19/04/14

Serra De'Conti (AN) - il PCL per Bendelari sindaco: ecco il programma

 
Elezioni Amministrative 2014 a Serra De'Conti
Programma Del Partito Comunista Dei Lavoratori
Premessa:
Il P.C.L. sarà presente nella competizione elettorale del 25 maggio p.v. con l'impegno di rappresentare nel consiglio comunale una voce fuori dal coro,la vera sinistra che non tradisce!
I nostri eletti si impegneranno a contribuire al ripristino dei tanti diritti da troppo tempo gravemente lesionati che hanno determinato il distacco dei cittadini dai loro rappresentanti.
È nostra convinzione che il diritto al lavoro deve essere garantito nei territori dove l'ingegno umano lo produce.
È per questo motivo che da anni combattiamo contro le delocalizzazioni che rischiano di desertificare ulteriormente anche le nostre piccole realtà.
Saremo vigili e attenti affinché i nuovi progetti di ulteriore urbanizzazione siano rispettosi dell'ambiente e non deturpino l'esistente.
Sarà nostro impegno proporre una verifica sull'urbanizzazione sino ad oggi realizzata affinché quanto sinora costruito sia stato eseguito rispettando l'ambiente circostante.
Programma
1)Rispettosi dell'ambiente chiederemo che l'amministrazione comunale verifichi periodicamente la situazione idrogeologica del nostro territorio onde intervenire prima che si creino situazioni di disagio dovute a condizioni climatiche sfavorevoli, convinti come siamo, che sia meglio prevenire, intervenendo prima, piuttosto che doverlo fare a disastro avvenuto e per questo sarà impegno dei nostri eletti chiedere una attenta e costante manutenzione delle nostre strade e dei nostri corsi d'acqua.
2)Difendere il diritto dei nostri concittadini a condurre una
vita dignitosa, chiedendo all'amministrazione comunale di attuare progetti associativi e di solidarietà che coinvolgano le realtà esistenti nel nostro territorio in collaborazione con i comuni limitrofi. Da anni ci battiamo come P.C.L. affinché anche i nostri giovani abbiano spazi idonei per gestire il loro tempo libero, soddisfacendo autonomamente i loro specifici interessi. La vita associativa degli anziani è una realtà radicata da anni nel nostro comune, perché la stessa condizione non deve crearsi per i nostri giovani? Riteniamo a tutt'oggi valida la proposta che avanzammo nella scorsa legislatura riguardante la costruzione di un progetto associativo tra le varie componenti del volontariato che operano nel nostro comune anche in collaborazione con i comuni limitrofi ed altri enti istituzionali.
3)La grave crisi economica che ha purtroppo colpito anche il nostro territorio impegnerà chi governerà il nostro Comune ad un maggiore controllo sull'intero tessuto abitativo affinché siano evitate richieste di affitti privati a volte al limite dello strozzinaggio, premiando con accordi tra ente locale e proprietari coloro che non approfittano della grave situazione socio economica che penalizza diverse famiglie e diverse attività. Da oltre 30 anni nel nostro Comune non si costruiscono alloggi di edilizia popolare convenzionata. Ripristinare una commissione consigliare che si interessi di queste problematiche può divenire un segnale forte presso i nostri concittadini, di un ulteriore impegno degli eletti in favore di quanti non sono in grado di "aprire" mutui per pagarsi la costruzione di una casa o acquistare un locale per avviare un'attività in proprio.
4)La costruzione di nuovi progetti culturali dovrà essere avviata impegnando quanti nella nostra comunità intendono realizzare, una loro idea ed intendono condividerla con altri...ciò richiede una razionalizzazione attenta ed oculata delle risorse disponibili.
5)Ripristinare servizi specialistici nei nostri poliambulatori al momento soppressi.
6)L'impegno dei nostri eletti sarà anche quello di contribuire a rendere sempre più accogliente e solidale la nostra piccola comunità prestando particolare attenzione a quelle situazioni di disagio create da calamità naturali, carestie, malattie e guerre, attraverso il sostegno ad un progetto permanente che con incontri, conferenze e dibattiti, superi la semplice illustrazione, troppe volte deformata da un'interpretazione di parte. La pace è un impegno che va oltre le etnie, le religioni e le nazioni.
7)Ripristinare i cartelli con la scritta "comune denuclearizzato" agli ingressi stradali del nostro Paese.
8)Promuovere la partecipazione dell'intera collettività serrana alla vita culturale,associativa e politica del nostro Paese.
Per queste e tante altre ragioni invitiamo le elettrici e gli elettori a votare per il Partito Comunista dei Lavoratori, l'unica sinistra coerentemente sempre dalla parte dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati e degli studenti
 

13/04/14

LE ACCUSE DELL'A.D. DELLE MILIANI CONTRO IL PCL SONO FARNETICANTI E TENDENZIOSE.

In un importante incontro, tenutosi a Verona nell'ultima decade del mese di Febbraio, tra l'ilarità generale, l'AD delle Miliani, in presenza di tutti i massimi rappresentanti sindacali e di molti dirigenti di tutto il gruppo industriale Fedrigoni Group, ha rivolto delle ridicole accuse contro il PCL, ritenendolo responsabile della interruzione delle trattative per la vendita di tutto il gruppo industriale, in favore della Delfort Group.
Il PCL sez. di Ancona, appresa tale notizia, "ringrazia" il Sig. Alfonsi per l'attenzione e la grande importanza che concede ad una piccola forza politica come la nostra.
La realtà è naturalmente opposta ai "teoremi fantasiosi" dell'AD delle Miliani e, forse, va ricercata su precise volontà politiche, proprio del Sig. Alfonsi Claudio, che continua a ricorrere al più squallido "scaricabarile", per nascondere le responsabilità.
Ma perché il dirigente delle Miliani si occupa delle strategie politiche del PCL, quali quelle delle nazionalizzazioni, e non dei gravi problemi che l'industria fabrianese continua ad avere negli assetti societari, a causa della totale mancanza di ricambio generazionale nel management delle Miliani? Perché non dice niente sul sistema di sottogoverno che tuttora caratterizza la non-gestione delle risorse umane nelle Cartiere Miliani?
Come mai il Sig. Alfonsi non si esprime sulla perdurante campagna elettorale che qualche suo accolito persiste nello svolgere all'interno dell'impresa fabrianese in favore del premier, non eletto, Matteo Renzi, del resto sponsorizzato da un suo parente strettissimo, il Sig. Ennio Doris, esponente di primo piano della Banca Mediolanum, di Berlusconiana memoria?
Alla faccia della coerenza e della serietà, egr. Sig. Alfonsi, a differenza del PCL, mostrate a tutti i vostri trasversalismi e trasformismi ormai consolidati!
Per tutto ciò il PCL sez. di Ancona ritiene incondivisibile la scelta dell'onoris causa A.D. dell'Miliani ed esprime nuovamente grande preoccupazione per il futuro delle Cartiere Miliani.

Fabriano, 06/04/2014

Partito Comunista dei Lavoratori
sez. Ancona

01/04/14

Il PCL alle prossime elezioni comunali di Cerreto d ’Esi

Il Partito Comunista dei Lavoratori alle prossime amministrative si presenterà con una propria lista di militanti ,lavoratori,disoccupati attivi nel nostro territorio. La drammaticità della crisi sempre più nera a discapito delle fasce più deboli che vedono un impoverimento irreversibile sul piano economico ma anche nei diritti primari,spinge ancora una volta il PCL ad una presentazione indipendente fuori da ogni coalizione borghese di centro sinistra  , pilastro primario delle ragioni e della forza dei vari potentati locali di qualsiasi colore o tendenza essi siano,per riportare sul nostro territorio un opposizione sociale anche all’interno del consiglio comunale, che crei i presupposti per far  cadere il muro servile,clientelare a favore di chi di questo territorio ne ha fatto un officina di profitti, ridotto ormai ad una polveriera sociale arrivata al collasso .La presentazione di un programma alternativo contro la crisi  ,condiviso nella teoria e nella pratica,diviene l’unico strumento rimasto per rilanciare e tutelare tutti quei lavoratori,quei giovani che sono destinati ad un futuro segnato da precarietà, affanno, disoccupazione .La necessità di tutelare i propri incarichi,la necessità di rimanere fedeli alle istituzioni ed ai “personaggi” più vicini,sicuramente produrrà un rimescolamento della passata giunta comunale che si ricomporrà per rispondere  alle esigenze dei profitti  del capitale,a danno delle reali esigenze dei lavoratori e dei cittadini più colpiti dalla crisi .Il dato più desolante e vergognoso registrato in questi ultimi cinque anni di amministrazione da maggioranza alla finta opposizione ,è stato quello della mancata critica e presa di posizione nei confronti delle delocalizzazioni della maggior parte dei siti produttivi presenti sul nostro territorio comunale arrivando  ormai alla crisi sociale più grave dell’ultimo mezzo secolo.  L’importanza di mantenere intatti gli equilibri tra amministratori e le varie anime della borghesia di tutto il territorio montano ha portato nel tempo alla perdita della funzione principale  che un consiglio comunale dovrebbe avere ed esercitare:la tutela indiscriminata dei propri cittadini senza nessuna differenza di appartenenza, e di ceto sociale .Di fatto si è verificato tutto il contrario:ancora una volta è prevalso il senso di tutela al potere a discapito del lavoro salariato sul quale è stato scaricato tutto il peso della crisi economica. La nostra piccola comunità è l’emblema e la cartina tornasole di chi denuncia ormai da più di un ventennio i risvolti di un sviluppo socio economico basato tutto sull’industrializzazione metal meccanica mono settoriale che ha precluso lo sviluppo di un economia alternativa più vicina ed utile alle varie esigenze della popolazione. Per mezzo di questo sistema vizioso,oggi ci ritroviamo con uno strato sociale di popolazione disagiata che subisce le scelte politiche nazionale e locali che hanno protetto una piccola minoranza che ancora una volta vede aumentare in maniera esponenziale i profitti e gli utili .Come PCL il nostro obbiettivo è quello, nella futura competizione elettorale nel sistema borghese,di costruire un programma e un gruppo di lavoro che si riconosca nell’anticapitalismo e che creda  che l’unica strada percorribile sia quella di una nuova giunta comunale fortemente rappresentativa ed influenzata dai lavoratori e soprattutto vicina alle loro istanze. E’ ora di chiudere definitivamente il tempo dei grandi manager,degli  assicuratori e di chi per troppo tempo ha utilizzato il voto popolare per interessi privati fautori della situazione durissima della nostra piccola comunità .La presentazione coerente del nostro programma servirà per cercare di rompere definitivamente le catene che legano da troppo tempo il destino di migliaia di individui con i futili interessi dei capitalisti.
Mauro Goldoni
Partito Comunista dei Lavoratori
Candidato Sindaco al comune di Cerreto D'Esi (AN)
                                                                                               

20/03/14

CARTIERE MILIANI: L'ANNULLAMENTO DELL'ACCORDO CON LA DELFORT GROUP NON RAPPRESENTA ALCUN CAMBIAMENTO


Fabriano, 19 marzo 2013

 

A tutti gli organi di stampa e informazione

della Regione Marche

COMUNICATO STAMPA:

La notizia, diffusa da tutti gli organi d'informazione che il tanto discusso accordo tra la Fedrigoni Group ed il gruppo industriale austriaco Delfort Group è naufragato non costituisce un reale cambiamento per le problematiche che investono le Miliani e tutto il gruppo Fedrigoni.

Il PCL di Ancona rivendica con orgoglio di essere stata l'unica forza politica ad aver denunciato i drammatici pericoli che tale operazione avrebbe comportato per la tenuta occupazionale dell'importante impresa fabrianese.

Oggi, anche il TGR ammette pubblicamente, al contrario di certe forze politiche e sindacali coadiuvate da alcuni dirigenti delle Miliani, che i lavoratori non corrono più dei rischi occupazionali.

Perché allora lor signori nei giorni precedenti avevano deriso la posizione politica del PCL, che invitava i lavoratori delle Miliani a prestare molta attenzione all’accordo e li esortava a mobilitarsi.

In realtà le problematiche delle Miliani rimangono immutate: in primis la grave mancanza di ricambio generazionale nel management dell'azienda fabrianese, che prima o poi approderà ad una irreversibile vendita di tutto il gruppo Fedrigoni Group.

 
Inoltre le onorificenze concesse dall'università di Urbino ad un dirigente di primo piano delle Cartiere Miliani hanno una dimensione autocelebrativa che mira a nascondere i grandi meriti delle lavoratrici e dei lavoratori, che in questi ultimi 12 anni hanno sopperito con i loro sacrifici al grave caos nell'organizzazione del lavoro e a certe gestioni consulentistiche che hanno condotto una vera guerra contro tutti i lavoratori delle Miliani.

 
Il PCL auspica quindi un mutamento totale negli indirizzi industriali: non vi è tuttora un progetto di riconversione industriale rispetto al monoprodotto, rappresentato dalla carta per fotocopie, e nel rapporto con i lavoratori, i quali non sono dei nemici o dei semplici numeri, ma, viceversa, delle risorse sulle quali progettare il futuro delle cartiere Miliani.

 

Con preghiera di massima diffusione

 

Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento Provinciale Ancona

18/03/14

CAMUSSO, LANDINI, VENDOLA UNISCANO LAVORATORI E PRECARI CONTRO RENZI, INVECE DI CONTENDERSI LE GRAZIE DI RENZI A SCAPITO DEI LAVORATORI

Il decreto del governo su contratti a termine e apprendistato non è solo un ordinario peggioramento della precarietà del lavoro: è la condanna definitiva di un intera generazione a un precariato permanente, privato di ogni residua tutela legale ,di ogni confine temporale, di ogni protezione dal licenziamento senza giusta causa. L'articolo 18, sopravvissuto a Berlusconi e destrutturato da Monti, è stato cancellato da Renzi, per decreto. Questo è il fatto. Un fatto di gravità inaudita, la cui portata sopravanza infinitamente la promessa degli 80 euro in busta paga ( peraltro pagati dai tagli sociali). Un fatto che richiede un'immediata risposta di mobilitazione.

Ad oggi il vuoto di risposta è impressionante. Camusso Landini e Vendola si avvitano - ognuno per il proprio gioco politico- in contorsioni spericolate. Mercoledì applaudono il programma di Renzi e proclamano “festa” ( !). Giovedì “scoprono” e “criticano” il decreto di precarizzazione. Venerdì salutano “positivamente la velocità con cui si muove il premier e il fatto che le sue mosse siano orientate a un'idea generale di cambiamento..”( Landini, su Repubblica del 15/3). Incredibile, e francamente penoso . Di fronte a questo panorama desolante, l'unico che può far festa è Matteo Renzi. Assieme ai capitalisti che su di lui hanno investito.

Occorre davvero voltare pagina. Basta balletti e balbettii alla corte del nuovo sovrano. Basta contendersi l'uno contro l'altro le grazie di Renzi, per ottenere o un tavolo di concertazione, o un'interlocuzione giornalistica privilegiata, o- nel caso di SEL- la speranza di qualche modifica “salvavita” della legge elettorale e di una futura riammissione nel centrosinistra. Occorre alzare immediatamente un argine a difesa dei lavoratori e di milioni di giovani, denunciare in tutta Italia la gravità del decreto sul lavoro, organizzare finalmente una mobilitazione unificante dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati attorno a un proprio programma indipendente: che rivendichi la cancellazione di tutte le leggi di precarietà, il blocco dei licenziamenti, la ripartizione generale del lavoro, un grande piano di nuovo lavoro per opere sociali, finanziato dalla tassazione progressiva di grandi capitali e patrimoni. Senza un proprio programma di lotta , il movimento operaio è disarmato, sul fronte sociale come su quello politico.

Ma per realizzare questa svolta di lotta, unitaria e radicale, occorre rompere con Renzi. Rimuovere complicità, equivoci , o subordinazioni servili al“vincitore”. Denunciare apertamente, anche controcorrente, la valenza sociale di classe del suo programma e il significato reazionario del nuovo corso populista.

Il PCL- che non ha balbettato nel “mercoledì da leoni” di un aspirante Bonaparte- sarà impegnato più che mai su questa linea di azione e di proposta, di classe e di massa.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

05/03/14

Articolo del Corriere Adriatico sul PCL e le Cartiere Miliani

Cliccando sull'immagine qui sotto ed ingrandendo potrete leggere l'articolo del Corriere Adriatico del 04/03/2014 sulla possibile cessione delle Cartiere di Fabriano ad un gruppo austriaco. Inutile specificare che speriamo che quelle di cui si parla nell'articolo siano solo voci infondate e che il rappresentante CGIL abbia ragione. Ma se così non fosse la posizione della CGIL sarebbe molto grave e complice con la direzione dell'azienda.
 
 
 
  

02/03/14

NE' COI LIBERAL /FASCISTI DI KIEV, NE' COL BONAPARTISTA PUTIN PER UNA UCRAINA SOCIALISTA UNITA

 
La formazione di un governo ucraino reazionario filo europeo, sottoprodotto di una rivolta di massa a egemonia fascista o semifascista, ha generato come contraccolpo la mobilitazione della minoranza russofona nell'est del Paese, ed in particolare in Crimea. Aprendo il varco ad un possibile incipiente intervento militare dell'imperialismo russo e del suo governo bonapartista.

Nessuno dei due campi che si fronteggiano, ha una valenza progressiva per i lavoratori ucraini. Nessuno dei due merita il sostegno dei marxisti rivoluzionari e del proletariato ucraino, russo e internazionale.

Non ha certo un ruolo progressivo il campo del nuovo governo borghese ucraino, sostenuto dal movimento di piazza Maidan. L'aspetto di difesa della “indipendenza dell'Ucraina” è oggi secondario rispetto alla natura liberal fascista delle forze dominanti a Kiev, segnate dalla presenza di un nazionalismo reazionario, russofobo e antisemita. Peraltro gli imperialismi europei che appoggiano questo governo, mirano a usarlo come nuovo cappio al collo della popolazione ucraina per estorcerle ulteriori pesantissimi sacrifici. Ogni cosiddetto “aiuto” economico del FMI e/o dell'Unione ( peraltro ristretto a causa della crisi U.E.) sarà pagato dai lavoratori ucraini con una nuova stretta sul pagamento del debito pubblico alle banche europee, e quindi con nuovi colpi a salari, pensioni, servizi. Il nazionalismo ucraino sarà usato come leva dell'ennesima subordinazione dell'Ucraina contro la sua classe operaia dell'ovest e dell'est, e contro la popolazione povera dell'intero Paese.

Ma un ruolo progressivo non l'ha neppure il campo opposto russofilo.
La mobilitazione della popolazione russofona contro la minaccia nazionalista reazionaria ucraina ha in sé una sua legittimità . In particolare la Crimea- inserita in Ucraina dall'Urss di Krusciov nel 1954 - ha diritto alla propria autodeterminazione. Ma le istanze russofile sono oggi la leva di manovra di altre forze e interessi. Di parte della vecchia oligarchia capitalista mafiosa, arricchitasi con 20 anni di spoliazione del popolo ucraino, dell'ovest e dell'est; e soprattutto del nuovo imperialismo russo del bonaparte Putin, che punta a controbilanciare la disfatta di Kiev con lo sviluppo di un proprio più diretto controllo politico, economico, e militare sull'est dell'Ucraina : innanzitutto sulla Crimea, che ha una collocazione strategica centrale per l'imperialismo russo, perchè si affaccia sul mare; e più in generale sulle risorse industriali del Paese concentrate soprattutto nelle sue regioni orientali.
Peraltro non è un caso se Putin gode nell' “operazione Ucraina” del sostegno attivo dei circoli nazional fascisti della “grande Russia” ( Zirinovsky). E se all'interno della stessa mobilitazione russofila dell'est ucraino, è presente una componente sciovinista grande russa contro le proprie minoranze nazionali ( in particolare i Tatari).

Questa situazione complessiva conferma la crisi drammatica del movimento operaio ucraino, oggi assente in quanto classe dallo scenario politico. Gravi sono le responsabilità del Partito Comunista e del Partito Socialista ucraini, che pur disponendo di una certa forza, non si sono mai adoperati per l'organizzazione della classe operaia su basi politiche indipendenti.

La rivoluzione bolscevica del 1917 aveva dato l'indipendenza all'Ucraina. La restaurazione capitalista, preparata dallo stalinismo, ha consegnato l'Ucraina ai suoi pretendenti imperialisti e ai loro diversi disegni. Gli avvenimenti ucraini ripropongono dunque una volta di più il bilancio storico generale del 900, e la necessità di costruire una nuova direzione del movimento operaio, su scala internazionale e in ogni Paese.

Solo la classe operaia ucraina, dell'ovest e dell'est, può spezzare la morsa che oggi si stringe attorno al Paese e dare una soluzione storica progressiva alla sua crisi. Solo una nuova direzione marxista rivoluzionaria può dare una prospettiva indipendente al movimento operaio ucraino.


Nè col bonapartista Putin. Nè coi liberalfascisti di Kiev.

Contro il governo di Kiev, le forze reazionarie che lo sospingono, e gli imperialismi occidentali che lo manovrano. Contro la vecchia oligarchia capitalista parassitaria , l'imperialismo russo di Putin, i suoi disegni strategici.

Per una Repubblica dei lavoratori in Ucraina.

Per una Ucraina socialista unita - con il rispetto dei diritti nazionali della minoranza russofona, e dello specifico diritto di autodeterminazione della Crimea- nella prospettiva degli Stati Uniti Socialisti d'Europa.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

01/03/14

Volantino nazionale contro il governo Renzi

Cliccando qui sotto ed ingrandendo potrete leggere il volantino contro il governo Renzi che i militanti del PCL stanno distribuendo in tutta Italia.
 

24/02/14

Cartiere Miliani in vendita agli austriaci? Sarebbe l'ennesimo disastro fabrianese

 
 
Le indiscrezioni che circolano in questi giorni a Fabriano sono scioccanti ma non imprevedibili: il gruppo industriale "Fedrigoni S.p.a.”, proprietario delle storiche cartiere Miliani, si starebbe accingendo alla cessione delle cartiere ad una società industriale austriaca.  Ciò rappresenterebbe il capolinea per tutto il  distretto industriale fabrianese.
 
Il Partito Comunista dei Lavoratori denuncia l’incredibile clima d’omertà di certi burocrati sindacali e politici che circonda questa drammatica vicendache affosserà definitivamente l'intero comprensorio.
 
Oggi i risultati di 12 anni di "adeguamento" politico-sindacale alla dialettica padronale dei Fedrigoni è sotto gli occhi di tutti: c'è il pericolo concreto che le ex Cartiere Miliani si tramutino in una nuova “Antonio Merloni” o in un'altra "Indesit"!
E’necessaria una risposta di massa, sul piano della lotta sindacale per mettere realmente il potere nelle mani dei lavoratori! Serve un programma radicale basato sulla nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio delle aziende che chiudono, licenziano, calpestano i diritti dei lavoratori, per un’autorganizzazione democratica dei lavoratori stessi e l'autogestione della produzione industriale. 
Le politiche industriali e sociali del territorio  devono essere controllate e coordinate da organismi eletti dai lavoratori e dai cittadini, con incarichi immediatamente revocabili e senza alcun privilegio in difesa di tutto il distretto industriale fabrianese.
O vincono le ragioni dei lavoratori o trionfano gli interessi del capitale!
 
Per questo proponiamo uno sciopero ad oltranza di tutte le Cartiere Miliani, l'occupazione degli stabilimenti e la nazionalizzazione delle cartiere!
 
Chiediamo inoltre che le RSU delle ex Miliani cessino di avere rapporti consociativi con certi dirigenti esterni delle ex Miliani, che hanno contribuito all’immobilismo creando le premesse per questo nuovo “terremoto” che si abbatterà da qui a breve su tutta la città di Fabriano. I sindacati devono rompere qualsiasi forma di cogestione e riaffermare il proprio ruolo di lotta sociale per i diritti dei lavoratori.
 
 
Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione di Ancona

18/02/14

CARTIERE MILIANI: NUOVA SENTENZA DI CONDANNA (GIUSTISSIMA) EMESSA DAL TRIBUNALE CIVILE DI ANCONA CONTRO L'IMPRESA FABRIANESE, PER UN LICENZIAMENTO ILLEGALE INFLITTO AD UN LAVORATORE NEL 2007!

L'ennesima sentenza pronunciata dal tribunale civile di Ancona contro l'ex Cartiere Miliani, per un assurdo e illegale provvedimento di licenziamento inflitto ad un suo dipendente nel lontano 2007, finalmente rende giustizia contro la tracotanza ed il dispotismo della direzione "esterna" del personale delle Miliani che, ormai, si è tramutata in una vera e propria "struttura politica" anti-operaia ed anti-aziendale.
Il PCL sez. di Ancona, da sempre attento alle vicissitudini delle Miliani, unica industria scampata temporaneamente alla grave crisi di tutto il distretto industriale fabrianese, per merito esclusivo dei propri lavoratori, osserva con sconcerto l'ormai incontestabile pericolo che tale figura di "consulente politico" rappresenta contro il prestigioso complesso industriale cittadino.
Le pratiche di sottogoverno e di rapporti consociativi con alcune organizzazioni pseudo-sindacali stanno deteriorando la professionalità e il rapporto tra i lavoratori e le Cartiere Miliani stesse.
Per tutto questo, e per le innumerevoli cause di lavoro in cui le ex Cartiere Miliani sono state condannate dal tribunale civile di Anconaper i licenziamenti illegali e politici inflitti da questa strana figura consulentistica a tanti lavoratori, il PCL sez. di Ancona rinnova la richiesta urgente di dimissioni del "dirigente-consulente", che da circa 10 anni è anche un pensionato decisamente "benestante"!

Fabriano, 12/02/2014
Partito Comunista dei Lavoratori
sez. Ancona

14/02/14

Solidarietà a Cremaschi per le violenze subite!

 
Esprimiamo la solidarietà dei comunisti marchigiani a Giorgio Cremaschi, leader dell'opposizione interna di sinistra della CGIL, per l'aggressione oggi a Milano da parte di picchiatori antidemocratici che difendono, con la violenza, le indifendibili posizioni della maggioranza CGIL. Demonizziamo inoltre l'immediata presa di distanza di Landini, che in questo XVII congresso, ha "venduto l'anima" per qualche poltrona, sostenendo inspiegabilmente il documento della Camusso.
Noi continueremo comunque la nostra battaglia congressuale per il sosegno al documento "il sindacato è un'altra cosa". E quello che è successo oggi è solo un altro motivo per votarlo.
Cliccando qui potete leggere un articolo a proposito.
 
Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento regionale Marche 

Furbi come una volpe

Negli anni 20 nella tanta amata America democratica, come pure nell’Italia fascista si imprigionavano, si fucilavano, si mettevano sulla sedia elettrica tutti i lavoratori che venivano accusati di preparare l’espropriazione delle officine, delle fabbriche e delle miniere appartenenti ai capitalisti.
Dov’è oggi la sinistra? C’è bisogno di sinistra?
I marxisti rivoluzionari oggi come ieri che preparano l’espropriazione e rivendicano la nazionalizzazione delle fabbriche che licenziano sotto controllo dei lavoratori senza indennizzo per i grandi azionisti, che promuovono la ripartizione del lavoro esistente tra tutti a parità di salario con la progressiva diminuzione dell’orario di lavoro vengono SISTEMATICAMENTE allontanati, boicottati, censurati su tutti i media nazionali e locali, da un paese che è all’80° posto al MONDO come diritto all'informazione dei cittadini.
Questo avviene in collaborazione con la stessa sinistra che dichiara di essere tale.
Dov’è oggi la sinistra? C’è bisogno di sinistra?
Perché censurare sistematicamente nei TG le immagini di lotte e occupazioni operaie, come ad esempio avviene oggi nella logistica e non ultima alla Detroit etc?
Se allora il fascismo ti imprigionava e ti fucilava, oggi il regime ti isola dalla società e favorisce il suicidio… come avvenuto pochi giorni fa’ per responsabilità padronali e del loro sistema di profitti e ricatti…
Stamane sui giornali e sulla bocca di mezza città la morte della madre del presidente della Regione faceva stupore e compassione…ma il suicidio dell’operaio che si è tolto la vita pochi giorni fa’… non ha avuto neanche l’omaggio di un trafiletto se non sentire dalla bocca di piccoli borghesi di merda…” Uno in meno da mantenere”….
Gli ideali di allora come quelli di oggi che hanno portato alla morte lavoratori che hanno lottato per la libertà, insoddisfatti perché sempre in cerca di qualcosa di meglio, sono parte e vivono nelle battaglie del Partito Comunista dei Lavoratori.
E’ nostro dovere, ricordare sempre e onorare chi visse e morì per la rivoluzione socialista portando la loro forza e la loro esperienza nella lotta quotidiana e alla costruzione della rivoluzione che verrà!
Se ne vadano tutti governino i lavoratori…!!!
 
“Non ricorrere alle analogie con le rivoluzioni dei secoli passati, sarebbe semplicemente privarsi dell’esperienza storica dell’umanità. L’oggi si distingue sempre dalla giornata di ieri. Ciò non di meno non ci può istruire sulla giornata di ieri se non procedendo con delle analogie. (Trotsky)
 
Youri Venturelli
Partito Comunista dei Lavoratori
Sez.Ancona-Nucleo Montano

10/02/14

ELECTROLUX: LA MANNAIA SU SALARI E DIRITTI DELLA MULTINAZIONALE SVEDESE È IL PRIMO ATTO CHE A CASCATA TRAVOLGERA' TUTTI I LAVORATORI, ANCHE NELLE MARCHE

Le proposte (RICATTI!) formulate dalla multinazionale svedese ai lavoratori della Electrolux costituiscono una vera e propria strategia che da qui a breve si estenderà a tutti i lavoratori delle industrie italiane, i quali, se vorranno continuare a lavorare dovranno dimezzarsi i salari ed i diritti di tutto il mondo del lavoro. È questo il messaggio che la multinazionale svedese invia a tutti i propri lavoratori: "per evitare (solo temporaneamente, in realtà si tratta di un semplice rinvio!) i processi di delocalizzazione sempre incombenti, dovete sottostare a qualsiasi condizione!".
Il PCL di Ancona denuncia, ormai in termini disperati e ripetitivi, che l'arma  con la quale l'alta finanza e il padronato hanno sparato contro il mondo del lavoro italiano è stata caricata da politici ed affaristi senza scrupoli, con il concorso delle burocrazie sindacali confederali, le quali accettando il modello Marchionne hanno fatto credere che solo con certi odiosi sistemi si potessero rendere le imprese italiane competitive e che i lavoratori debbano accettare passivamente qualsiasi aut-aut..
La drammatica vicenda dell'Electrolux ha già scatenato i progetti lobbisti di certi presunti manager marchigiani, in particolare nel distretto industriale fabrianese, in primis di qualche celeberrimo consulente delle Cartiere Miliani, che vorrebbe clonare il modello Electrolux, per annientare i diritti dei lavoratori di questa impresa fabrianese. Tutto questo forse per occultare il sistema di parentopoli nelle assunzioni che sta affossando l'azienda e la sua pesante condanna penale subita per i terribili fatti avvenuti nella ThyssenKrupp, in cui, giova rammentarlo, sono deceduti sei lavoratori in circostanze tragiche, di cui anche il signore in proposito ha delle evidenti responsabilità.

Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione di Ancona

30/01/14

LEGGE ELETTORALE E DEMOCRAZIA BORGHESE

CONTRO LA GOVERNABILITA': UNA BATTAGLIA DI CLASSE PER LA RAPPRESENTANZA!
 
 

L'attuale proposta di legge elettorale Renzi/Berlusconi è peggio di una legge truffa ordinaria. E' una provocazione reazionaria.

Il diritto negato di preferenza è solo un aspetto limitato della questione. E' un aspetto significativo, naturalmente, perchè è mirato a concentrare il massimo potere di comando e controllo delle segreterie di PD e PDL sui propri gruppi parlamentari e partiti: a beneficio di Renzi, contro la minoranza interna minacciata di epurazione; e di Berlusconi, contro le spinte centrifughe che albergano in Forza Italia e la concorrenza elettorale di NCD e dei suoi clan, spesso più radicati sul territorio. Questo fatto spiega perchè il punto delle preferenze è diventato il principale pomo della discordia nei due cantieri del bipolarismo, in particolare nel PD.

Ma questo aspetto fa velo su enormità ben più grandi, dal punto di vista democratico.

La combinazione di un premio di maggioranza del 18% a partire dal 35% di coalizione; dell'elevamento delle soglie di sbarramento all'8% per l'accesso in Parlamento di liste indipendenti; dell'innalzamento al 5% delle soglie di sbarramento per le stesse liste interne alla coalizione; del calcolo dei voti delle liste escluse dalla rappresentanza a favore dei partiti rappresentati; del ballottaggio tra le due coalizioni più votate sotto il 35% ,senza soglie di riferimento ; produce , nel suo insieme, una risultante molto semplice: un partito del 20% (o poco più) può giungere virtualmente a ottenere una maggioranza assoluta del Parlamento, con un premio di maggioranza del 30% (!). Come e più del famigerato Porcellum. Come e più della legge Acerbo varata dai fascisti nel 23 ( che assicurava i due terzi del parlamento per chi avesse raggiunto il 25% dei voti, ma non prevedeva né soglie di sbarramento, né il ballottaggio tra i due più votati sotto il 25%). L'accordo “storico” Renzi / Berlusconi è questo: non solo la spartizione del comando nei rispettivi schieramenti ma la spartizione e contesa di un'enorme massa di elettori privati del diritto di rappresentanza. Secondo la logica maggioritaria degli ultimi 20 anni, ma peggio che negli ultimi 20 anni.

“Viva Matteo”, grida entusiasta la grande stampa borghese, liberale o reazionaria che sia. Larga parte degli ambienti borghesi “antiberlusconiani” (v. La Repubblica) che avevano denunciato gli orrori del Porcellum varato da Berlusconi, benedicono una legge analoga e peggiore quando viene promossa da Renzi a beneficio di Renzi. Al punto da assolvere come spiacevole necessità la stessa resurrezione del suo sodale Berlusconi quale padre della Patria. Nel migliore dei casi traspare il dubbio ( fondato) che lo stesso Berlusconi possa un domani avvantaggiarsi delle “virtù” della legge. Ma appare un dettaglio, a fronte della luce radiosa di una nuova possibile “governabilità”.

Questa è infatti la chiave di lettura : il primato della governabilità borghese su ogni altro “valore” o considerazione. Sulla bocca di tanti specchiati “democratici”, il principio democratico di rappresentanza è nulla, la governabilità del capitalismo è tutto. E siccome nell'epoca della grande crisi capitalista i partiti di governo attraversano fisiologicamente una profonda crisi di consenso presso la maggioranza della società, c'è un solo modo per perpetuare la rapina dei capitalisti e dei banchieri: consentire un governo senza consenso della maggioranza. Questo è lo scopo delle diverse ingegnerie elettorali. Lo stesso dibattito accademico per lo più tratta la materia della legge elettorale in funzione del governo, non della rappresentanza. La rappresentanza è un impaccio residuale, come spiega il politologo D'Alimonte sul quotidiano di Confindustria.

Tutto ciò non accade solo in Italia, come dimostra la fisiologia maggioritaria delle diverse leggi elettorali operanti negli altri paesi capitalisti, dalla monarchica Inghilterra alla V Repubblica francese. Ma tanto più si manifesta oggi in Italia a fronte di una crisi politica e istituzionale senza paragone tra i paesi imperialisti e di un programma annunciato di lacrime e sangue particolarmente pesante alle soglie del Fiscal Compact. Come poter imporre nei prossimi anni e decenni a una maggioranza esangue di lavoratori e popolazione povera gli ulteriori sacrifici pretesi dalle grandi imprese, dal capitale finanziario, dall'Unione Europea dei capitalisti e dei banchieri? Come poterlo fare dentro una cornice formalmente costituzionale e “democratica”, basata sul suffragio universale? La risposta è semplice: plasmando la democrazia borghese e la stessa Costituzione borghese secondo le esigenze sempre più vincolanti del capitale in crisi. Questo è stato il codice delle riforme elettorali e istituzionali della seconda Repubblica, dall'introduzione del maggioritario al pareggio di bilancio in Costituzione. Oggi il renzismo mira a concludere la lunga transizione con una “soluzione” che vorrebbe essere stabile, organica, definitiva. A questo plaude la borghesia italiana, dopo anni di crisi politica e di convulsioni istituzionali.

Contro la legge truffa Renzi/Berlusconi è necessario innanzitutto il più ampio fronte unico di lotta di tutte le sinistre politiche, sindacali, di movimento, a partire da una grande manifestazione nazionale di massa.

Ma questa lotta deve ricondurre il terreno democratico a una riconoscibile ragione di classe, anticapitalista, rivoluzionaria. La rivendicazione di una legge elettorale pienamente e integralmente proporzionale ( una testa un voto, uguaglianza tra i voti, tanti voti tanti seggi) è una battaglia elementare di democrazia, che nasce storicamente col movimento operaio oltre un secolo fa, contro le leggi maggioritarie / censitarie del liberalismo borghese. Quella battaglia recupera oggi una straordinaria attualità nel momento in cui il liberalismo borghese, sotto la pressione della crisi capitalista, tende a tornare al primo 900 non solo nelle politiche sociali ma negli stessi assetti istituzionali.

Per questa stessa ragione, tale battaglia può essere sviluppata sino in fondo e coerentemente solo nella prospettiva di un governo dei lavoratori e di una Repubblica dei lavoratori. I lavoratori, i precari, i disoccupati non hanno nulla da guadagnare, ma solo da perdere, dalla governabilità del sistema che li sfrutta. L'unica “governabilità” che li può interessare è quella che si basa sulla loro organizzazione e la loro forza: cioè sul loro potere.
MARCO FERRANDO
Partito Comunista dei Lavoratori
Portavoce Nazionale
 

29/01/14

No alla truffa di renzi - per un'alternativa dei lavoratori. Il volantino del PCL

Cliccando sull'immagine sottostante ed ingrandendo potrete leggere il volantino nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori per il mese di gennaio.

24/01/14

IL 2014 SARÀ UN ANNO MAGGIORMENTE DRAMMATICO PER IL TERRITORIO DI FABRIANO.

Il perdurante immobilismo con il quale la classe politica e sindacale ha oscurato l'acuirsi della crisi di tutto il distretto industriale è avvilente e pericoloso, per un futuro che sempre di più appare nero per intere generazioni di cittadini fabrianesi.
Il PCL sez. di Ancona rilancia la necessità, improrogabile, di una doverosa ripresa di una fase di mobilitazione e di lotta in favore di un nuovo modello di sviluppo, che riesca a salvare le poche imprese scampate dalla crisi del mono-settore, imposto da certi potentati, contro tutti i cittadini fabrianesi.
Tale, presunto, modello di sviluppo mono-settoriale, ha avuto non solo delle drammatiche ricadute sociali, ma anche delle gravi ripercussioni sul patrimonio ecologico-ambientale di tutto il territorio marchigiano.
La lotta dei numerosi comitati di cittadini, sorti su tutto il territorio regionale, riceve il sostegno, non strumentale, da parte del PCL sez. di Ancona, che sottolinea l'importanza della mobilitazione di tutti i cittadini contro l'inquinamento devastante che coinvolge tutto il territorio marchigiano.
Il diritto inalienabile alla salute è un obiettivo vitale di tutti i cittadini, che certi personaggi politici regionali stanno eliminando, anche per il probabile supporto di certi organi inquirenti, ormai divenuti sostenitori totali di certi poteri forti, ai quali è permesso tutto, in violazione grossolana della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana.

Fabriano, 21/01/2014
                                                      Partito Comunista dei lavoratori
                                                      sez. Ancona


18/01/14

PCL Macerata - Volantinaggio provinciale

Cliccando ed ingrandendo le immagini qui sotto potrete leggere il volantino che i militanti del Partito Comunista dei Lavoratori di Macerata stanno distribuendo in diverse località della provincia per rilanciare l'attività del partito ed aggregare nuovi compagni


16/01/14

Cafè Revolution n°56 (gennaio 2014)

Cliccando sulle immagini qui sotto potrete leggere il numero 56 (gennaio 2014) di Cafè Revolution, l'allegato mensile per la zona di Fabriano (AN) e dintorni al Giornale Comunista dei Lavoratori.

 

 

15/01/14

VOLANTINO SEZIONE PROVINCIALE MACERATA

CONTRO LA DITTATURA DEGLI INDUSTRIALI E DEI BANCHIERI
COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA DEI LAVORATORI

Si è costituita, anche nella provincia di Macerata, una sezione del Partito
Comunista dei Lavoratori. Un gruppo di compagni che non vuole arrendersi
all’idea di poter cambiare le ragioni della propria esistenza: rovesciare il
capitalismo, utilizzando il Marxismo.
L’unicità del nostro partito, nel desolante panorama della sinistra governi sta, o
‘’antagonista’’, ma puramente ‘’critica’’, rende non solo necessario ma anche
possibile, sviluppare una vera e propria ‘’offensiva’’ per guadagnare nuove
adesioni militanti al nostro Partito, cioè all’unica organizzazione che procede,
seppur tra mille difficoltà, verso la costruzione di un partito rivoluzionario su
scala nazionale ed internazionale (la IV), perché, come ci piace dire, ‘’solo la
rivoluzione cambia le cose’’.
È a questa verità che dobbiamo dare un partito, per conquistare la maggioranza
del proletariato e condurre lo stesso alla conquista del potere, l’unico positivo di
cui gli sfruttati hanno bisogno.
                                      
                                            PROGRAMMA POLITICO
 
1. L’indipendenza di classe: perché non potrà mai esserci nessuna
collaborazione tra classi mortalmente nemiche (sfruttatori – sfruttati)
2. Blocco immediato dei licenziamenti, con l’esproprio della aziende che
licenziano, inquinano e colpiscono i diritti sindacali
3. Abolizione delle leggi di precarizzazione del lavoro, e assunzione dei precari
a tempo pieno ed indeterminato
4. Ripartizione, fra tutti, del lavoro esistente con la riduzione dell’orario di
lavoro a parità di salario
5. Recupero salariale e pensionistico, rispetto alle perdite degli ultimi anni
6. Un grande piano di nuovo lavoro, finanziato con l’abolizione del debito
pubblico verso le banche
7. Nazionalizzazione delle banche, senza indennizzo per i grandi azionisti, ed
unificazione in un’unica banca pubblica sotto controllo sociale
8. Tassazione dei grandi redditi e patrimoni
9. Abrogazione unilaterale del concordato con il Vaticano, abolizione di tutti i
privilegi fiscali, giuridici e normativi che lo Stato borghese concede alla
Chiesa, a partire dalla questua dell’otto per mille
10. Abolizione dei finanziamenti pubblici per scuole, università, sanità privata e
la loro statalizzazione, sotto controllo sociale
11. Abolizione delle opere militari, e riconversione delle industrie belliche, in
lavoro socialmente utile
 
Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione Provinciale Macerata
 

Per eventuali contatti: ILARIO 338 7192678
ENRICO 333 3539254
FABRIZIO 342 7287184
mail: pcl.mc@hotmail.it

04/01/14

3° congresso nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori.


Si è aperto oggi a Rimini il 3° congresso nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori. L’assise congressuale è stata introdotta dalla relazione del portavoce nazionale Marco Ferrando.
Ferrando ha aperto attaccando il capitalismo “che da un lato ha creato la ‘crisi economica’, dall’altro ne ha fatto pagare ovunque le conseguenze alle classi lavoratrici, privatizzando i profitti e socializzando le perdite come nel caso del ‘salvataggio’ delle banche. Tutto ciò è avvenuto e avviene ad ogni latitudine: dagli Usa di Obama all’Europa di Hollande, Merkel, Letta, ecc.”
“In questo quadro internazionale” – ha proseguito Ferrando – “in Italia la fine dell’unità nazionale segna un netto indebolimento del governo. Parallelamente la crisi capitalista e gli equilibri interni di maggioranza impediscono al governo di rispondere al suo blocco sociale di riferimento. Il movimento operaio resta assente dallo scenario della crisi politica per responsabilità delle sue direzioni, anche della Fiom di Landini, che rinuncia all’opposizione in CGIL e si accoda la nuovismo renziano.
Una risposta anticapitalista, comunista e rivoluzionaria è assolutamente necessaria, anche per recuperare a sinistra chi si è illuso con le sirene populiste di Grillo/Casaleggio o ha cercato una risposta alla propria condizione nelle manifestazioni reazionarie dei forconi.”
Ferrando ha poi presentato le proposte principali del PCL: “- la piena rottura col padronato, il suo governo, i suoi partiti e le forze populiste: per un fronte unico di lotta del movimento operaio contrapposto a Renzi, Grillo, Berlusconi; - l’unificazione delle lotte di resistenza sociale attorno ad una piattaforma comune di vertenza generale; - un programma generale contro la crisi apertamente anricapitalista”

“Solo una mobilitazione generale e radicale della classe operaia può unificare attorno a sé l'insieme del lavoro dipendente, i precari, i disoccupati, le masse femminili sfruttate, e i settori impoveriti della piccola borghesia. Solo questa mobilitazione radicale può strappare risultati concreti”.
“Perché in definitiva” - ha concluso Ferrando – “solo la rivoluzione può cambiare le cose”

Rimini 3 gennaio 2014

Ufficio Stampa PCL

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI