13/04/12

LA CRISI DELLA LEGA: UN'OCCASIONE PER IL MOVIMENTO OPERAIO

La crisi della Lega Nord non inizia oggi. Ma certo quella crisi oggi conosce un salto qualitativo e un possibile punto di svolta.

LEGA NORD: UN PARTITO DEL SISTEMA CONTRO I LAVORATORI

La Lega ha rappresentato negli ultimi 20 anni una parte costituente decisiva della Seconda Repubblica. Contro la sua autorappresentazione propagandistica di partito “antisistema”, la Lega ha costituito nei fatti uno strumento di governo fondamentale della borghesia italiana contro i lavoratori. Indipendentemente dalla mutevole collocazione parlamentare del Carroccio, tutte le misure più reazionarie assunte dal grande capitale e dai suoi governi contro il lavoro hanno avuto per decenni la firma della Lega o il sostegno della Lega. La Lega ha sostenuto 20 anni fa, dall'”opposizione”, la distruzione della scala mobile dei salari (92/93). Ha varato, come partito di governo alleato del centrosinistra, la controriforma contributiva della previdenza pubblica ( governo Dini '95). Ha gestito in prima persona, col ministro Maroni e in alleanza con Berlusconi, le più gravi misure di precarizzazione del lavoro di un intera generazione ( Legge 30, 2002). Ha infine gestito con l'ultimo governo del Cavaliere la straordinaria stretta sociale contro la scuola pubblica, la sanità pubblica, gli enti locali, in funzione del pagamento degli interessi alle banche ( finanziarie Tremonti 2008/9/10). Se “Roma è ladrona”- e sicuramente lo è ai danni del lavoro- Bossi e Maroni sono stati fra i suoi capobanda, non certo fra i suoi avversari.

La corsa di tanti commentatori borghesi in questi giorni a salvare l'immagine della Lega, a lodare “nonostante tutto” la sua “funzione storica per il Nord”, a esaltare il “genio” di un avventuriero ciarlatano come Umberto Bossi, è solo l'espressione giustificata di un debito di riconoscenza per il lavoro sporco compiuto dal Carroccio contro il proletariato italiano.

LA MITOLOGIA PADANA: DIVERSIVO DELL'IMMAGINARIO E CALMIERE SOCIALE

La capacità della Lega è stata quella di nascondere questo lavoro reale agli occhi di grandi masse, dietro la maschera di una mitologia immaginaria, ogni volta abilmente rinnovata. Sia al proprio interno con la produzione artificiale del mito farlocco della Padania e dei suoi riti, quale potente cemento identitario del proprio campo militante. Sia nella proiezione pubblica, con la sequenza propagandistica prima della “Secessione” e poi del “Federalismo”: ogni volta spostando in avanti l'orizzonte della Terra Promessa agli occhi di vasti settori di popolo, per aiutarlo a sublimare le proprie delusioni nel presente. La guerra della Lega ai migranti, col suo carico di cinismo, di crimini e di orrori, sta in questo quadro: è stata ed è la volontà di dirottare il malcontento sociale di ampi strati popolari- prodotto della crisi e delle politiche dominanti- contro le fasce più marginali del proletariato e delle masse oppresse, riprodotte e allargate da quelle stesse politiche e dalla crisi capitalistica internazionale. Anche qui la “cacciata dei migranti” all'insegna del motto “padroni in casa nostra” viene rappresentata come mito liberatorio: un altro giardino dell'Eden, da coltivare e innaffiare col veleno quotidiano della Xenofobia, per farlo fruttare nell'urna. E al tempo stesso un altro prezioso diversivo dell'immaginario, un altro potente calmiere sociale, in funzione della conservazione dell'ordine borghese e della sua miseria.

LA CRISI CAPITALISTA SMASCHERA L'ILLUSIONISMO LEGHISTA

Questo impasto reazionario da illusionisti da circo mostrava da tempo la propria usura. Nel momento della massima espansione del ruolo politico della Lega, a livello nazionale ( ultimo governo Berlusconi) e locale ( conquista di Piemonte e Veneto), iniziava paradossalmente la sua parabola declinante.

La grande crisi capitalista a partire dal 2008 presentava il conto alla Lega. Il salto delle leggi finanziarie straordinarie per inseguire il pagamento del “debito pubblico” colpiva pesantemente la base elettorale popolare della Lega, distruggendo la credibilità delle tradizionali promesse di riduzione fiscale per la piccola borghesia. Le politiche di taglio verticale dei trasferimenti pubblici verso Regioni e Comuni, imposte dall'emergenza finanziaria, da un lato smentiva nel modo più clamoroso la propaganda leghista del federalismo, mostrando un federalismo reale esattamente capovolto rispetto a quello immaginario; dall'altro minava le basi materiali del potere leghista sul territorio, riducendo i suoi margini redistributivi, e acuendo le contraddizioni interne del suo composito blocco sociale: mancanza di fondi per infrastrutture, crisi della piccola impresa, moltiplicarsi di vertenze aziendali sul territorio, dilagare della disoccupazione giovanile anche nel Nord. Lo scenario sociale del settentrione cambiava volto: e finiva col minare la credibilità dell' armamentario mitologico del Carroccio. La stessa presa tradizionale delle campagne d'ordine sulla “sicurezza” antimigranti si indeboliva a livello di massa: perchè ben altre urgenze materiali investivano la condizione popolare, segnate dalla rapina dei banchieri e dei capitalisti assai più che dal furtarello... di uno zingaro.
Negli ultimi tre anni, l' abbraccio mortale del berlusconismo e della sua crisi, le crescenti differenziazioni interne al leghismo con la fine del suo vecchio monolitismo, l'apertura di una vera e propria guerra di successione per il dopo Bossi, accompagnavano e scandivano una parabola declinante che aveva già, di per sé, robuste radici materiali.

LO SCANDALO LEGA: UN PARTITO BORGHESE “COME GLI ALTRI”

L'attuale scandalo che investe la Lega segna un indubbio salto di qualità. Perchè è una vendetta liberatoria della verità sul mito. Lo scandalo è innanzitutto la radiografia della miseria morale del massimo entourage dirigente della Lega: un impasto di familismo, nepotismo, affarismo, col contorno di ruberie, truffe penose e cartomanzie esoteriche. L'affresco ambientale è impietoso. Umberto Bossi, ex ministro delle “riforme istituzionali”(!), appare nelle vesti di protettore e garante di un figlio grullo e rampante, di una moglie avida e spregiudicata, di un tesoriere faccendiere già buttafuori. Mentre l'attuale vicepresidente del Senato ( Rosi Mauro), già improbabile sindacalista, emerge col volto di una fattucchiera parassita e ricattatrice. “Padroni a casa nostra” recitava lo slogan: ma pochi avevano pensato che la “casa” fosse quella di Bossi e dei suoi famigli. Che di ( cerchio) “magico” ha davvero assai poco.

Al tempo stesso lo scandalo va ben al di là del familismo privato di Gemonio. Getta un fascio di luce più ampio sulle relazioni materiali del leghismo con gli ambienti del capitale: la pista Belsito porta in Fincantieri, porta in Vaticano, porta alle cosche della ndrangheta calabrese, porta nei paradisi fiscali del riciclaggio internazionale. Non si tratta della personale spregiudicatezza di una “mela marcia”, peraltro da tutti tollerata e coperta sino all'esplosione dello scandalo. Si tratta dell'anatomia di un partito borghese “come gli altri”. Come gli altri, crocevia di guerra di cordate e di affari. Belsito è solo l'antropologia della Lega, quale ordinario partito borghese.

Ma proprio l'apparire “un partito come gli altri” agli occhi di chi lo aveva immaginato “diverso” costituisce per la Lega, più che per altri, un vero problema politico. Un partito che ha vissuto sulla falsificazione della propria realtà, che ha costruito il proprio mito su quella falsificazione, non può sottrarsi al processo della verità. Che può essere ben più severo di quello della magistratura.

GLI SBOCCHI INCERTI DI UNA CRISI STORICA

Non è possibile prevedere la dinamica della crisi della Lega. E sarebbe sbagliato, purtroppo, celebrare sbrigativamente il suo de profundis. La Lega conserva risorse militanti consistenti, dispone tuttora di un radicamento territoriale diffuso, ha margini di ricambio del proprio gruppo dirigente, dove l'ascesa di Maroni ( odioso ministro anti migranti) potrebbe, a certe condizioni, riabilitare in parte l'immagine.
Ma la possibilità di una frana a valanga del leghismo è per la prima volta presente. Per la prima volta- a differenza che nel 94- tutti i fattori della crisi del leghismo si presentano congiuntamente e in forma concentrata: crisi della sua base sociale, crisi di leadership al massimo livello, crisi di immagine pubblica, crisi di alleanze e prospettiva politica. Per la prima volta siamo di fronte ad una crisi storica del principale partito del blocco reazionario del Settentrione.

SOLO UNA SVOLTA DEL MOVIMENTO OPERAIO PUO' PRECIPITARE LA CRISI DELLA LEGA SINO AL PUNTO DI NON RITORNO

Questo punto d'analisi è ricco di implicazioni politiche per il movimento operaio. La crisi della Lega è un'occasione preziosa per liberarsi di anni di menzogne reazionarie contro i lavoratori e i settori più oppressi della società. L'obiettivo può e deve essere quello di lavorare per precipitare la crisi del leghismo oltre il punto di non ritorno: liberando innanzitutto dall'abbraccio leghista quei settori proletari del Nord che sono stati egemonizzati dalle suggestioni reazionarie di Bossi.

Ma questo lavoro di scomposizione del blocco sociale leghista richiede una svolta radicale di programma e di azione del movimento operaio.
Le fortune della Lega negli ultimi 20 anni sono state direttamente proporzionali alla crisi della classe operaia italiana, per responsabilità preminente delle sue direzioni. Se la rabbia di alcuni settori proletari del settentrione è stata ripetutamente capitalizzata dalle mistificazioni della Lega, ciò è avvenuto anche in ragione della subordinazione delle sinistre politiche e sindacali al grande capitale. Se oggi la Lega conserva nonostante tutto uno spazio potenziale di parziale recupero negli strati popolari, ciò è anche in ragione della presenza di un governo di Confindustria e Banche, retto dai liberali del PD, e aiutato dalle disponibilità sindacali.

Rompere con la borghesia, i suoi partiti, i suoi governi, è dunque la condizione necessaria per intervenire nella crisi profonda del leghismo da un versante di classe.
Solo una classe operaia che ritrova fiducia nella propria forza, che si pone al nuovo livello di scontro sociale imposto dal padronato e dal governo, che sa indicare un'alternativa anticapitalista e rivoluzionaria alla crisi capitalista, può polarizzare attorno a sé i più ampi settori proletari liberandoli da ogni subordinazione alla reazione.

Ma questa svolta richiede una nuova direzione politica e sindacale del movimento operaio italiano. Non una burocrazia dirigente della CGIL succube del PD e dunque del governo delle banche che il PD sostiene. Non sinistre cosiddette “radicali” ( da SEL a FDS) che continuano a inseguire il PD liberale per strappare al suo tavolo assessorati e ministeri, come già in passato. E neppure un antagonismo inconcludente senza progetto. Ma una sinistra rivoluzionaria antisistema, che non abbia altro interesse che la difesa del lavoro e la rivoluzione sociale. Che porti in ogni movimento di lotta un progetto di liberazione: la prospettiva di un governo dei lavoratori.

La costruzione del Partito comunista dei Lavoratori(PCL), trova una ragione in più nella crisi storica del leghismo.
MARCO FERRANDO
Partito Comunista dei Lavoratori
Portavoce Nazionale

Il PD regala a Monti ciò che i lavoratori avevano negato a berlusconi - volantino nazionale

Volantino nazionale che il Partito Comunista dei Lavoratori
sta distribuendo in questi giorni in tutta Italia

Volantino nazionale: NO alla truffa dell'Art.18!

Volantino nazionale che il Partito Comunista dei Lavoratori sta distribuendo in questi giorni in tutta Italia

12/04/12

Fabriano: forum candidati del Resto del Carlino (part.3 - trasporti e viabilità) - le risposte del PCL

Le risposte del candidato sindaco a Fabriano del Partito Comunista dei Lavoratori, Youri Venturelli, al Forum candidati promosso dal Resto del Carlino di Ancona. Terza puntata - argomento "Trasporti e Viabilità"
 
1 – Realizzerà  – e se sì dove – nuovi parcheggi lungo l’area urbana?
Nuovi parcheggi sono sempre auspicabili. Però non dimentichiamo che ci sono interventi ben più urgenti, come quelli a favore dei lavoratori, dei giovani e delle famiglie. Altrimenti tra un po’ avremo i parcheggi ma molti dovranno rinunciare all’automobile. Quindi i soldi si spendano solo per opere estremamente urgenti. E sempre nell’ottica di lasciare l’auto fuori dal centro e favorire la pedonalizzazione della città. 
2 – Realizzerà  – e se sì dove –  nuove rotatorie al posto dei semafori?
Queste sono scelte molto tecniche, che competono più un ingegnere civile che un sindaco. Detto questo ribadiamo che i soldi ora vanno spesi solo per opere estremamente urgenti: il resto devono andare tutti a sostegno dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani.
3 - Confermerà la scelta appena in vigore di non avere più bus urbani la domenica?
Sono scelte che contrastano con la nostra sensibilità a favore dei servizi che devono essere sempre di più e sempre più "pubblici". Bisogna spingere le persone a lasciare il più possibile l'auto a casa e dare un servizio essenziale alle persone anziane, ai ragazzi ed a chi non può più permettersi l'auto. Si può razionalizzare il servizio ma non si può tagliarlo in toto.

Fabriano: forum candidati del Resto del Carlino (part.2 - il Commercio) - le risposte del PCL

Le risposte del candidato sindaco a Fabriano del Partito Comunista dei Lavoratori, Youri Venturelli, al Forum candidati promosso dal Resto del Carlino di Ancona. Seconda puntata - argomento "Commercio"
 
1 - E’ favorevole all’apertura notturna dei negozi del centro storico almeno nel periodo estivo?
Assolutamente no. Almeno che non ci siano particolari manifestazioni come la notte bianca o altro a cui i commercianti ed i lavoratori del commercio aderiscano volontariamente. La deregulation degli orari penalizza infatti i piccoli commercianti e soprattutto i lavoratori del commercio che perdono il loro diritto ad orari più umani e riposi settimanali garantiti.
2 - E’ favorevole alla liberalizzazione del governo Monti, già applicata da Fabriano, sugli orari, domeniche comprese?
Come dicevo siamo contrarissimi. Il commercio è in crisi perché molti cittadini hanno perso il lavoro e chi ce l’ha prende una paga da fame e non ha nessuna certezza perché precario.Non c’entrano nulla gli orari di apertura. Questa liberalizzazione, che continuo a definire deregulation, è solo un regalo del Governo dei banchieri e dei grandi capitalisti alla grande distribuzione. Tutto a discapito dei piccoli commercianti e dei diritti fondamentali dei lavoratori del commercio.
3 - Pensa che il Comune debba rilasciare nuove licenze commerciali?
Noi da comunisti siamo sempre stati a favore di un’economia pianificata, in cui si valutano prima gli effettivi bisogni dei cittadini e poi si prendono le scelte conseguenti. Questo però non vuol dire che bisogna creare delle “lobby” di ricchi commercianti che tagliano le gambe ai giovani che vogliano aprire un attività commerciale. Quindi si possono concedere nuove licenze, ma in maniera trasparente, con parsimonia e senza abusi. Ribadiamo comunque che la crisi del commercio rimane legata esclusivamente all’impoverimento dei lavoratori e delle loro famiglie: quello è il primo problema da affrontare.

Fabriano: Lavoro, prima emergenza

Dal quotidiano Corriere Adriatico del 12/04/2012

[...]Il lavoro è l’argomento principale su cui si concentra pure Youri Venturelli (Pcl), secondo il quale “dobbiamo rompere l’immobilismo che regna ormai da anni tra i partiti e i sindacati, altrimenti non si muoverà nulla, la situazione rimarrà statica e ad essere penalizzati saranno come sempre i soggetti più deboli della società. Per questo siamo vicini ai lavoratori, agli anziani, ai disoccupati, ai precari e ai giovani contro i poteri forti”.

11/04/12

IL PCL di Pesaro contro una nuova volgare aggressione fascista


Comunicato Stampa

E' successo ancora. A Cattolica, nella notte tra l'8 e il 9 aprile, due ragazzi stranieri sono stati volgarmente aggrediti da un branco di fascisti. Stavolta si è giunti persino all'accoltellamento al torace ed al ricovero in ospedale delle vittime, la cui situazione è stata definita grave, per quanto non siano in pericolo di vita. I cinque aggressori sono tutti italiani, di buona famiglia ed innegabilmente fascisti, come testimoniato dai metodi dell'aggressione (cinque contro due) e dal materiale ritrovato a casa dei tre aggressori che sono stati arrestati.
Quanto tempo deve trascorrere ancora prima che venga fuori il morto, nell'indifferenza generale? E' ora di finirla, una volta per tutte: siano resi persino pubblici i nomi e i cognomi per esteso (a nulla servono le sole iniziali), su tutti gli organi di stampa, degli infami che si sono macchiati di un tale gesto, perchè di fronte a tali crimini nemmeno la tutela legale ed il principio della presunzione d'innocenza (di fronte a cotanta evidenza!) possono essere avanzati a loro difesa. Siano chiusi , uno per uno e senza tolleranza alcuna, tutti i covi fascisti esistenti in zona, da Forza Nuova a Casa Pound, e siano svelati con chiarezza i legami politici e le connivenze (ad ogni livello amministrativo) che permettono a queste carogne di proliferare con i loro deliri xenofobi e i conseguenti atti di violenza.
Antifascismo militante non è una definizione vana, di principio, ma una linea concreta da seguire affinchè non si abbassi mai la guardia di fronte a questa marea montante di gesti criminali, e non li si lasci passare nell'indifferenza generale fino a che non saranno raggiunte conseguenze tragiche, ancor più in una congiuntura di crisi, come quella attuale, in cui il berciare xenofobo ha storicamente maggiori possibilità di attecchire, dipingendo lo straniero come il caprio espiatorio in maniera tale da incanalare contro di lui l'indignazione popolare spostandola così dagli organi del potere costituito contro i quali dovrebbe essere oggettivamente rivolta.
Noi, come Partito Comunista dei Lavoratori, ci impegneremo concretamente e quotidianamente affinchè questo principio passi ed unisca concretamente tutti coloro che fanno dell'antifascismo un punto cardine della propria vita personale e politica.


Partito Comunista dei Lavoratori
Sez. Pesaro
http://alicemail.rossoalice.alice.it/cp/imgalice/s.gif

08/04/12

Fabriano: forum candidati del Resto del Carlino (part.1 - il Centro Storico) - le risposte del PCL

Le risposte del candidato sindaco a Fabriano del Partito Comunista dei Lavoratori, Youri Venturelli, al Forum candidati promosso dal Resto del Carlino di Ancona. Prima puntata - argomento "centro storico"

1 – Centro storico: quali gli orari giusti per l’eventuale accesso al traffico?
Sono 20 anni che si sente parlare di chiusura al traffico di tutto il centro storico. Se è un modo per disincentivare l’uso dell’auto, valorizzare il patrimonio artistico della città e permettere ai cittadini di riappropriarsi di un luogo libero dal traffico non possiamo che essere favorevoli. Certo, modi e tempi vanno decisi di concerto con la popolazione. 
2 – Confermerà la presenza e l’attuale posizionamento dei pilomat blocca-traffico?
I pilomat devono individuare un luogo di ritrovo, di fruizione del patrimonio artistico e di svolgimento delle attività sociali e culturali. Non devono però rappresentare una limitazione troppo pesante per gli abitanti e le attività commerciali. Bisogna trovare un compromesso tra chi in centro ci vive, chi ci lavora e chi, cittadino o turista, ne vuole semplicemente godere la bellezza e le attrazioni. 
3 - E’ favorevole all’apertura al traffico notturno almeno durante il periodo invernale?
Non credo sia un problema così rilevante nella situazione di degrado sociale ed economico in cui vive la nostra città. Penso comunque che bisogna valutare i vantaggi e gli svantaggi della cosa: probabilmente in inverno è una scelta giusta per non penalizzare troppo i cittadini del centro. 

07/04/12

PCL Fabriano ed il fiume Giano: articolo del Corriere Adriatico

Dal quotidiano Corriere Adriatico del 07/04/2012


I dubbi del Pcl

“Prioritaria la bonifica del fiume Giano”

Fabriano “Prima di scoprirlo, pensiamo a bonificarlo”. Il Partito comunista dei lavoratori interviene sulla questione della riapertura del fiume Giano nel centro storico. “Quella del Giano – fa sapere il Pcl – è una delle situazioni più critiche create dall’assenza di qualsiasi politica di tutela dell’ambiente. Un problema sempre mascherato da giunte comunali inadeguate e dalla concezione che il territorio non sia da valorizzare, ma soltanto da sfruttare. L’errore è stato fatto decenni fa, quando il torrente è stato coperto. Adesso, scoprirlo sarebbe un’operazione complicata e anche rischiosa”. Secondo il Pcl, “prima di sprecare denaro in queste fantasiose operazioni, si deve pensare alla messa in sicurezza idrogeologica del fiume alla sua bonifica. Il Giano, infatti, è gravemente inquinato e dall’inizio di quest’anno la qualità della sua acqua è stata ulteriormente declassata dalla Provincia di Ancona. Perché non si sono fatte finora operazioni di bonifica, sicuramente molto più utili e poco costose?”.

05/04/12

Elezioni comunali 2012: IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PCL


Partito Comunista
dei Lavoratori

FABRIANO - Elezioni comunali 6/7 maggio 2012





Programma per il rilancio della condizione

dei lavoratori e delle loro famiglie a Fabriano


Il pcl a fabriano

Il Partito Comunista dei Lavoratori è un partito anticapitalista di ispirazione egualitaria e libertaria, antistalinista ed ambientalista, che ripudia ogni forma di xenofobia e promuove l’emancipazione economica e culturale dei lavoratori/trici, dei disoccupati, dei giovani, dei pensionati. 

Il Partito Comunista dei Lavoratori si presenta a queste elezioni comunali con lo scopo di eleggere un suo rappresentante all’interno del Consiglio Comunale di Fabriano, che porti fuori e dentro le Istituzioni la voce dei lavoratori e delle loro famiglie e che denunci tutti gli “inciuci” che si consumano tra gli scranni consiliari.

Il Partito Comunista dei Lavoratori presenta un programma radicale di rottura con le giunte di centrosinistra precedenti che nulla hanno fatto per rispondere alla drammatica crisi del lavoro a Fabriano. In segno di discontinuità con i partiti di pseudo-sinistra che candidano gli stessi politici che ci hanno governato in questi anni, i nostri candidati non sono “politicanti di professione”, ma un gruppo di persone “vere”, che rappresenta tutte le istanze popolari della nostra città: operai, precari, disoccupati, studenti e pensionati. Una lista giovanissima e ricca di presenze femminili. Il candidato Sindaco, Youri Venturelli, è un operaio Ardo in cassa integrazione, da tempo impegnato nella lotta per la difesa del lavoro e contro la svendita dei lavoratori operata dal Padronato con la complicità di amministratori locali e sindacati.

Le proposte del Partito Comunista dei Lavoratori sono costose ma necessarie. I fondi vanno reperiti evitando gli sprechi, eliminando i privilegi della Chiesa e della Plutocrazia cittadina, ma soprattutto rompendo il Patto di Stabilità interno. Infatti questo scellerato “patto con il diavolo”, imposto dal primo Governo Prodi su dettato dell’ UE, si è rivelato un vero e proprio cappio al collo degli enti locali, che colpisce solo le classi meno abbienti: il Patto impone di risparmiare per pagare il debito pubblico alle banche, costringendo i comuni allo smantellando di tutti i servizi pubblici e gli interventi assistenziali riservati ai più “deboli”.



Lavoro

Fabriano è una realtà industriale monosettoriale, a bassa tecnologia, monopolizzata da poche ed “intoccabili” famiglie di oligarchi che hanno spremuto  i lavoratori fabrianesi per poi scaricarli appena possibile. Per questo la globalizzazione e le delocalizzazioni (spesso finanziate anche con fondi pubblici concessi dalle giunte di centrosinistra) hanno provocato una crisi senza precedenti. Migliaia di  lavoratori, già stremati da vent’anni di precarietà e perdita del potere d’acquisto, sono rimasti senza alcuno stipendio. Il Comune, i Partiti ed i Sindacati, sarebbero dovuti intervenire a spada tratta a sostegno della lotta per il lavoro. Invece hanno mantenuto sempre una vergognosa equidistanza tra chi licenzia e chi viene licenziato, prodigandosi per raffreddare gli animi e congelando di fatto il movimento operaio.

·         Rompere l’immobilismo di Partiti e Sindacati



·         Promuovere a tutti i livelli la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio delle aziende che falliscono o licenziano



·         Patrocinio ufficiale del Comune a tutte le azioni di lotta per il lavoro



·         Confisca e riutilizzo, per creare nuovi posti di lavoro, di capannoni e macchinari appartenenti alle aziende che chiudono



·         Commissione di controllo sugli infortuni di lavoro e su ogni forma di sfruttamento o abuso



·         Commissione per l’ottimizzazione dell’utilizzo di finanziamenti europei rivolti al settore agricolo, artigianale e turistico  

Casa

L’emergenza casa è, subito dopo il dramma del lavoro, la piaga più profonda della società fabrianese. Centinaia di giovani e di famiglie che non riescono più a pagare l’affitto o il mutuo,rischiano di trovarsi per strada da un momento all’altro. Per questo il PCL aderisce al Comitato Antisfratto e partecipa ai suoi presidi che hanno già evitato diversi sfratti ingiusti. Ma ciò non basta. Bisogna trovare soluzioni a lungo termine che garantiscano a tutti un tetto sotto cui dormire o impediscano alle banche di rubare la casa a chi non riesce più a pagare il mutuo.



·         Fondo di solidarietà sociale per evitare sfratti e pignoramenti a chi ha perso il lavoro



·         Nuovo impulso all’edilizia popolare: e convertire in alloggi popolari le numerose case vuote o invendute, ed i patrimoni dei grandi imprenditori edili, della Chiesa e delle banche



·         Limitare i costi degli affitti stabilendo dei massimi ragionevoli e costringendo i proprietari di terze case sfitte ad affittarle



·         Rendere l’IMU, che colpisce tutti indiscriminatamente, proporzionale al reddito ed al patrimonio

Servizi sociali

Il Primo dovere morale di una Comunità è quello dell’assistenza dei bambini, degli anziani e delle fasce più deboli della società ed i servizi pubblici sono l’unica strada da percorrere per garantire a tutti una vita serena e i propri diritti di cittadinanza. Anche l’integrazione sociale dei migranti ed i diritti civili dei cittadini di qualsiasi sesso, colore e orientamento sessuale sono una priorità assoluta e costituiscono l’unico vero antidoto a maschilismo, razzismo ed omofobia.



·         Tutti i servizi sociali devono avere un costo proporzionale al reddito ed al patrimonio



·         Potenziamento, specialmente in questo periodo di crisi, di tutti i servizi sociali



·         Riconoscimento delle coppie omosessuali e di fatto



·         Promozione, a tutti i livelli, dell’integrazione dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie



Edilizia e Ambiente

Il territorio del comune di Fabriano ha subito negli ultimi decenni una profonda modificazione tutta a vantaggio della vita industriale e della speculazione edilizia. E’ ora di fermare la cementificazione selvaggia e fermare l’inquinamento o la distruzione di fiumi e campagne, troppe volte “tollerato” per favorire gli “amici” di turno. Inoltre bisogna investire sulle nuove tecnologie e sulla raccolta differenziata per risparmiare e diminuire l’impatto ambientale: attenzione però, perché gli speculatori ed i furbetti sono presenti anche lì. Infine il Partito Comunista dei Lavoratori aderisce al Comitato per l’Acqua Pubblica, che chiede il ritorno alla gestione comunale dell’acqua a Fabriano ed in tutta Italia.



·         Stop alla cementificazione selvaggia, nessuna autorizzazione a nuove opere che non siano strettamente necessarie



·         Investimenti pubblici nella green economy e stop alle speculazioni dei privati in questo campo



·         Ritorno immediato alla gestione pubblica e con criteri solidali dell’acqua



·         Stop all’inquinamento elettromagnetico, bonifica del fiume Giano dagli scarichi idrici e del quartiere S.Maria dal Tetracloroetilene



·         Riqualificazione e ripristino ambientale delle zone più degradate del territorio comunale





Arte e Cultura

Fabriano, in particolare i suoi giovani, sembra caduta in letargo. La mancanza di interesse verso la società di larga parte della popolazione si riflette in un qualunquismo disarmante. Per rompere la catena “lavora-consuma-crepa”, dobbiamo risvegliare le coscienze di tutti e coinvolgere i ragazzi nella vita attiva della città. Per stimolare la creatività, l’arte e la cultura occorrono spazi pubblici ed autogestiti restituiti alla cittadinanza (come il C.S.A. Fabbri) ed investire in eventi meno eclatanti e costosi ma che si svolgano durante tutto l’arco dell’anno e coinvolgano tutti gli abitanti.



·         Difesa degli spazi ricreativi e culturali comuni come il C.S.A. Fabbri



·         Eventi culturali più piccoli ma meglio distribuiti sul territorio e durante l’intero arco dell’anno



·         Garantire l’accesso gratuito o a prezzi popolari agli eventi culturali, ai musei, ai concerti etc. che si svolgono in edifici pubblici (come il teatro o il palazzetto)



·         Interventi di formazione culturale coordinati tra Comune ed associazioni per le giovani generazioni



Comune e Istituzioni

In una cittadina piccola come la nostra ci dovrebbe essere una partecipazione più attiva della cittadinanza alla vita pubblica, sia con funzioni propositive e consultive, sia con attività di controllo e giudizio sull’attività degli enti pubblici. Purtroppo anni di smobilitazione politica della società, di denigrazione dei movimenti, di delega in bianco ai politicanti di turno hanno fatto si che la distanza tra il popolo e le istituzioni cittadine è paurosamente aumentata. La gente non sa cosa fanno il Comune o i politici fabrianesi e se si trova di fronte ad un sopruso o un’ingiustizia non sa come farsi ascoltare. Per “riprenderci” il Comune dobbiamo andare contro il rigido “protocollo istituzionale” dietro cui si nascondono spesso malgoverno e clientelismo e  promuovere una vera e propria “rivoluzione” democratica all’interno del Municipio.  



·         Consigli comunali sempre aperti alla partecipazione di tutti i cittadini con diritto propositivo e di parola



·         Massima trasparenza dell’attività amministrativa: tutti gli atti comunali, interni ed esterni, devono essere immediatamente resi pubblici (tramite il sito)



·         Pubblicazione di tutte le spese, del bilancio, dei rimborsi di Sindaco e Assessori, degli stipendi dei dirigenti, dei costi delle consulenze esterne e degli appalti



·         Limitare al massimo tutte le esternalizzazioni del Comune



Il 6/7 maggio 2012 a fabriano vota:
Partito Comunista dei Lavoratori
Candidato sindaco youri venturelli

contatti: pclancona@alice.it - 3341770182

04/04/12

Fabriano – inquinamento da Tetracloroetilene: inizia la bonifica


COMUNICATO STAMPA:

In questi giorni di campagna elettorale per le comunali a Fabriano, sono apparsi dei vistosi manifesti in città che preannunciano le operazioni, dopo più di 20 anni, di bonifica dal tetracloroetilene nei quartieri di Santa Maria e nella zona del campo sportivo.

Il Partito Comunista dei Lavoratori si chiede che fine hanno fatto quei personaggi politici e pseudo-amministratori che per lunghi anni hanno spudoratamente negato la grave contaminazione delle falde acquifere dei due quartieri fabrianesi e, successivamente, provato ad insabbiare l’intera drammatica vicenda.

Il diritto inalienabile alla salute di tutti i cittadini fabrianesi non dovrebbe avere nessun colore politico e pertanto non si capiscono le immorali ragioni di così tanta reticenza e immobilismo.

Pertanto, anche a fronte dell’alta percentuale di terribili patologie tumorali registrate nel territorio fabrianese, il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica da subito un esame epidemiologico su tutti i cittadini fabrianesi esposti a questa ed altre contaminazioni da lunghi anni (ad esempio sull’utilizzo di amianto in alcune industrie locali).

E’ ora, forse è troppo tardi, che la magistratura e l’ARPAM aprano una doverosa inchiesta su tutto l’accaduto!

Invitiamo inoltre i cittadini a non votare chi si è reso complice, in questi anni, con il proprio silenzio di questa riprovevole vicenda.

Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento Provinciale di Ancona

Incredibile deriva a destra del PDCI: a Parma con i Finiani

La deriva a destra dei Comunisti Ialiani e Diliberto non ha fine:
leggete qui sotto cosa succede a Parma, il PDCI accetta di presentarsi in coalizione con alcune forze ex democristiane compresi gli ex-fascisti di Futuro e Libertà!

[...]E alla fine il cerchio si è chiuso. Gianfranco Fini doveva essere il leader del centrodestra berlusconiano, poi doveva esserlo del centrodestra post-berlusconiano, poi di un nuovo soggetto chiamato Futuro & Libertà, poi di un centro, di un Terzo Polo, di un partito della nazione, poi è finito alleato di Francesco Rutelli e si è fatto mangiare da quel gran furbone di Casini.
Ora c’è una novità. Colui che doveva cambiare il mondo e doveva rivoluzionare questo Paese è arrivato ad allearsi con il Partito dei Comunisti Italiani.
Non è uno scherzo, non è una battuta. E’ tutto vero. Accade a Parma, dove il Terzo Polo è diviso e all’interno di Fli è scoppiata una vera guerra. Ma per un gruppo non indifferente di finiani, compreso il coordinatore provinciale, la scelta è scontata: appoggio al candidato sindaco del Pd Bernazzoli.
Il partito di Fini entra così nella coalizione di centrosinistra, dove è presente pure il Partito dei Comunisti Italiani. I quali, a dire il vero, si sentono un po’ in difficoltà e hanno scritto un comunicato per ribadire che “oggi più che mai c’è bisogno di sinistra”.[...]

03/04/12

IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI(PCL) ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Il PCL è presente nelle elezioni comunali di tutti i capoluoghi regionali coinvolti dalla scadenza elettorale di Maggio: Genova, Palermo, Catanzaro.
E' inoltre presente nelle elezioni comunali di alcuni capoluoghi provinciali: Parma, Carrara, Pistoia.
E' infine presente nelle elezioni comunali di numerosi centri minori ma significativi: Rapallo, Cairo, Conegliano, Castiglion Fiorentino, Fabriano, Bella..

Si conferma che il PCL è ad oggi l'unico partito, a sinistra del PRC, a disporre di un insediamento territoriale nazionale capace di sostenere una presentazione elettorale diffusa. E' un fatto.

Nel mare del dilagante trasformismo, il nostro partito si presenta ovunque come forza autonoma e alternativa al centrodestra e al centrosinistra, sulla base di un programma apertamente anticapitalista, schierato sempre e comunque dalla parte dei lavoratori. Da qui la distinzione di fondo da tutte le altre “sinistre”: da SEL, ovunque parte organica del centrosinistra; dal PRC, quasi ovunque alleato col PD, per di più nel momento in cui il PD è stampella di Monti.

Le nostre rivendicazioni caratterizzanti, anche sul piano locale, riflettono una logica di rottura con le “compatibilità” del capitale in crisi e con le regole del gioco delle sua amministrazioni tradizionali: a partire dal ripudio del patto di stabilità e del debito pubblico verso le banche, l'abolizione del finanziamento pubblico a scuole e cliniche private, la trasformazione di tutti i contratti precari della pubblica amministrazione in contratti in tempo indeterminato, il limite di un salario medio operaio per gli eletti e dirigenti comunali, l'annullamento di tutte le privatizzazioni ed esternalizzazioni effettuate nel campo dei servizi sociali col loro ritorno sotto controllo pubblico e sociale..

Più in generale la nostra campagna elettorale avrà al centro l'opposizione frontale al governo Monti, comitato d'affari di Confindustria e banche, a difesa dei diritti e delle conquiste del lavoro, a partire dall'articolo 18, contro ogni compromesso sulla pelle dei lavoratori. Per noi l'opposizione a Monti è inseparabile dall'opposizione al PD che lo sostiene. Da qui l'appello pubblico che rivolgiamo a tutte le sinistre- politiche, sindacali, associative, di movimento- perchè rompano col governo, col PD, con Napolitano, e uniscano le proprie forze attorno a un programma di mobilitazione sociale radicale per una vera alternativa.

La rivendicazione della cacciata del governo Monti, e di uno sciopero generale vero, mirato a bloccare l'Italia sino al ritiro delle misure annunciate, è e sarà ovunque uno strumento centrale di agitazione popolare del PCL: nei luoghi di lavoro, nei comizi di strada e di piazza, negli scioperi e nelle lotte, nelle organizzazioni sindacali e di massa.

Il tutto nella prospettiva di fondo della rivoluzione socialista e di un governo dei lavoratori, quale unica soluzione alternativa al fallimento storico del capitalismo.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Fabriano 14 aprile 2012: corteo NO TAV


Questo appello è rivolto a tutti gli uomini e donne che in questi mesi si sono schierati al fianco del movimento NO TAV, a tutti coloro che si battono contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite e delle nostre relazioni sociali.
Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà a vita, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa, di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun uomo, donna, bambino e bambina. Qui e ovunque. In ogni ospedale che chiude, in ogni scuola che va a pezzi, in ogni piccola stazione abbandonata, in ogni famiglia che perde la casa, in ogni fabbrica dove Monti regala ai padroni la libertà di licenziare chi lotta, ci sono le nostre ragioni.

Il prossimo mercoledì 11 aprile vogliono che l’occupazione diventi legale. 
Quel giorno hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Potranno entrare nel fortino fortificato come in guerra solo uno alla volta: se qualcuno non si presenta procederanno comunque. L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori.
Come è stato chiesto dalla valle “diffondiamo la resistenza”, per far si che la rete di solidarietà diventi ancora più forte.
Per questo sabato 14 aprile anche a Fabriano verrà organizzato un corteo/presidio NO TAV. L’appuntamento è alle ore 17 davanti lo chalet per poi muoversi in corteo fino alla piazza del Comune.
Ci auguriamo che tutte le associazioni, i sindacati, i movimenti, i partiti e singoli cittadini, che si battono contro la devastazione del territorio e per la difesa dei beni comuni, aderiscano alla nostra iniziativa.

Per adesioni mandare un’email a collettivofabriano@libero.it

Centro Sociale Autogestito Fabbri

02/04/12

Elezioni Fabriano: la sinistra non ha perso perchè divisa, ma perchè ha smesso di essere tale


Qui sopra il volantino del PCL di Fabriano per le elezioni comunali 2012 distribuito sabato 31/3/12 in tutta la città.

Milano, 31 marzo 2012: Occupy Piazza Affari - volantino del PCL e interviste a Ferrando


 

NO DEBITO, NO MONTI, NESSUNO TOCCHI L’ART 18!
VOLANTINO PER LA MANIFESTAZIONE OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI

Oggi la lotta inizia soltanto.
Essa dovrà proseguire fino alla cacciata di Monti e al ripudio del debito verso le banche.
Il vasto schieramento di opposizione sociale e politica oggi in piazza raccoglie il testimone delle decine di scioperi spontanei e mobilitazioni operaie di questi giorni in tutta Italia in difesa dell’art. 18. E lo rilancia con la potente richiesta dello sciopero generale prolungato.
IL DEBITOL'ideologia dominante presenta l'esplosione del debito pubblico come effetto di un eccesso di concessioni sociali e “privilegi” alle classi subalterne. E' vero l'opposto. Il debito pubblico è esploso come conseguenza della crisi del capitalismo, della caduta del saggio di profitto, e delle politiche antioperaie e antipopolari tese a contrastarla.
L'intera politica delle classi dominanti europee e dei loro governi si impernia attorno al pagamento degli interessi sul debito. Le stesse banche che hanno concorso alla voragine del debito pubblico diventano beneficiarie del pagamento del debito promuovendo attraverso governi di fiducia un autentico massacro sociale.
Un massacro sociale che non solo non contrasta la crisi, ma concorre a cronicizzarla, lungo una spirale senza fine: recessione, crescita del debito, tassi d'interesse usurai, nuove rapine sociali, nuove spinte recessive.
Non è il “fallimento del liberismo”. E' il fallimento di tutte le politiche borghesi di fronte alla crisi del capitalismo.
Il caso italiano è esemplare. Da un lato il governo Monti ha garantito con risorse pubbliche le banche italiane, per consentire loro di incassare l'enorme regalia di 116 miliardi dalla BCE. Dall'altro lato l'economia italiana cade in recessione, con l’immiserimento dei lavoratori e delle classi subalterne. Mentre i tassi di usura praticati dalle banche restano altissimi o addirittura crescono.
Non si può uscire da questa spirale distruttiva senza ripudiare il debito pubblico, nazionalizzare le banche senza indennizzo verso i grandi azionisti, unificarle in un'unica banca pubblica sotto controllo sociale.
La verità è che il capitalismo è fallito e non è riformabile. Non è possibile “una nuova politica economica senza affidare il potere decisionale ai lavoratori rovesciando la dittatura di industriali e banchieri.
Per questo rivendichiamo:
• il debito non va pagato: lo paghi chi l’ha creato (banche, finanza, CONFINDUSTRIA e chiesa);
• la nazionalizzazione delle banche e delle assicurazioni sotto controllo operaio salvaguardando i piccoli risparmiatori;
• il controllo operaio sulla produzione, attraverso l’abolizione del segreto commerciale e l’apertura dei libri contabili;
• la nazionalizzazione dei grandi gruppi capitalistici dell’industria, come la FIAT;
• un grande piano di opere sociali di pubblica utilità invece di opere inutili e dannose come la TAV o il ponte sullo stretto.
L’ART.18Dopo aver distrutto le pensioni di anzianità, il Governo Monti mira al cuore dei diritti del lavoro: il diritto al reintegro se sei licenziato senza giusta causa. A ciò si aggiunge il mantenimento di tutte le forme di precarizzazione del lavoro, e addirittura la drastica riduzione degli ammortizzatori sociali per 4 milioni di lavoratori.
Ma la partita in realtà non è “chiusa” come vorrebbe Monti. Può essere riaperta dalla forza di 16 milioni di lavoratori. Se solo quella forza sarà dispiegata. I sindacati non possono sottrarsi a questa responsabilità. A cominciare dalla CGIL. Il rinvio a fine maggio dello sciopero generale come annunciato dalla Camusso è più di un grave errore: è il segno della subalternità all’esigenza di trovare un “compromesso” che salvi il PD e di riflesso il governo
Al contrario tutti i lavoratori d’avanguardia e con essi tutti i settori popolari colpiti dal massacro sociale, sono chiamati contrastare questa prospettiva e questa logica:

- L'articolo 18 definisce un diritto inviolabile del lavoratore. Questo diritto non può essere manomesso. I diritti degli operai non possono essere terreno di mercanteggiamento.
- Migliaia di lavoratori, in questi giorni hanno già intrapreso l'azione di sciopero.. Questo è il momento di proclamare lo sciopero generale.

SCIOPERO GENERALE SUBITO, AZIONE DI MASSA PROLUNGATA CHE BLOCCHI l'ITALIA SINO AL RITIRO DELLE MISURE ANNUNCIATE

ASSEMBLEA NAZIONALE DI DELEGATI ELETTI PER DEFINIRE UNA PIATTAFORMA DI LOTTA UNIFICANTE E APRIRE UNA VERTENZA GENERALE DI TUTTO IL MONDO DEL LAVORO, DEI PRECARI, DEI DISOCCUPATI


VIA IL GOVERNO DELLA CONFINDUSTRIA E DELLE BANCHE. GOVERNINO I LAVORATORI.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Calearo: elettori del PD, il PCL ve l'aveva detto!

Dopo le polemiche giustamente suscitate dalla registrazione radiofonica che qui di seguito pubblichiamo di Calearo (deputato eletto col PD e poi transitato col centrodestra), ci piace ricordare che il PCL (purtroppo inascoltato) aveva a più riprese avvertito prima delle elezioni gli elettori di centrosinistra. A questo proposito pubblichiamo uno dei vari comunicati circolato tra la stampa nel 2008.

Elezioni: Ferrando (Pcl), Pd Partito Confindustriale

Roma, 4 Marzo 2008
(Adnkronos) - ''Con le candidature di Colannino e Calearo e' sempre piu' evidente la vera natura del Pd: quella di un partito confindustriale con base di massa, in cui la massa e' costretta a far da tappeto a Confindustria. Questo e' il partito e il progetto con cui le Sinistre Arcobaleno hanno governato per due anni sino ad essere alla fine scaricate. E' troppo chiedere a Bertinotti un bilancio? Come puo' continuare a rivendicare, in prospettiva, un condizionamento 'a sinistra' di un partito confindustriale?''. Lo afferma Marco Ferrando, candidato premier per il Partito comunista dei lavoratori.

29/03/12

Fabriano - Fiume Giano: prima di scoprirlo pensiamo a bonificarlo



COMUNICATO STAMPA:
Il fiume Giano è una delle situazioni critiche create dall'assenza di qualsiasi politica di tutela dell'ambiente. Il nostro fiume è stato massacrato da giunte comunali inadeguate e dalla concezione che il territorio fabrianese non sia da valorizzare ma solamente da sfruttare.

L'errore è stato fatto decenni fa quando è stato coperto. Ma ora, scoprirlo, sarebbe un'operazione complicata, costosissima ed anche rischiosa.

Prima di sprecare denaro pubblico in queste fantasiose operazioni si pensi alla messa in sicurezza idrogeologica del fiume e soprattuto alla sua bonifica: il Giano è inquinatissimo e dall'inizio di quest'anno la qualità delle sue acque è stata ulteriormente declassata dalla Provincia di Ancona.

Chissà perchè questa operazione di bonifica, molto più utile e meno costosa non è stata fatta dalle giunte che oggi propongono lo scoperchiamento del fiume. Forse perchè non portava guadagni ad imprese edili "amiche" , anzi andrebbero controllati gli scarichi inquinanti gestiti dalla Multiservizi o dalle industrie ammanicate con i politici.

Con preghiera di massima diffusione

Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento Provinciale Ancona

IL 31 MARZO A MILANO CONTRO IL GOVERNO MONTI

Il 31 Marzo a Milano si terrà la prima manifestazione nazionale dell'opposizione di classe al governo Monti, e ai partiti che lo sostengono. Il PCL sarà parte importante di questa manifestazione.
Il governo Monti è emissario diretto delle grandi imprese e delle banche. Prima la distruzione delle pensioni d'anzianità, poi l'attacco frontale all'articolo 18 rispondono al dettato di banchieri e industriali. Se Monti è in sella, e può permettersi ciò che a Berlusconi non era concesso, è solo grazie al sostegno determinante del PD: che viene confermato da Bersani in queste ore, nonostante le “sofferenze” preelettorali. La manifestazione di Milano rivendicherà la convocazione immediata dello sciopero generale contro il governo e l'opposizione ad ogni “compromesso” sull'articolo 18, che va salvaguardato com'è. Non si tratta di “salvare” il PD, ma un diritto non negoziabile.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI