nazionalizzazione delle banche e delle assicurazioni sotto controllo operaio salvaguardando i piccoli risparmiatori;
• il controllo operaio sulla produzione, attraverso l’abolizione del segreto commerciale e l’apertura dei libri contabili;
• la nazionalizzazione dei grandi gruppi capitalistici dell’industria, come la FIAT;
• un grande piano di opere sociali di pubblica utilità invece di opere inutili e dannose come la TAV o il ponte sullo stretto.
L’ART.18Dopo aver distrutto le pensioni di anzianità, il Governo Monti mira al cuore dei diritti del lavoro: il diritto al reintegro se sei licenziato senza giusta causa. A ciò si aggiunge il mantenimento di tutte le forme di precarizzazione del lavoro, e addirittura la drastica riduzione degli ammortizzatori sociali per 4 milioni di lavoratori.
Ma la partita in realtà non è “chiusa” come vorrebbe Monti. Può essere riaperta dalla forza di 16 milioni di lavoratori. Se solo quella forza sarà dispiegata. I sindacati non possono sottrarsi a questa responsabilità. A cominciare dalla CGIL. Il rinvio a fine maggio dello sciopero generale come annunciato dalla Camusso è più di un grave errore: è il segno della subalternità all’esigenza di trovare un “compromesso” che salvi il PD e di riflesso il governo
Al contrario tutti i lavoratori d’avanguardia e con essi tutti i settori popolari colpiti dal massacro sociale, sono chiamati contrastare questa prospettiva e questa logica:

- L'articolo 18 definisce un diritto inviolabile del lavoratore. Questo diritto non può essere manomesso. I diritti degli operai non possono essere terreno di mercanteggiamento.
- Migliaia di lavoratori, in questi giorni hanno già intrapreso l'azione di sciopero.. Questo è il momento di proclamare lo sciopero generale.

SCIOPERO GENERALE SUBITO, AZIONE DI MASSA PROLUNGATA CHE BLOCCHI l'ITALIA SINO AL RITIRO DELLE MISURE ANNUNCIATE

ASSEMBLEA NAZIONALE DI DELEGATI ELETTI PER DEFINIRE UNA PIATTAFORMA DI LOTTA UNIFICANTE E APRIRE UNA VERTENZA GENERALE DI TUTTO IL MONDO DEL LAVORO, DEI PRECARI, DEI DISOCCUPATI


VIA IL GOVERNO DELLA CONFINDUSTRIA E DELLE BANCHE. GOVERNINO I LAVORATORI.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Calearo: elettori del PD, il PCL ve l'aveva detto!

Dopo le polemiche giustamente suscitate dalla registrazione radiofonica che qui di seguito pubblichiamo di Calearo (deputato eletto col PD e poi transitato col centrodestra), ci piace ricordare che il PCL (purtroppo inascoltato) aveva a più riprese avvertito prima delle elezioni gli elettori di centrosinistra. A questo proposito pubblichiamo uno dei vari comunicati circolato tra la stampa nel 2008.

Elezioni: Ferrando (Pcl), Pd Partito Confindustriale

Roma, 4 Marzo 2008
(Adnkronos) - ''Con le candidature di Colannino e Calearo e' sempre piu' evidente la vera natura del Pd: quella di un partito confindustriale con base di massa, in cui la massa e' costretta a far da tappeto a Confindustria. Questo e' il partito e il progetto con cui le Sinistre Arcobaleno hanno governato per due anni sino ad essere alla fine scaricate. E' troppo chiedere a Bertinotti un bilancio? Come puo' continuare a rivendicare, in prospettiva, un condizionamento 'a sinistra' di un partito confindustriale?''. Lo afferma Marco Ferrando, candidato premier per il Partito comunista dei lavoratori.

29/03/12

Fabriano - Fiume Giano: prima di scoprirlo pensiamo a bonificarlo



COMUNICATO STAMPA:
Il fiume Giano è una delle situazioni critiche create dall'assenza di qualsiasi politica di tutela dell'ambiente. Il nostro fiume è stato massacrato da giunte comunali inadeguate e dalla concezione che il territorio fabrianese non sia da valorizzare ma solamente da sfruttare.

L'errore è stato fatto decenni fa quando è stato coperto. Ma ora, scoprirlo, sarebbe un'operazione complicata, costosissima ed anche rischiosa.

Prima di sprecare denaro pubblico in queste fantasiose operazioni si pensi alla messa in sicurezza idrogeologica del fiume e soprattuto alla sua bonifica: il Giano è inquinatissimo e dall'inizio di quest'anno la qualità delle sue acque è stata ulteriormente declassata dalla Provincia di Ancona.

Chissà perchè questa operazione di bonifica, molto più utile e meno costosa non è stata fatta dalle giunte che oggi propongono lo scoperchiamento del fiume. Forse perchè non portava guadagni ad imprese edili "amiche" , anzi andrebbero controllati gli scarichi inquinanti gestiti dalla Multiservizi o dalle industrie ammanicate con i politici.

Con preghiera di massima diffusione

Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento Provinciale Ancona

IL 31 MARZO A MILANO CONTRO IL GOVERNO MONTI

Il 31 Marzo a Milano si terrà la prima manifestazione nazionale dell'opposizione di classe al governo Monti, e ai partiti che lo sostengono. Il PCL sarà parte importante di questa manifestazione.
Il governo Monti è emissario diretto delle grandi imprese e delle banche. Prima la distruzione delle pensioni d'anzianità, poi l'attacco frontale all'articolo 18 rispondono al dettato di banchieri e industriali. Se Monti è in sella, e può permettersi ciò che a Berlusconi non era concesso, è solo grazie al sostegno determinante del PD: che viene confermato da Bersani in queste ore, nonostante le “sofferenze” preelettorali. La manifestazione di Milano rivendicherà la convocazione immediata dello sciopero generale contro il governo e l'opposizione ad ogni “compromesso” sull'articolo 18, che va salvaguardato com'è. Non si tratta di “salvare” il PD, ma un diritto non negoziabile.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

NO DEBITO, NO MONTI, NESSUNO TOCCHI L’ART 18!

Oggi la lotta inizia soltanto.
Essa dovrà proseguire fino alla cacciata di Monti e al ripudio del debito verso le banche.
Il vasto schieramento di opposizione sociale e politica oggi in piazza raccoglie il testimone delle decine di scioperi spontanei e mobilitazioni operaie di questi giorni in tutta Italia in difesa dell’art. 18. E lo rilancia con la potente richiesta dello sciopero generale prolungato.

IL DEBITO
L'ideologia dominante presenta l'esplosione del debito pubblico come effetto di un eccesso di concessioni sociali e “privilegi” alle classi subalterne. E' vero l'opposto. Il debito pubblico è esploso come conseguenza della crisi del capitalismo, della caduta del saggio di profitto, e delle politiche antioperaie e antipopolari tese a contrastarla.
L'intera politica delle classi dominanti europee e dei loro governi si impernia attorno al pagamento degli interessi sul debito. Le stesse banche che hanno concorso alla voragine del debito pubblico diventano beneficiarie del pagamento del debito promuovendo attraverso governi di fiducia un autentico massacro sociale.
Un massacro sociale che non solo non contrasta la crisi, ma concorre a cronicizzarla, lungo una spirale senza fine: recessione, crescita del debito, tassi d'interesse usurai, nuove rapine sociali, nuove spinte recessive.
Non è il “fallimento del liberismo”. E' il fallimento di tutte le politiche borghesi di fronte alla crisi del capitalismo.
Il caso italiano è esemplare. Da un lato il governo Monti ha garantito con risorse pubbliche le banche italiane, per consentire loro di incassare l'enorme regalia di 116 miliardi dalla BCE. Dall'altro lato l'economia italiana cade in recessione, con l’immiserimento dei lavoratori e delle classi subalterne. Mentre i tassi di usura praticati dalle banche restano altissimi o addirittura crescono.
Non si può uscire da questa spirale distruttiva senza ripudiare il debito pubblico, nazionalizzare le banche senza indennizzo verso i grandi azionisti, unificarle in un'unica banca pubblica sotto controllo sociale.
La verità è che il capitalismo è fallito e non è riformabile. Non è possibile “una nuova politica economica senza affidare il potere decisionale ai lavoratori rovesciando la dittatura di industriali e banchieri.
Per questo rivendichiamo:
• il debito non va pagato: lo paghi chi l’ha creato (banche, finanza, CONFINDUSTRIA e chiesa);
• la nazionalizzazione delle banche e delle assicurazioni sotto controllo operaio salvaguardando i piccoli risparmiatori;
• il controllo operaio sulla produzione, attraverso l’abolizione del segreto commerciale e l’apertura dei libri contabili;
• la nazionalizzazione dei grandi gruppi capitalistici dell’industria, come la FIAT;
• un grande piano di opere sociali di pubblica utilità invece di opere inutili e dannose come la TAV o il ponte sullo stretto.

L’ART.18
Dopo aver distrutto le pensioni di anzianità, il Governo Monti mira al cuore dei diritti del lavoro: il diritto al reintegro se sei licenziato senza giusta causa. A ciò si aggiunge il mantenimento di tutte le forme di precarizzazione del lavoro, e addirittura la drastica riduzione degli ammortizzatori sociali per 4 milioni di lavoratori.
Ma la partita in realtà non è “chiusa” come vorrebbe Monti. Può essere riaperta dalla forza di 16 milioni di lavoratori. Se solo quella forza sarà dispiegata. I sindacati non possono sottrarsi a questa responsabilità. A cominciare dalla CGIL. Il rinvio a fine maggio dello sciopero generale come annunciato dalla Camusso è più di un grave errore: è il segno della subalternità all’esigenza di trovare un “compromesso” che salvi il PD e di riflesso il governo
Al contrario tutti i lavoratori d’avanguardia e con essi tutti i settori popolari colpiti dal massacro sociale, sono chiamati contrastare questa prospettiva e questa logica:

 L'articolo 18 definisce un diritto inviolabile del lavoratore. Questo diritto non può essere manomesso. I diritti degli operai non possono essere terreno di mercanteggiamento.
 Migliaia di lavoratori, in questi giorni hanno già intrapreso l'azione di sciopero.. Questo è il momento di proclamare lo sciopero generale.

SCIOPERO GENERALE SUBITO, AZIONE DI MASSA PROLUNGATA CHE BLOCCHI l'ITALIA SINO AL RITIRO DELLE MISURE ANNUNCIATE

ASSEMBLEA NAZIONALE DI DELEGATI ELETTI PER DEFINIRE UNA PIATTAFORMA DI LOTTA UNIFICANTE E APRIRE UNA VERTENZA GENERALE DI TUTTO IL MONDO DEL LAVORO, DEI PRECARI, DEI DISOCCUPATI


VIA IL GOVERNO DELLA CONFINDUSTRIA E DELLE BANCHE. GOVERNINO I LAVORATORI.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

CAMUSSO RINVIA LO SCIOPERO GENERALE IN FUNZIONE DEL COMPROMESSO COL PD ( E COL GOVERNO)

L'annuncio dello sciopero generale per “fine maggio” da parte di Susanna Camusso, non stupisce. E' in funzione del calendario istituzionale della discussione parlamentare e di una prospettiva di possibile compromesso che “salvi” il PD e di riflesso il governo: un compromesso “alla tedesca” che rimetta l'articolo 18 nelle mani del giudice, rimuovendolo dalle mani del lavoratore, com'è oggi.

Il giornale della Fiat ( La Stampa) è oggi prodigo di previsioni favorevoli per questa “soluzione”. Che, dietro le quinte, avrebbe già il benestare non solo di Bonanni e Angeletti, ma anche dei nuovi vertici di Confindustria ( che entreranno in funzione proprio a Maggio) e degli stessi vertici di UDC e PDL, che otterrebbero in cambio la riduzione dei contributi delle imprese sui contratti a termine.

Questa è la ragione del rinvio dello sciopero generale. Lo sciopero fra due mesi serve non solo a diluire e disperdere la rabbia operaia che oggi si esprime, stemperando le “tensioni sociali”, ma anche a presentare il compromesso parlamentare che a Maggio sarà siglato come “vittoria” dello sciopero e della pressione della CGIL. Facendolo meglio digerire agli operai.

Tutti i lavoratori d'avanguardia sono chiamati a contrastare questa prospettiva e questa logica:

1)L' articolo 18 definisce un diritto inviolabile del lavoratore: quello del reintegro nel proprio posto di lavoro nel caso di licenziamento “ingiustificato”. Questo diritto non può essere manomesso. Non si consentì di farlo a Berlusconi. Non lo si può consentire a Monti. I diritti degli operai non possono essere terreno di mercanteggiamento.

2)Lo sciopero generale va indetto subito e dev'essere vero. Milioni di lavoratori, in questi giorni, a modo loro, hanno già intrapreso l'azione di sciopero. E la dinamica si sta allargando. Questo è il momento di proclamare lo sciopero generale. Perchè il ferro dell'indignazione operaia è caldo ora. Perchè ora è possibile trasformare le mille lotte in ordine sparso di questi giorni in un'unica spallata di massa,continuativa, radicale, capace di far pesare nelle strade e nelle piazze la forza materiale di 16 milioni di lavoratori; capace di bloccare l'Italia sino al ritiro delle misure annunciate, ribaltando dopo decenni i rapporti di forza tra le classi.

I vertici della CGIL si oppongono a questo scenario per cercare di recuperare lo “spirito del 28 Giugno” che non a caso Camusso ha evocato a Cernobbio.
I lavoratori, all'opposto, hanno interesse a spezzare la tela dell'ennesimo compromesso a perdere ( già in gestazione), per provare finalmente a vincere, con un'azione di massa indipendente.
Questa è la posta in gioco.

Il PCL e tutti i suoi militanti operai si battono e si batteranno ovunque- nelle fabbriche, nei sindacati, sul territorio- perchè l'occasione di ribellione e di riscatto della classe operaia, dopo 30 anni di sconfitte, non venga ancora una volta dispersa e tradita.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

22/03/12

GENERALIZZARE LA LOTTA E BLOCCARE L'ITALIA: DA SUBITO, SENZA COMPROMESSI, E SINO AL RITIRO DELLE MISURE ANNUNCIATE.


DA FABBRICHE E PIAZZE SALE LA MOBILITAZIONE

La mobilitazione operaia si sta allargando in tutta Italia. Dai blocchi stradali alla occupazione di aziende, la classe operaia italiana sta alzando la testa. Il diffuso silenzio della cosiddetta informazione pubblica sugli scioperi in corso, non può cancellare la realtà. Semmai rivela la paura della borghesia italiana, circa un possibile effetto domino.

Ovunque la domanda operaia è quella di una lotta vera per imporre al governo la ritirata, senza compromessi. L'articolo 18 deve restare com'è. Punto. Nessun arretramento è accettabile sui diritti del lavoro, neppure in salsa tedesca. Gli operai non stanno lottando per risolvere i problemi interni al PD, con una “mediazione” con Monti ed Alfano. Stanno scioperando per le proprie ragioni sociali indipendenti, che non possono essere oggetto di alcun mercanteggiamento. Non c'è alcun “sacrificio” da fare, tanto più sui diritti. Semmai c'è da riprendersi il mal tolto, e su ogni terreno.

Il governo ha fatto male i suoi conti, cantando vittoria troppo presto. La prima risposta operaia dimostra le potenzialità del movimento di risposta. Questo movimento va generalizzato da subito, sul terreno dell'azione diretta e di massa. Bloccare l'Italia si può. Se la classe operaia ritrova la fiducia nella propria forza, e la dispiega sino in fondo, tutto diventa possibile. Anche sconfiggere il governo Monti e la sua maggioranza.
Il Partito Comunista dei Lavoratori e i suoi militanti operai sono e saranno ovunque in prima fila.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

21/03/12

Il PCL alle elezioni comunali di Fabriano 2012

L'Articolo 18 non si tocca! Lo difenderemo con la lotta!


Cliccando sull'immagine qui sopra potrete leggere il volantino contro il vile attacco all'Art.18 che il Partito Comunista dei Lavoratori sta diffondendo in tutta Italia.

Occupy Piazza Affari - Milano 31/03/2012

Cliccando sull'imagine qui sopra e ingrandendo potete leggere il volantino per la manifestazione del Comitato NoDebito (di cui il PCL è promotore) il 31 marzo 2012 a Milano. 
Invitiamo compagni e simpatizzanti a partecipare numerosi.

16/03/12

Messaggio elettorale del PCL per le elezioni comunali 2012 a Fabriano


Messaggio elettorale di Youri Venturelli, candidato sindaco del Partito Comunista dei Lavoratori a Fabriano per le elezioni comunali 2012.

ARTICOLO 18:LA CGIL TUTELA I DIRITTI DEL LAVORO O L'UNITA' DEL PD?


LE SINISTRE SINDACALI FACCIANO SBARRAMENTO DA SUBITO CON UNA MOBILITAZIONE DIFFUSA IN TUTTA ITALIA.

Lo stesso governo che si genuflette alle banche, garantendo loro i miliardi delle commissioni, regala a Confindustria lo svuotamento dell'articolo 18, con la piena e attiva copertura del PD. L'idea di cancellare l'obbligo del reintegro in caso di licenziamenti ingiusti “disciplinari” o “economici” porta la targa di Bersani in appoggio a Bonanni. Ed è devastante per i diritti del lavoro.

Le disponibilità emergenti della CGIL ad accettare questa “soluzione” sono un fatto gravissimo. Se la CGIL finisse col regalare a Monti ciò che ha negato a Berlusconi, segnerebbe perciò stesso la capitolazione politica non solo al padronato ma al PD.

E' un'ipotesi inaccettabile. Tutte le sinistre sindacali, a partire dalla FIOM, hanno il dovere di reagire, promuovendo da subito la mobilitazione nei luoghi di lavoro e un'azione preventiva di sbarramento. Nessuno può salvarsi l'anima dietro la bandiera di un “dissenso” passivo. Ognuno è chiamato ad assumersi sino in fondo le proprie responsabilità, di fronte alla piazza del 9 Marzo.

MARCO FERRANDO
Partito Comunista dei Lavoratori
Portavoce Nazionale

13/03/12

Lottiamo per una banca unica e pubblica. Per l’abrogazione del segreto bancario.


Non passa giorno in cui non si sentono accuse rivolte ai lavoratori che dicano: “non si può vivere perennemente al di sopra dei propri mezzi”. Non passa giorno in cui la coesione sociale e i richiami all’unità nazionale non vengano tirati prestuosamente in ballo. Non passa giorno in cui non si impongano misure "necessarie" di povertà, sfruttamento e privazioni. Non passa giorno in cui non tentino di infonderci una morale di classe (la loro) che ci porti all’accettazione dei valori borghesi o provino ad imporci il capitalismo come unica forma suprema e definitiva, accettabile dal nostro cervello. Non passa giorno in cui non si releghino i lavoratori nei bassifondi della politica e nei loro sottoscala per occuparsi della stabilità del sistema capitalista, della sacralità dei profitti dei banchieri, dei privilegi della casta e della mafia. Non passa giorno in cui non si chiedano ulteriori sacrifici alla povera gente per salvare questo stato, oggi più che mai organo di oppressione della classe operaia e garante del pagamento degli interessi ai banchieri. Non passa giorno in cui non si veda la “lotta di classe” abbandonare i posti di lavoro, abbandonare le scuole, la sanità e le piazze ormai ridotte a spezzatino. Non passa giorno in cui la coscienza di classe non venga inchiodata ai cancelli degli avvocati, dei tribunali, delle comunicazioni propagandiste pagate dai capitalisti.
Ci siamo stancati di concedere tutto il potere alle banche e alla finanza, ci siamo stancati di ricercare sempre una via di mezzo che ci convinca della legittimità del principio che qualcuno in ogni caso deve pur vivere alle nostre spalle (e non stiamo parlando di extracomunitari, diversamente abili o di indigenti). E' il momento di non concedere più niente agli sfruttatori nè ai rapinatori che ora ci chiedono di ripagare la loro crisi.
Oggi le banche ci stanno mangiando tutto quello che noi abbiamo prodotto e ci lasciano in mezzo ad una strada, parlandoci di diritto e di morale e lasciandoci sempre indebitati nei loro confronti. Instaurano un Governo mai eletto dai cittadini e propongono controriforme inumane e senza prospettiva che, al prezzo di enormi sacrifici dei lavoratori, non faranno altro che ritardare lo scoppio inevitabile della crisi.
Il capitalismo è fallito e anche le sue leggi economiche. La ricchezza prodotta dalle braccia dei lavoratori venga usata per creare una società armonica dove non ci sia più posto per gli ingannatori del popolo.
Non basta trovare soluzioni per uno sfruttamento meno crudele o leggermente più compatibile. Noi il debito ai capitalisti non lo vogliamo pagare più!
Il popolo deve essere sovrano e non il capitale. Questo è l'unico modo possibile di confronto e ragionamento.
Se ne vadano tutti, governino i lavoratori!
Youri Venturelli
Partito Comunista dei Lavoratori
Sez.Ancona-Nucleo Montano