31/05/13

Gruppo Gola della Rossa: i lavoratori si riprendano quello che appartiene a loro!


Serra San Quirico, 31 maggio 2013

 

A tutti gli organi di stampa e informazione

della Regione Marche

Gruppo Gola della Rossa: i lavoratori si riprendano quello che appartiene a loro!

I lavoratori del Gruppo Gola della Rossa Spa di Serra San Quirico non possono stare a guardare mentre la Proprietà del Gruppo, arricchitasi sul loro lavoro e con lo sfruttamento del territorio, li liquida in questo modo. Non devono permettere che l’intero gruppo venga dismesso mentre il padrone continua a tenere per se la vera “miniera d’oro”: ovvero la gigantesca cava di calcare purissimo che, con spese relativamente contenute e poche unità di manodopera, garantisce enormi profitti. Gli enti pubblici non possono permettere che si continui a sfruttare una risorsa di tutti ad esclusivo vantaggio di pochi oligarchi ed a danno dell’ambiente e dei lavoratori!

Gli operai, gli autisti, gli impiegati non devono limitarsi a chiedere la concessione degli ammortizzatori sociali (pur sacrosanta!), ma devono rivendicare quello che è loro, delle proprie famiglie e di tutta la cittadinanza, solo così si potranno scongiurare definitivamente i licenziamenti minacciati dall’azienda!  

·           OCCUPARE L’AZIENDA FINO ALLA NAZIONALIZZAZIONE SOTTO CONTROLLO OPERAIO DELLA CAVA, DEGLI UFFICI, DEGLI STABILIMENTI, DEI MACCHINARI, DEI MEZZI!

·           CHE LA RISORSA NATURALE E PUBBLICA DEL CALCARE VENGA RESTITUITA AI LAVORATORI, AFFINCHE’ CON I PROVENTI DEL CALCARE SI FINANZI IL RILANCIO DEGLI ALTRI SETTORI E SI GARANTISCANO TUTTI I POSTI DI LAVORO!

Con preghiera di massima diffusione


Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento Provinciale Ancona


29/05/13

GRILLO ATTRIBUISCE LA PROPRIA SCONFITTA A DIPENDENTI PUBBLICI E PENSIONATI


Persino nel commento della sconfitta elettorale del M5S, Beppe Grillo rivela la natura reazionaria del proprio programma. L'idea di attribuire la responsabilità della sconfitta a “19 milioni di pensionati e 4 milioni di pubblici dipendenti”, indicati come zavorra parassitaria dell'”Italia produttiva”, non è solo delirante sotto il profilo del calcolo elettorale. E' l'indiretta riproposizione di un programma sociale che rivendica la spoliazione di lavoro, stipendi, pensioni, a vantaggio di quella Confindustria cui Casaleggio ha promesso l'abolizione dell'Irap.
L'opposizione sociale al governo Letta/Alfano va condotta in piena autonomia dal grillismo, che è avversario dei lavoratori.
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

19/05/13

Manifestazione FIOM del 18 maggio: la sinistra rompa con Grillo ed il PD!

 
 
FIOM E SEL ROMPANO COL PD
 
E' naturale che un PD alleato di Berlusconi rivendichi l'assenza dalla piazza FIOM. Non si comprende per quale ragione un partito che ha votato lo smantellamento dell'articolo 18 e la distruzione delle pensioni d'anzianità- col plauso di Confindustria e delle banche- dovrebbe manifestare con gli operai contro industriali e banchieri. Semmai non è naturale che i gruppi dirigenti di FIOM e SEL continuino a supplicare l'attenzione del PD, quasi fosse una pecorella smarrita invece che un avversario di classe. E' ora che tutte le sinistre, politiche e sindacali, elaborino il lutto e rompano definitivamente con un partito liberale alla deriva. Non certo per corteggiare il razzista Grillo. Ma per unire le proprie forze nella lotta per un'alternativa anticapitalista: che cacci le classi dirigenti del Paese, e imponga un ordine nuovo di società.
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

17/05/13

il 18 maggio tutti a Roma con la FIOM ed il PCL!

Cliccando sull'immagine ed ingrandendo potrete leggere il volantino nazionale del PCL per la manifestazione del 18 maggio 2013 promossa a Roma dalla FIOM. Ricordiamo che il PCL sarà presente con un suo spezzone e anche molti compagni delle Marche raggiungeranno la capitale nella mattina di sabato.


15/05/13

Città di Fabriano: l'ipotetica dismissione dell'insegnamento scolastico ai fini della specializzazione cartaria è un ulteriore atto contro il territorio locale.

Le ultime, inquietanti notizie pervenute al PCL sez. di Ancona, attraverso le quali si starebbe tentando una probabile "dismissione" dell'istruzione scolastica volta alla specializzazione di operatori cartari, rappresenta un ulteriore scempio contro tutta la città di Fabriano.
In questa nuova, drammatica vicenda, il PCL sez. di Ancona rileva che se tali notizie siano fondate che l'istruzione per gli "specializzandi cartari" costituisce una autentica unicità in tutto il territorio italiano!
La reale controriforma della Gelmini è responsabile di quest'ennesimo atto contro il territorio fabrianese, già profondamente provato dalla crisi di tutto il suo distretto industriale.
La mancanza di chiarezza, associata al solito immobilismo di tutta la classe politica e sindacale cittadina, contribuisce all'acuirsi di forti tensioni e preoccupazioni.
Risulterebbe opportuno e fondamentale un pronunciamento delle massime "figure istituzionali" di Fabriano su questa grave vicenda, preso atto che alcune "indiscrezioni", che il PCL sez. di Ancona si augura del tutto infondate, prevedono che tale istruzione cartaria si stia spostando, forse in una indefinita città del nord o addirittura all'estero.
Infine, prosegue la nota del PCL sez. di Ancona, si ritiene che siano queste le priorità di una "normale" amministrazione comunale fabrianese, congiunte alle drammatiche problematiche che investono tutto il comparto industriale cittadino, e non le polemiche pretestuose relative al sito internet, "Città di Fabriano"!!

Fabriano 12/05/2013

Partito Comunista dei Lavoratori
sez. di Ancona

13/05/13

LETTERA APERTA ALLE SINISTRE POLITICHE, SINDACALI, DI MOVIMENTO: E' ORA DI RIMUOVERE COMPIACENZE E AMBIGUITA' SUL GRILLISMO

Il nuovo attacco di Beppe Grillo allo IUS SOLI non rappresenta
una battuta infelice, per quanto odiosa. Come non è una battuta la promessa elettorale del candidato sindaco del M5S a Roma di “far sgomberare il Teatro Valle occupato per riportare la legalità”.

Queste posizioni rivelano in realtà, una volta di più, la natura reazionaria del grillismo. Un soggetto politico che fa proprio l'armamentario ideologico razzista delle destre, e le sue campagne d'ordine, al servizio di un unico disegno: la scalata del potere politico, nel nome di un progetto plebiscitario. Un progetto che apertamente rivendica l'abolizione del sindacato in quanto tale, la soppressione “di tutti i partiti”, una Repubblica fondata sulla rete, sotto il controllo dei suoi due guru ( Casaleggio e Grillo). Il regime dispotico interno al M5S è solo la prefigurazione del regime politico per cui M5S si batte.

In questi mesi troppi sono stati (e sono), a sinistra, i silenzi, le ambiguità, e addirittura i pubblici elogi al M5S come movimento di “sinistra e progressista”. Con pochissime eccezioni, le più diverse sinistre politiche e sindacali hanno ripetutamente assunto e ricercato il M5S come possibile interlocutore e alleato delle ”comuni battaglie democratiche e sociali”. Questa politica non solo è priva di ogni fondamento nella realtà. Non solo nasconde ai lavoratori lo stesso progetto sociale di Casaleggio ( abbattimento di pensioni e stipendi pubblici per regalare ai padroni l'abolizione dell'IRAP, con un miserabile reddito di cittadinanza quale ammortizzatore della spoliazione del lavoro). Ma è stata usata da Grillo e Casaleggio come leva preziosa del proprio sdoganamento politico ed elettorale nel movimento operaio e nel popolo della sinistra. Alla ricerca di uno sfondamento populista in tutte le direzioni. E col cinismo calcolato di chi può impugnare ogni bandiera, dall'immagine democratica di Rodotà al razzismo più becero, pur di allargare il proprio bacino di consenso in funzione del proprio disegno di potere.

Questa politica di avallo suicida del grillismo, ora deve finire. Il Partito Comunista dei Lavoratori in questi mesi ha retto da solo, a sinistra, controcorrente, l'onere del contrasto del M5S, con un'azione di controinformazione e chiarificazione politica in ogni ambito di movimento e di confronto. Ora facciamo appello a tutte le sinistre- politiche, sindacali, associative, di movimento- perchè cessi ogni ambiguità e reticenza sul grillismo. E perchè possa svilupparsi, finalmente, su questo terreno un'iniziativa unitaria. L'attacco razzista di Grillo allo IUS SOLI non può essere senza conseguenze: può e deve diventare un punto di svolta nel rapporto con il M5s per tutte le forze del movimento operaio. L'azione centrale di opposizione politica e sociale al governo Letta/Alfano- che deve essere radicale e di massa- va sviluppata in piena autonomia dal M5S e combinata con la battaglia aperta al populismo reazionario e razzista, già a partire dall'importante mobilitazione del 18 Maggio a Roma promossa dalla FIOM.
Ogni ambiguità sul grillismo, se era prima un errore, ora diverrebbe un crimine politico.
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

05/05/13

OGGETTO: CRISI DRAMMATICA ANCHE PER L’INDESIT COMPANY??



L’imminente crisi dell’Indesit Company (gruppo Merloni), ripropone in tutta la sua drammatica dimensione l’ormai irreversibile “disfacimento” del distretto industriale fabrianese. Il P.C.L. sez. di Ancona, da lunghi anni continua ad essere l’unica forza politica che ha denunciato l’insostenibilità del cosiddetto modello di sviluppo mono-settoriale che ha portato inevitabilmente all’annientamento di tutto il comparto industriale locale, con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Tutta la classe politica e pseudo-sindacale, grazie al loro rapporto di commissione con un “potere forte regionale”, sono i responsabili di questa ecatombe sociale nel territorio marchigiano. L’ipocrisia associata al clima d’omertà dominante nel fabrianese, ha fatto credere all’opinione pubblica alla tesi infondata dei “Merloni buoni”, perché gli stessi erano legati al “centro-sinitra”, mentre la restante, grande famiglia marchigiana, era forse legata al centro-destra Berlusconiano e, quindi, annoverabile nei “Merloni cattivi”. In realtà, tale stereotipo è servito essenzialmente “a certi signori a prendere tempo”, per non favorire i vitali progetti volti alla riconversione industriale e, a ricevere ingenti “finanziamenti” erogati dallo stato italiano. Le imponenti iniziative di delocalizzazione, attivate dall’intero gruppo industriale, non solo testimoniano l’insensibilità morale “di certi industriali” ma rinnovano l’intreccio tra la pessima politica italiana e certi “poteri forti”.

L'unica soluzione possibile reale e concreta è la nazionalizzazione dell'azienda sotto  controllo operaio e dei lavoratori senza inndennizzo  per i padroni a tutela dei posti di lavoro,a tutela dei salari,a tutela delle famiglie sempre più impoverite dalla crisi capitalistica più grande del nostro tempo.



                                                                                             
Partito Comunista dei Lavoratori
 sez. Prov. Ancona                       


                                                                                                                         

02/05/13

Tour di Marco Ferrando (portavoce nazionale PCL) nelle Marche: iniziative pubbliche a Fano e Macerata

Cliccando sulle immagini ed ingrandendo potrete vedere le locandine delle due iniziative pubbliche di Macerata e Fano del 4 e 5 maggio 2013.
 

 

30/04/13

PRIMO MAGGIO 2013: il volantino del PCL

 


Cliccando sull'immagine ed ingrandendo potrete leggere il volantino nazionale che i militanti del PCL distribuiranno in tutta Italia in occasione della festa dei lavoratori.

28/04/13

SPOT PCL GIOVANI - CAMPAGNA TESSERAMENTO 2013

GRILLO/CASALEGGIO PROPONGONO... LA LEGGE ELETTORALE CALDEROLI


Altro che “democratici”. 
Il Movimento 5 Stelle ha depositato il proprio disegno di legge sulla riforma della legge
elettorale ( ddl n.452). Tranne l'introduzione di un voto di preferenza e l'estensione dei criteri
di incandidabilità, il ddl ripropone integralmente la legge porcata oggi vigente: ossia
l'assegnazione della maggioranza assoluta dei seggi della Camera ( il 55%) per chi ha riportato
la maggioranza relativa dei voti ( il 25%, o anche meno). 
La ragione è semplice: il M5S punta al proprio monopolio di governo, e l'attuale legge
elettorale reazionaria è considerata la scorciatoia migliore per conquistarlo. 
I cultori della tesi di un M5S “di sinistra” e “progressista” sono smentiti per l'ennesima volta dai fatti.
A tutti diciamo: meditate..

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

24/04/13

25 APRILE!


Contro una risposta presidenzialista e autoritaria all’attuale crisi politica
Contro il nuovo governo PD-PDL, la ripresa delle politiche antipopolari di Monti
Contro il progetto populista e reazionario di Grillo e Casaleggio
Ricostruiamo un movimento dei lavoratori, una risposta di classe:
non basta ricordare la Resistenza, bisogna renderla attuale!!!


Oggi celebriamo una grande lotta di massa, la lotta dei partigiani che hanno combattuto non solo contro l'oppressione fascista, ma anche per un paese migliore e più giusto.
Il 25 aprile del 1945, la sollevazione partigiana chiuse la pagina buia del fascismo nella speranza di una vera alternativa di società e di potere, che liquidasse le classi dirigenti padronali e aprisse la via del potere dei lavoratori. I governi di unità nazionale, con Togliatti (Pci) e De Gasperi (Dc), con la benedizione degli Usa e di Stalin, realizzarono un programma opposto: la ricostruzione del capitalismo italiano. Fu il tradimento della Resistenza.
Da allora tutte le stagioni di lotta del movimento operaio sono state subordinate alla salvaguardia delle compatibilità, del capitalismo e delle sue classi dominanti. Prima col compromesso storico con la Dc, che liquidò la grande pagina del ’68-‘69; poi, dopo l'89, con la subordinazione alla seconda Repubblica, la demolizione delle conquiste sociali e dei diritti dei lavoratori.
Oggi, con le ultime elezioni, se le masse operaie e popolari hanno rigettato le politiche di austerità del governo Monti, hanno però scelto tre grandi forze che non intendono cambiare queste politiche antipopolari, a sostegno del capitalismo e del padronato: PD, PDL e M5S.
Il progetto di Grillo e Casaleggio è infatti un progetto liberale e reazionario. Socialmente rivendica l'abbattimento del "peso parassitario" di 19 milioni di pensioni e di 4 milioni di pubblici dipendenti, per liberare le risorse necessarie per tagliare l'Irap ai padroni e privatizzare la sanità pubblica, in cambio di un "reddito di cittadinanza" come parziale indennizzo alla spoliazione del lavoro o della pensione. Politicamente punta alla conquista del potere in monopolio, con la soppressione di tutti i partiti, dei sindacati, dei cosiddetti corpi intermedi. La rivendicazione dell'abolizione del sindacato ("roba dell'800") non ha niente a che vedere con la denuncia delle burocrazie: si propone la trasformazione dei lavoratori in azionisti individuali del capitale d'impresa e per questa via la cancellazione della loro rappresentanza sindacale come strumento di rappresentanza collettiva.
Nel contempo, di fronte alla crisi della seconda repubblica, con la rielezione di Napolitano e il nuovo governo di "larghe intese", monta nel paese una campagna reazionaria per la realizzazione di una svolta autoritaria e presidenzialista. Una svolta che si accompagna nei posti di lavoro ad un nuovo "patto dei produttori", sostenuto dalle burocrazie sindacali di Cgil Cisl e Uil, in grado di rilanciare l’intesa sulla produttività, approvata qualche mese fa senza una reale opposizione della Cgil (deroghe al contratto, abbassamento dei salari ed aumenti delle ore di lavoro, demansionamento, controlli tecnologici a distanza dei lavoratori, ecc). Dopo aver ottenuto con il sostegno di tutto il Parlamento allo sblocco di 40 miliardi di crediti delle imprese, adesso chiedono l'introduzione del modello tedesco di "mini-job" (lavoretti poveri) e un nuovo patto di pacificazione sociale.

Solo una ripresa del conflitto di classe, solo una mobilitazione generale e concentrata contro il padronato e i suoi governi, solo una risposta all'altezza dell'attacco dei padroni e dei loro governi può fermare i licenziamenti e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Solo un governo dei lavoratori, solo una repubblica socialista dei lavoratori, in Italia e in Europa, può cambiare realmente le cose. Oggi non basta ricordare la Resistenza, bisogna renderla attuale. Per questo occorre costruire il Partito Comunista di Lavoratori.
 
Partito Comunista dei Lavoratori

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL COMPAGNO FALZETTI

I

 
IL P.C.L. SEZ. DI ANCONA SI ASSOCIA AL CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL COMPAGNO FALZETTI, PRESIDENTE ONORARIO DELL’A.N.P.I. DI FABRIANO
Il P.C.L. sez di Ancona, esprime il più profondo dolore e cordoglio per la scomparsa dell’indimenticabile presidente onorario dell’A.N.P.I. di Fabriano, compagno Falzetti Angelo. Sin da giovanissimo, staffetta partigiana nel territorio triestino, aveva vissuto interamente la pagina gloriosa (forse l’unica) della storia italiana, con la guerra di liberazione nazionale contro la tirannia nazi-fascista. Trasferitosi nel dopo-guerra nel suo territorio d’origine, la zona tra il fabrianese e la prov. di Macerata, fu l’interprete ed animatore più instancabile e assoluto della memoria storica della lotta di liberazione, attraverso l’A.N.P.I. di cui fu uno dei fondatori. Da sempre, oltre ad essere un risoluto sostenitore dell’anti-fascismo, fu un comunista non dogmatico che partecipò, con infinito rispetto per i valori della solidarietà, a tutte le lotte per la difesa del lavoro avvenute nel territorio fabrianese, dalla Fiorentini, alla Merloni e a tutte le realtà industriali in crisi nel fabrianese. Si prodigò in prima persona, con sacrifici ineguagliabili, contro l’economia dei “poteri forti” dominanti nel territorio fabrianese, prevedendo che gli stessi, come purtroppo attualmente sta avvenendo, avrebbero portato all’annientamento tutto il distretto industriale di Fabriano. Infine, non può essere dimenticato, il suo commovente ruolo di servizio continuativo e totalmente disinteressato di assistenza, a proprie pese e con grande spirito di sacrificio, in favore dei tanti indigenti, poveri ed emarginati che identificavano in Falsetti Angelo, la figura di una luce nella loro esistenza sofferta. Il P.C.L. sez. di Ancona, aldilà delle sterili differenze politiche, indica a tutti i compagni comunisti e progressisti di Fabriano, l’esempio di cristallina onestà e solidarietà di questa indimenticabile figura storica per tutta la città di Fabriano. Un abbraccio fraterno e commosso per il grande compagno Falsetti Angelo.
 
Fabriano,23/04/2013                                                                                      
 
Antonio Angeloni
Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione di Ancona

21/04/13

LA CRISI DELLA REPUBBLICA

 
La rielezione straordinaria del presidente Napolitano misura la crisi straordinaria della seconda Repubblica.

L'onda lunga del voto del 24/25 febbraio non si arresta.
Con le sue sole forze, il Parlamento eletto si è rivelato incapace di esprimere sia un nuovo governo, sia una nuova Presidenza della Repubblica.

La crisi verticale del PD e della sua rappresentanza parlamentare ha rappresentato l'epicentro della crisi politico istituzionale. La supplica corale a Napolitano di accettare il reincarico è stata la confessione pubblica della debolezza del Parlamento.


LA NUOVA FORZA DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, AL SERVIZIO DELL'UNITA' NAZIONALE

Nessun “golpe è in atto da parte dei partiti”, come dichiara un buffone reazionario. E' vero invece che proprio l'empasse delle relazioni tra i partiti borghesi, e in essa la dinamica potenziale di dissoluzione del PD, hanno fornito alla Presidenza Napolitano una forza politica nuova nel suo rapporto coi partiti borghesi e indirettamente col Parlamento.

La soluzione politica di “Unità nazionale” che prima si rivelava impossibile, ora diventa possibile e probabile. Napolitano ha condizionato la stessa accettazione della sua rielezione alla disponibilità dei partiti ad una soluzione d'emergenza. E l'ha ottenuta.

Forme ed equilibri di questa soluzione non sono ancora definiti. Il terreno resta minato. In particolare la crisi senza rete del PD , alla vigilia del suo congresso, si riverbera sugli equilibri parlamentari e lascia aperte alcune incognite sull'ampiezza della base di sostegno del nuovo governo. Né si possono escludere nuove imprevedibili precipitazioni della crisi politica. Ma la Presidenza della Repubblica mira ad usare tutta la sua nuova forza per dettare la soluzione di emergenza. E ha buone possibilità di riuscita.


L'UNITA' NAZIONALE CONTRO I LAVORATORI, AL SERVIZIO DI INDUSTRIALI E BANCHIERI

La soluzione che si prepara rappresenterà un nuovo attacco alle condizioni sociali dei lavoratori e della maggioranza della società. Dentro una crisi capitalista e una crisi sociale drammatica che si vanno cronicizzando. Il programma del nuovo governo di unità nazionale è già scritto, nelle sue linee di fondo. I cosiddetti “saggi” nominati da Napolitano lo hanno già predisposto persino formalmente: conferma dei patti sottoscritti col capitale finanziario italiano ed europeo, una nuova valanga di soldi alle imprese, un'ulteriore precarizzazione del lavoro, dentro la continuità della politica di Monti.

Peraltro il nuovo governo non si limiterà alle politiche di rapina sociale, per conto della grande industria e delle banche. Proprio la crisi politica straordinaria di cui è figlio lo spingerà a ricercare un riassetto istituzionale: che garantisca “un quadro più certo e stabile di governabilità” delle politiche di rapina.

Grandi sono e restano le contraddizioni paralizzanti fra i partiti borghesi su questo terreno. Tanto più in rapporto ai tempi incerti di durata e consistenza politica del prossimo governo. Ma il tema della “terza Repubblica” tenderà ad assumere in prospettiva un peso centrale. E non si limiterà alla sola ridefinizione della legge elettorale. La questione degli equilibri fra i poteri entrerà di petto nel confronto politico. Lo stesso tema dell'elezione diretta del Presidente della Repubblica, secondo il modello della Quinta Repubblica francese, è ormai entrato nel campo del confronto politico pubblico dei circoli dominanti. Il presidenzialismo informale di Napolitano ha trascinato con sé lo sdoganamento formale del gaullismo, oltre il confine del vecchio costituzionalismo parlamentare.


RODOTA' E IL DISEGNO REAZIONARIO DI CASALEGGIO

Dentro la crisi del movimento operaio, il grillismo resta il principale beneficiario della crisi politico istituzionale della Repubblica. E ancor più tenderà a capitalizzare a proprio vantaggio, dall'opposizione, un prossimo governo di unità nazionale.

Per un'intera settimana,le convulsioni di un partito borghese liberale allo sbando come il PD hanno consentito a Grillo/Casaleggio di utilizzare la bandiera di una personalità “democratica”( Rodotà) in funzione del proprio progetto reazionario “contro tutti i partiti” per la loro “abolizione”. Questo era il segno egemone della piazza di Montecitorio.

Rodotà non ha nulla a che vedere con Casaleggio, di cui denunciava mesi fa con parole inequivoche la natura reazionaria. Così Casaleggio non ha nulla a che spartire con Rodotà: al punto da inserirlo due anni fa nell'indistinta “casta” da spazzare via. Il punto è che un movimento populista che mira alla conquista del potere nel nome del “popolo” contro la “casta”, dei “cittadini” contro i “politici”, usa spregiudicatamente ogni possibile arma propagandista per costruire attorno a sé un consenso popolare. Oggi l'arma Rodotà era la più indicata per affondare la lama nell'elettorato del PD. Così come, in altri contesti, la campagna anti migranti appariva lo strumento più conveniente per capitalizzare un elettorato leghista allo sbando. Del resto, i comizi “pro Berlinguer” in Emilia e i civettamenti con Casa Pound a Roma , danno la misura di un populismo senza confini al servizio dell'unico vero progetto ideologico di Casaleggio: quello di uno sfondamento di massa ( “il 100/% del Parlamento”..) in funzione di una Repubblica plebiscitaria. ( Che innanzitutto abolisca il sindacato in quanto “roba dell'800”.)

La verità è che il pellegrinaggio che Casaleggio sta conducendo in prima persona presso le associazioni territoriali di Confindustria per promettere loro l'”abolizione dell'IRAP” ( pagato dal taglio di stipendi e pensioni) documenta la natura reale del grillismo assai più che qualsiasi posa propagandistica d'occasione. Il fatto che buona parte del popolo della sinistra non lo comprenda misura al tempo stesso il disorientamento del movimento operaio e la pericolosità del grillismo. Assieme alle responsabilità di una sinistra sindacale e politica muta ( o compiacente) verso il M5S.


LA CRISI VERTICALE DEL PD LIBERA NUOVI PROCESSI POLITICI

La crisi verticale del PD può mettere in moto nuovi processi nella geografia politica italiana.

Per la prima volta dalla sua nascita il PD si trova realmente di fronte a un possibile processo di frantumazione: frutto del fallimento dell'”amalgama” liberale posticcio che ne ha segnato l'origine; della sconfitta elettorale, sospinta dal rigetto delle politiche di Monti cui il PD si è associato; di una gestione politica folle della fase post voto da parte di un gruppo dirigente allo sbando.

Vedremo se questo processo si svilupperà e, nel caso, con quali tempi, dinamiche, sbocchi. Lo stesso posizionamento verso il nuovo governo sarà una cartina di tornasole di questi sviluppi. Di certo il coinvolgimento del PD in un governo di convergenza con Berlusconi, sulla base di una politica di austerità, sarà un nuovo capitolo del calvario di questo partito, nelle sue relazioni interne, nei suoi rapporti di massa.

Ad oggi l'unità nazionale attorno all'elezione di Napolitano ha rotto il vecchio patto centrosinistra. Una Sinistra e Libertà che sino a 10 giorni fa annunciava la propria disponibilità a confluire nel PD, annuncia il cantiere di una “nuova sinistra di governo” ai danni del PD candidandosi a polarizzare ciò che può liberarsi a sinistra dalla sua crisi. Non è il segno di una “svolta a sinistra” di Vendola. E' il segno della profondità della crisi del PD e di un possibile terremoto politico in gestazione negli equilibri interni al centrosinistra. E che può investire gli assetti della stessa sinistra italiana.


SOLO IL MOVIMENTO OPERAIO PUO' DARE SOLUZIONE PROGRESSIVA ALLA CRISI SOCIALE E ISTITUZIONALE

L'intero scenario politico conferma un giudizio di fondo: la crisi del movimento operaio, dentro la crisi capitalista, è il vero carburante dei processi reazionari in atto in tutte le loro varianti.

Solo un' irruzione della classe operaia nello scenario politico, con la sua forza di massa e con un suo programma indipendente, può alzare una diga contro la reazione e indicare l'unica possibile soluzione progressiva della crisi sociale ed istituzionale: quella di un alternativa dei lavoratori.
Solo questa irruzione può unificare il mondo del lavoro, dei precari, dei disoccupati, offrendo un punto di riferimento alternativo ai sentimenti di “rabbia” e di “rifiuto” che si agitano in vasti settori popolari e che oggi tendono a raccogliersi attorno al grillismo.
Solo questa irruzione può rovesciare i rapporti di forza e aprire dal basso un nuovo scenario politico.

Il PCL porterà questo indirizzo nella manifestazione nazionale che la FIOM ha convocato per il 18 Maggio. L'appuntamento non può ridursi ad una manifestazione sindacale ordinaria. Deve assumersi la responsabilità di rilanciare una prospettiva indipendente del movimento operaio: in aperta contrapposizione all'unità nazionale e a tutti i partiti che ne faranno parte; ma anche al grillismo e al suo progetto sociale e politico reazionario. E dovrà indicare un piano straordinario di mobilitazione di massa a sostegno di questa prospettiva. Perchè il bivio di fondo è molto netto: o il movimento operaio darà la propria soluzione alla crisi politica e sociale, sul terreno anticapitalistico, o sarà la reazione a darla, in un modo o nell'altro, contro il movimento operaio.

La necessità di una sinistra rivoluzionaria che si batta per un alternativa di potere della classe operaia- contro tutti i suoi avversari- è dunque riproposta dal carattere straordinario della crisi politica e sociale.
Non è tempo di una “nuova sinistra di governo” che poi si allei con ciò che resta del PD, come vorrebbe Nichi Vendola. Né è tempo di nuove sinistre “nè carne, nè pesce”, già fallite, che ripropongano “unità” attorno a programmi riformisti (o di puro antagonismo). E' tempo di una sinistra di rivoluzione. Quella che il PCL ovunque lavora a costruire, controcorrente, con grande determinazione.


MARCO FERRANDO
(Portavoce Nazionale PCL)

19/04/13

IL GIUSTO SENSO………

In questo periodo disastroso e preoccupante della nostra democrazia(se così ancora si può chiamare) il 25 Aprile,ed il 1 Maggio hanno un’importanza ancora più significativa ed importante. La prima data sancì la liberazione dell’Italia dal fascismo grazie soprattutto all’impegno e al sacrificio di migliaia di uomini,donne,studenti, lavoratori, partigiani che combatterono e si ribellarono all’idea totalitaria di chi pensava di governare l’Italia sottraendola ad ogni forma di libertà di pensiero,di stampa,di aggregazione sottomettendo il popolo con orrore e morte. La seconda risale agli anni del fine Ottocento quando la classe operaia statunitense, in particolar modo nella zona di Chicago, fu massacrata dalla polizia, dopo essere scesa in piazza per protestare e reclamare i propri diritti,con l’avvallo delle allora dirigenze industriali e nel pieno dell’albore del sistema socio ed economico che attualmente ci sta portando alla rovina e alla distruzione:il sistema capitalistico. La continua rincorsa ai profitti, all’ arricchimento della borghesia a discapito dei lavoratori e delle fasce subalterne più povere e disagiate di allora,si rincorre e si ripresenta in maniera inequivocabile anche nei nostri giorni e nel nostro quotidiano. Allora i lavoratori e le lavoratrici venivano sfruttati e mal pagati e questo fortunatamente innescò una presa di coscienza sindacale che nel corso degli anni produsse lotte e un duro scontro sociale che fece fare grandi passi sul fronte della rivendicazione e della tutela dei diritti prima acquisiti e poi tutelati su scala nazionale ed internazionale. Oggi i lavoratori e le lavoratrici oltre che essere sfruttati e penalizzati perdono il posto di lavoro nella gran parte dei casi con il tacito assenso di chi dovrebbe tutelarli e di chi dovrebbe essere il primo a iniziare la lotta:la burocrazia sindacale confederale. La riforma Fornero del governo Monti è stata passata senza alcuna forma di protesta concreta ed effettiva che potesse fermarla o cambiarla. Accettare in questo quadro generale di crisi nera l’arretramento sugli ammortizzatori sociali,sulle casse integrazioni e sulle mobilità è a dir poco vergognoso nel nome della concertazione e della pace sociale che tanto fa comodo tra apparati sindacali e confindustriali. Per questo è necessario ricostruire un nuovo pensiero un nuovo modo di porsi nei problemi e nelle questioni che toccano da vicino la vita dell’individuo che deve essere libera e dignitosa. Bisogna ritrovare e dare il giusto senso ai festeggiamenti del 25 Aprile e del 1 Maggio ponendoli dentro un quadro più ampio delle lotte e della coscienza:il quadro dell’anticapitalismo. Da sempre chi avvalla il binomio capitalistico sfruttamento-profitto è all’opposto di chi si sente antifascista e di chi considera il proprio lavoro come forma di sostentamento e di dignità personale. Il profitto da sempre è in contrasto con i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici,il profitto e lo sfruttamento da sempre significa fascismo. Ora più che mai è necessario ricostruire una prospettiva di classe che produca lo sforzo più difficile ed importante per le nostre generazioni future:la voglia di ribellarsi alle ingiustizie e alla repressione del mondo economico monetario,la voglia di lottare e porre le barricate tra sfruttato e sfruttamento,la voglia di prendere le distanze da chi si acclama antifascista a parole ma poi ne fatti sostiene ed è vicino ai CAPO che per anni hanno egemonizzato politicamente ed economicamente il nostro territorio impoverendolo e desertificandolo per mezzo delle delocalizzazioni che aumentano i profitti e distruggono lavoro. Questo per noi è la prospettiva di classe del 25 Aprile ed il 1 Maggio.

Mauro Goldoni
PCL Nucleo Montano
Sez. prov. Ancona